L.R. Lombardia 23/2020
Nuovo sistema di intervento sulle dipendenze patologiche
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge disciplina in Lombardia prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento per dipendenze da sostanze, gioco d’azzardo e nuove dipendenze. Istituisce organi di coordinamento e reti territoriali, riorganizza servizi ambulatoriali, residenziali e ospedalieri, rafforza interventi sui minori, sulla giustizia e sulle dipendenze digitali. Entrata in vigore: 1° gennaio 2021, con numerosi termini attuativi 2021-2022.
Nuovo sistema regionale lombardo di intervento sulle dipendenze patologiche
Nuovo sistema regionale lombardo di intervento sulle dipendenze patologiche
La legge della Regione Lombardia ridisegna l’organizzazione degli interventi sanitari, sociosanitari e sociali sulle dipendenze patologiche. La disciplina riguarda sia le dipendenze da sostanze sia quelle comportamentali, includendo gioco d’azzardo patologico e nuove dipendenze, con particolare attenzione a minori, adolescenti e popolazione femminile.
Finalità e ambito applicativo
La legge mira a garantire prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione e reinserimento delle persone affette da dipendenza patologica e a sostenere le loro famiglie. Definisce la dipendenza patologica in senso ampio, comprendendo sia l’uso non terapeutico di sostanze psicotrope sia i comportamenti additivi.
Competenze regionali e governance del sistema
La Regione promuove, disciplina e coordina l’attività dei soggetti pubblici e privati accreditati operanti nel settore. In particolare:
- definisce e sostiene un sistema integrato di prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento;
- monitora i risultati conseguiti;
- istituisce gli organismi di coordinamento previsti dalla legge;
- promuove un sistema informativo integrato e la diffusione delle migliori pratiche;
- riconosce il ruolo del Terzo settore;
- valorizza immobili dismessi con destinazione sociale o sanitaria per attività di contrasto alle dipendenze;
- promuove azioni di prevenzione con il coinvolgimento della scuola.
Comitato di indirizzo e coordinamento in area dipendenze
Entro 90 giorni dall’entrata in vigore, la Regione costituisce il Comitato di indirizzo e coordinamento in area dipendenze, presieduto dal Presidente della Giunta regionale e composto da rappresentanti istituzionali regionali. Il Comitato:
- collabora agli atti di Giunta in materia di dipendenze;
- formula indicazioni per le Regole Regionali di Sistema e per la valutazione degli obiettivi dei direttori generali;
- individua annualmente gli obiettivi comuni prioritari delle reti del sistema sociosanitario;
- promuove sensibilizzazione e informazione sui rischi delle sostanze e dei comportamenti additivi;
- valorizza l’offerta di prevenzione e cura;
- convoca annualmente il tavolo di lavoro per l’esame della relazione annuale;
- si avvale del tavolo tecnico regionale in area dipendenze.
Sempre entro 90 giorni, viene istituito nell’ambito del Comitato Tecnico per la Salute Mentale e le Dipendenze un tavolo di coordinamento tecnico con rappresentanti delle ATS e degli enti accreditati, incaricato di supportare il Comitato con analisi annuali e proposte di aggiornamento.
Rete Diffusa Dipendenze (ReDiDi)
Presso ogni ATS è istituita la Rete Diffusa Dipendenze, pensata per integrare l’attività delle componenti pubbliche e private accreditate e ridurre i danni sanitari e sociali derivanti dalle dipendenze. Ne fanno parte:
- ASST;
- IRCCS;
- AREU;
- organizzazioni pubbliche e private accreditate del settore;
- medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e medici di continuità assistenziale;
- servizi sociali comunali;
- uffici scolastici territoriali.
Le ATS, con i partecipanti alla rete, organizzano una conferenza annuale per sintetizzare gli interventi di prevenzione, riduzione del danno, cura, riabilitazione e reinserimento e trasmettono una relazione annuale agli organi regionali competenti.
Sistema di cura regionale lombardo per le dipendenze patologiche
Il sistema di cura è articolato in tre aree specialistiche:
- Area I: prevenzione, aggancio precoce, consulenza e sostegno alle famiglie, riduzione dei danni e dei rischi, interventi di primo contatto e di prossimità anche in contesti urbani ed extraurbani;
- Area II: diagnosi e cura, assessment diagnostico, trattamenti clinici specialistici, terapeutici ed educativi, compresi programmi a bassa soglia;
- Area III: riabilitazione e reinserimento familiare, formativo e socio-lavorativo.
L’Area I recepisce le indicazioni europee in materia di riduzione del rischio e del danno.
Servizi ambulatoriali per le dipendenze patologiche (SDIP)
Entro 12 mesi dall’entrata in vigore, la Regione adegua i Servizi Ambulatoriali per le Dipendenze Patologiche alla nuova articolazione per aree di intervento e ne definisce i criteri di accreditamento e contrattualizzazione.
Gli SDIP:
- partecipano alla ReDiDi come strutture specializzate senza vincoli di accesso per i pazienti;
- erogano interventi specializzati per specifiche categorie di utenza, comprese nuove dipendenze;
- partecipano a programmi per la doppia diagnosi;
- collaborano con i Centri Antifumo per il trattamento dei tabagisti.
Gli SDIP pubblici afferiscono ai Dipartimenti Salute Mentale e Dipendenze; quelli privati accreditati operano in rete secondo piani ATS.
Centri residenziali e semiresidenziali: trasformazione in CRD
Entro 6 mesi, la Regione converte le Unità di offerta residenziali e semiresidenziali in Centri di Cura e Riabilitazione per le Dipendenze (CRD), in forma residenziale, semiresidenziale o entrambe, aggiornandone i criteri di accreditamento. La Regione valuta anche il dimensionamento dell’offerta necessaria, contrattabile per singola area, sulla base dei bisogni territoriali e del contributo delle ATS.
I CRD possono offrire programmi specializzati, terapeutici, educativi e per doppia diagnosi. Le prestazioni concretamente erogabili sono definite contrattualmente da ciascuna ATS, tenendo conto di accreditamento, dimensionamento, dotazione organica e requisiti strutturali e organizzativi.
Equipe Specializzata Ospedaliera Dipendenze (ESOD)
Ogni ATS costituisce, in accordo con almeno una ASST, un IRCCS o altro soggetto accreditato, una Equipe Specializzata Ospedaliera Dipendenze per il trattamento della disintossicazione e di situazioni cliniche complesse o atipiche. Il numero dei posti letto deve essere proporzionato al volume complessivo dell’attività.
Interventi per minori e giovani adulti
Entro 6 mesi, la Regione istituisce presso la Direzione generale Welfare un Coordinamento di Prevenzione e Presa in Carico per minori e famiglie, con l’obiettivo di garantire presa in carico, trattamento e riabilitazione dei minori su tutto il territorio regionale. L’attenzione è rivolta in particolare all’area penale minorile, agli adolescenti, ai minori seguiti dai servizi sociali, alla neuropsichiatria infantile e alla formazione professionale.
Le ATS organizzano il sistema territoriale in raccordo con il Coordinamento, curando i rapporti tra ospedali, servizi specializzati dipendenze, giustizia minorile, prefetture, uffici scolastici regionali e formazione professionale. L’intervento su minori e giovani adulti comprende anche prevenzione, riduzione del danno e limitazione dei rischi.
Dipendenze e misure giudiziarie
Entro 6 mesi, la Regione istituisce un tavolo di lavoro con soggetti istituzionali giudiziari, ordini professionali, Ordine degli avvocati e rappresentanze del privato sociale accreditato, per promuovere progetti sperimentali di trattamento delle dipendenze patologiche dei detenuti dentro e fuori gli istituti penitenziari. Il tavolo predispone una relazione annuale per il Comitato di indirizzo.
Autorizzazione, accreditamento, contrattualizzazione e remunerazione
La Regione rivede il sistema di autorizzazione, accreditamento e appropriatezza delle Unità di offerta, orientandolo a intervento precoce, riduzione della cronicità e appropriatezza. La revisione mira a garantire risposte rapide, adeguato dimensionamento e un corretto rapporto operatori/utenti, con percorsi multidisciplinari anche ad alta intensità.
Per ogni Unità di offerta residenziale, semiresidenziale e ambulatoriale è previsto un contratto annuale; per i primi due anni di attuazione opera un regime sperimentale con invarianza di budget, sulla base delle tariffe vigenti. Il Comitato di indirizzo collabora alla definizione dei nuovi criteri di finanziamento e la Giunta, al termine del biennio, stabilisce la stabilizzazione o propone modifiche. Restano invariati gli standard strutturali delle unità già accreditate.
La Regione rivede inoltre il sistema di remunerazione, aggiornando il nomenclatore standard e introducendo classi di prestazioni integrate con indicatori di gravità patologica. La contrattualizzazione e la gestione dei budget di cura per le unità residenziali possono essere organizzate su base regionale e in modo differenziato rispetto al territorio lombardo.
Dipendenze digitali
La Regione monitora e definisce strategie di prevenzione, cura e contrasto delle dipendenze digitali, promuovendo anche iniziative scientifiche e divulgative sui rischi dell’abuso tecnologico, in particolare di smartphone e tablet. Sono previsti corsi di formazione specifica per i professionisti coinvolti.
Terzo settore e volontariato
La Regione valorizza la partecipazione degli enti del Terzo settore nei progetti di prevenzione, nei programmi di cura e nel reinserimento sociale, riconoscendone il ruolo anche nel sistema di accreditamento e contrattualizzazione. Sono previste iniziative formative per volontari e collaboratori.
Studio, ricerca e osservatorio regionale
La Regione sostiene progetti di studio e ricerca sulle dipendenze patologiche. Il Comitato di indirizzo individua gli argomenti oggetto di possibile finanziamento con cadenza massima biennale; in prima applicazione ciò avviene entro 6 mesi dall’entrata in vigore, e la selezione dei progetti è effettuata entro i successivi 6 mesi tramite bando dell’Assessorato competente.
L’Osservatorio regionale delle dipendenze da sostanze e comportamentali elabora dati annuali sull’andamento del fenomeno sulla base dei flussi informativi delle unità di offerta.
Sistema educativo, formazione e avviamento al lavoro
La Regione sostiene progetti di prevenzione precoce in ambito scolastico e di avviamento al lavoro, anche tramite interventi di limitazione dei rischi per adolescenti e giovani nei contesti del divertimento. È promossa anche una visione critica del rapporto tra domanda e offerta di droghe e dei legami con la criminalità, con formazione dei formatori e supporto alle famiglie.
Il sistema regionale di istruzione e formazione partecipa all’attuazione della legge tramite:
- percorsi di formazione per certificati di competenze;
- formazione permanente e supporto alla partecipazione ai percorsi formativi;
- tirocini e sostegno all’apprendimento nei contesti lavorativi;
- orientamento specialistico, accompagnamento al lavoro e sostegno nei luoghi di lavoro.
Reinserimento sociale e occupazionale
La Giunta promuove per ogni utente percorsi formativi qualificanti finalizzati all’inserimento lavorativo e alla piena inclusione sociale. I percorsi si svolgono presso enti che operano nel contrasto e nella presa in carico delle dipendenze oppure presso enti di formazione accreditati.
Sistema informativo e interfaccia con i cittadini
Entro 24 mesi dall’entrata in vigore, la Regione aggiorna il sistema informativo per migliorare trasversalità degli interventi, comunicazione tra attori del sistema e rilevazione delle prestazioni. Tramite la rete delle dipendenze viene inoltre organizzato un sistema unico di accesso alle offerte, con dati e informazioni utili alla libera scelta e con un sistema di prenotazione telematica per visite e interventi, accessibile a cittadini e professionisti. Ogni unità residenziale deve rendere visibili online i posti disponibili.
Clausola valutativa
Il Consiglio regionale valuta attuazione e risultati della legge in materia di prevenzione, trattamento e reinserimento. La Giunta presenta una relazione annuale contenente, tra l’altro:
- andamento e dimensioni del fenomeno;
- evoluzione del sistema di cura;
- dimensione, caratteristiche e distribuzione territoriale di domanda e offerta;
- interventi realizzati, risorse, beneficiari ed esiti;
- criticità e soluzioni adottate;
- attività di ricerca e loro esiti;
- risultati del tavolo tecnico e del Comitato di indirizzo.
Il Comitato paritetico di controllo e valutazione e la Commissione consiliare competente possono formulare quesiti e priorità informative; i soggetti attuatori devono fornire i dati necessari e la Giunta rende accessibili le elaborazioni per le attività valutative.
Disposizioni finanziarie
Per il 2021 sono quantificate risorse specifiche per l’attuazione degli articoli relativi a servizi ambulatoriali, centri residenziali e semiresidenziali, equipe ospedaliere e interventi per minori. Dal 2022 gli importi sono adeguati con la legge di bilancio e con i provvedimenti di gestione del sistema sociosanitario.
Sono previste anche risorse fino a 100.000 euro per il 2021 per progetti di studio e ricerca; per gli interventi del sistema educativo e formativo e per il reinserimento si utilizzano risorse della programmazione comunitaria, della legge regionale 13/2013 e del Programma Nazionale Garanzia Giovani. Le restanti disposizioni non comportano nuovi oneri per il bilancio regionale.
Entrata in vigore e regime transitorio
La legge entra in vigore il 1° gennaio 2021. I provvedimenti attuativi dovevano essere predisposti entro settembre 2021 per l’inserimento nelle regole sociosanitarie del 2022. Nei provvedimenti attuativi erano inoltre previsti termini da 6 a 12 mesi per gli adeguamenti organizzativi e procedurali degli enti accreditati.
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