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Ordinanza

Ordinanza n. 2037/2026 - Napoli, Sezione 8

Giustizia amministrativa202604199

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: determinazione di acquisizione gratuita al patrimonio comunale di opere edilizie abusive ai sensi dell’art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la determinazione comunale che disponeva l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale di opere edilizie abusive, deducendo, secondo quanto emerge dalla motivazione cautelare, l’illegittimità dell’acquisizione fondata sull’inottemperanza a ordinanze di demolizione adottate nel 1991 e nel 1992. Tali ordinanze erano anteriori alla presentazione e alla definizione dell’istanza di condono edilizio presentata l’11 settembre 2002. La questione cautelare riguardava quindi l’idoneità di provvedimenti sanzionatori risalenti e anteriori alla pratica di condono a costituire il presupposto dell’acquisizione, senza una rinnovata valutazione della situazione edilizia dopo la definizione della pratica condonistica.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso l’efficacia della determinazione impugnata. In base alla cognizione sommaria propria della fase cautelare, ha ritenuto peculiare la circostanza che l’inottemperanza fosse riferita a ordinanze di demolizione del 1991 e 1992, anteriori alla presentazione e alla definizione dell’istanza di condono. Secondo il Collegio, in casi analoghi è necessaria la rinnovazione dell’ordinanza di demolizione dopo la definizione della pratica condonistica, così da consentire una valutazione aggiornata degli elementi di fatto. Le ordinanze originarie devono ritenersi aver perso efficacia quale fondamento dell’acquisizione, a seguito della presentazione e della successiva definizione dell’istanza di condono. Il TAR ha precisato che la sospensione concerne il provvedimento amministrativo impugnato e non incide sull’eventuale esecuzione penale. Il Comune resistente è stato condannato al pagamento di 1.500 euro, oltre accessori di legge, per le spese della fase cautelare; il merito è stato rinviato all’udienza pubblica del 23 settembre 2027.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001

    acquisizione gratuita al patrimonio comunale di opere edilizie abusive

    La disposizione costituisce la base normativa della determinazione comunale di acquisizione gratuita, la cui legittimità è stata sospesa in sede cautelare.

  • art. 31, comma 4, d.P.R. 380/2001

    L’inottemperanza all’ordine di demolizione costituisce il presupposto dell’acquisizione; tuttavia, nel caso esaminato, il TAR ha ritenuto problematico fondarla su ordinanze anteriori alla presentazione e definizione della pratica di condono.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale esercitata dal TAR, che ha accolto la domanda e sospeso l’efficacia dell’atto impugnato.

  • l. 724/1994

    La pratica di condono, presentata e poi definita dopo l’adozione delle ordinanze di demolizione, impone una rivalutazione aggiornata della situazione prima di fondare su tali ordinanze l’acquisizione al patrimonio comunale.

Massime di principio

  • Quando un’ordinanza di acquisizione gratuita al patrimonio comunale per inottemperanza all’ordine di demolizione si fonda su ordinanze di demolizione anteriori alla presentazione e alla definizione di un’istanza di condono edilizio, l’amministrazione deve rivalutare la situazione alla luce dell’esito della pratica condonistica e, secondo quanto ritenuto nella decisione, riadottare l’ordinanza di demolizione a valle della definizione del condono.
  • La presentazione e la successiva definizione di un’istanza di condono possono incidere sull’efficacia delle precedenti ordinanze di demolizione, impedendo che esse costituiscano automaticamente il presupposto di una successiva acquisizione gratuita al patrimonio comunale.
  • L’acquisizione gratuita prevista dall’art. 31 d.P.R. 380/2001 richiede un’inottemperanza riferibile a un ordine di demolizione ancora efficace e idoneo a fondare la sanzione acquisitiva; non è sufficiente richiamare ordinanze risalenti che abbiano perso efficacia in seguito alla vicenda condonistica.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizio
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiEfficacia ed esecutorietàProporzionalità e ragionevolezzaTutela cautelare

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