Cassazione Civile, Ordinanza n. 21006/2026 del 20/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)
La controversia
La controversia nasce da un avviso di liquidazione con cui l'amministrazione finanziaria, applicando l'art. 21, comma 1, TUR, ha richiesto maggiori imposte ipotecaria e catastale in relazione a un atto di compravendita immobiliare del 18 settembre 2015. L'atto riguardava la cessione di distinti cespiti immobiliari con contestuale attribuzione di diritti diversi ai compratori, con prezzo pattuito in modo unitario. Il notaio rogante ha impugnato l'avviso; sia la CTP sia la CTR hanno accolto il ricorso, ritenendo applicabile il regime dell'atto unico complesso e dunque l'art. 21, comma 2, TUR. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: con il secondo ha dedotto omessa pronuncia sull'eccezione di inammissibilità del ricorso introduttivo per difetto di legittimazione attiva e di interesse ad agire del notaio, nonché violazione delle norme processuali del contenzioso tributario; con il primo ha denunciato violazione o falsa applicazione dell'art. 21, comma 2, TUR, sostenendo che la CTR avesse erroneamente qualificato la fattispecie come negozio complesso, in assenza del presupposto della necessaria derivazione delle disposizioni contenute nell'atto.
La decisione
La Corte ha ritenuto infondato il secondo motivo: il giudice di merito aveva comunque esaminato e respinto l'eccezione di difetto di interesse ad agire, mentre la legittimazione del notaio a impugnare l'avviso notificato direttamente nei suoi confronti è stata riconosciuta perché il notaio era il destinatario della pretesa tributaria quale responsabile solidale. È stato invece accolto il primo motivo: la CTR aveva applicato il comma 2 dell'art. 21 TUR valorizzando una connessione voluta dalle parti e la determinazione unitaria del prezzo, ma tale elemento non basta; per l'imposta unica occorre una connessione necessaria, oggettiva e intrinseca tra le disposizioni, tale che una non possa esistere senza l'altra. Poiché nel caso concreto si trattava di cessione di distinti immobili e diritti reali, la decisione di merito non si è attenuta al corretto criterio interpretativo. La sentenza è stata quindi cassata in relazione al motivo accolto e la causa rinviata alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Lombardia, in diversa composizione, anche per le spese.
Norme richiamate
art. 112 c.p.c.
Richiamato per censurare l'omessa pronuncia; la Corte esclude il vizio perché il giudice d'appello aveva comunque deciso sull'eccezione di difetto di interesse ad agire.
artt. 18, 19, 22 d.lgs. n. 546/1992
Richiamati nel motivo processuale relativo alla pretesa inammissibilità del ricorso introduttivo; la Corte respinge l'eccezione di difetto di legittimazione del notaio.
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
Norma di deduzione del vizio di violazione di legge posta a base del primo motivo, accolto perché la CTR ha applicato in modo errato l'art. 21 TUR.
art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.
Norma di deduzione del vizio processuale posto a base del secondo motivo, poi respinto.
art. 21, d.P.R. n. 131/1986 (TUR)
Il comma 1 contiene la regola generale della tassazione separata delle disposizioni contenute nello stesso atto; il comma 2 è norma eccezionale e di stretta interpretazione, applicabile solo quando le disposizioni derivino necessariamente, per loro intrinseca natura, le une dalle altre.
art. 10 del contratto
Citato solo per indicare la ripartizione di valore tra i diritti acquistati; non costituisce la base del principio di diritto, ma conferma che la CTR ha valorizzato la scelta negoziale delle parti.
Massime di principio
- Per l'applicazione dell'art. 21, comma 2, TUR non basta che più disposizioni siano state volute dalle parti come coordinate o funzionalmente collegate: occorre una connessione oggettiva e necessaria, tale che l'una non possa sussistere senza l'altra.
- La disciplina del comma 2 dell'art. 21 TUR costituisce eccezione alla regola generale di tassazione separata delle singole disposizioni contenute nello stesso atto e va quindi interpretata restrittivamente.
- La distinzione decisiva tra atto complesso e collegamento negoziale sta nell'unicità della causa e nella necessaria compenetrazione delle disposizioni: se i negozi restano sorretti da cause distinte, ciascuna disposizione è autonomamente tassabile.
- Il notaio destinatario di un avviso di liquidazione notificato direttamente nei suoi confronti è legittimato a impugnarlo, poiché la pretesa fiscale è esercitata proprio nei suoi confronti quale soggetto ritenuto obbligato al pagamento dell'imposta principale.
- Il pagamento dell'importo richiesto al solo fine di evitare sanzioni non rende definitivo l'atto né comporta acquiescenza alla pretesa tributaria, sicché non esclude l'impugnabilità dell'avviso.
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