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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30720/2026 del 11/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Nel procedimento a carico di più imputati per un articolato sistema di condotte fraudolente, fiscali e di reimpiego di capitali illeciti, il Tribunale di Asti ha rimesso gli atti alla Corte di cassazione ai sensi dell'art. 24-bis c.p.p. per risolvere in via pregiudiziale la competenza territoriale. Il dubbio riguardava, in primo luogo, la configurabilità della connessione teleologica ex art. 12, comma 1, lett. c), c.p.p. tra tutti i segmenti dell'imputazione e, in particolare, il grado di specificità con cui il rapporto finalistico deve emergere già nella contestazione. Il giudice rimettente ha evidenziato che il collegamento era espresso solo per alcuni capi, tra cui quelli relativi a autoriciclaggio, riciclaggio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, mentre per altri reati-fine il nesso derivava soprattutto dalla riconducibilità al programma associativo, con rischio di frammentazione del processo. Un secondo profilo riguardava l'efficacia attrattiva del delitto più grave di riciclaggio contestato solo ad alcuni imputati: il Tribunale si domandava se tale reato potesse radicare la competenza per l'intero procedimento, anche nei confronti degli imputati a cui esso non era addebitato. In via subordinata, il giudice aveva prospettato che il primo segmento del riciclaggio si fosse consumato ad Asti, con accredito delle somme su un conto acceso presso un istituto avente sede in quel circondario. Nel contraddittorio davanti alla Cassazione, il Pubblico ministero ha chiesto la competenza del Tribunale di Asti, mentre alcuni difensori hanno chiesto la competenza del Tribunale di Napoli.

La decisione

La Corte ha dichiarato la competenza territoriale del Tribunale di Asti. Ha ritenuto ammissibile il rinvio pregiudiziale e ha affermato che tra i reati contestati sussisteva una connessione rilevante ai sensi dell'art. 12, comma 1, lett. c), c.p.p., in quanto i reati tributari erano funzionali alle truffe e i successivi riciclaggio/autoriciclaggio erano inseriti nella stessa sequenza criminosa per occultare e reimpiegare i proventi illeciti. La Corte ha quindi applicato l'art. 16 c.p.p., individuando come criterio attrattivo il reato più grave e, in caso di pari gravità, il luogo di commissione del reato consumato per primo. Ha ritenuto che il riciclaggio di cui al capo F fosse il reato più grave e, soprattutto, il primo a consumarsi nella sequenza, poiché la condotta si era sviluppata in modo frazionato e progressivo e il primo atto idoneo a radicare la competenza si era verificato nel circondario di Asti. Ha inoltre precisato che, ai fini della competenza, rileva la prospettazione accusatoria ex ante e non la successiva verifica di merito, non essendo necessario che la contestazione del reato più grave sia corretta solo in base agli esiti probatori finali.

Norme richiamate

  • art. 24-bis c.p.p.

    norma che consente il rinvio pregiudiziale alla Corte per la decisione sulla competenza territoriale quando la questione sia posta in termini non meramente esplorativi e con adeguata descrizione degli elementi rilevanti.

  • art. 12, comma 1, lett. c), c.p.p.

    la connessione teleologica può sussistere anche senza formale contestazione dell'aggravante ex art. 61 n. 2 c.p. e senza identità soggettiva tra autori dei reati-mezzo e dei reati-fine; è sufficiente un effettivo nesso oggettivo e finalistico tra le condotte.

  • art. 16, comma 1, c.p.p.

    nei procedimenti per reati connessi, la competenza appartiene al giudice del reato più grave ovvero, se i reati hanno pari gravità, al giudice del luogo di commissione del reato consumato per primo; il criterio opera in modo originario e autonomo.

  • art. 61, n. 2, c.p.

    richiamato solo per affermare che la connessione teleologica non richiede la formale contestazione dell'aggravante di aver commesso il reato per eseguirne o occultarne un altro.

  • art. 24 c.p.p.

    richiamato indirettamente nel contesto della competenza territoriale e della sua devoluzione pregiudiziale, senza autonome statuizioni sulla norma.

Massime di principio

  • Ai fini della competenza territoriale per connessione, la verifica deve essere compiuta sulla base della prospettazione accusatoria e delle linee fattuali originarie, senza anticipare valutazioni di fondatezza del merito.
  • La connessione teleologica è configurabile quando i reati risultano inseriti in un'unica sequenza criminosa funzionale, anche se non è espressamente contestata l'aggravante di cui all'art. 61 n. 2 c.p. e anche se non vi è identità soggettiva tra tutti gli autori dei diversi segmenti.
  • Nei procedimenti con reati connessi, il criterio attrattivo è quello del reato più grave; se tale reato presenta una struttura frazionata e progressiva, la competenza si radica nel luogo in cui è posto in essere il primo atto della sequenza tipica.
  • Per i delitti di riciclaggio e autoriciclaggio, ai fini della competenza territoriale rileva anche il primo frammento della condotta tipica, se idoneo ad avviare il processo di trasferimento, sostituzione o reimpiego del denaro di provenienza illecita.
  • La competenza così determinata permane per l'intero processo secondo il principio di perpetuatio iurisdictionis, anche se il reato attrattore dovesse poi risultare non provato o assorbito in sede di merito.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRiciclaggio
RamiProcesso penaleDelitti economici
IstitutiNe bis in idem

Testo integrale

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