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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25780/2025 del 14/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Veneziano ha impugnato la sentenza di conferma della condanna per rapina aggravata, deducendo un unico motivo: mancata, contraddittoria o manifesta illogicità della motivazione nella mancata concessione della circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità (art. 62, n. 4, c.p.). Sosteneva che il valore della merce sottratta fosse di modesta entità, che non fosse stata esercitata violenza sulla parte offesa (Albegiano Vera) e che l'epiteto minaccioso pronunciato fosse da imputare a stato di agitazione e confusione. Richiamava inoltre la sentenza della Corte Costituzionale n. 86/2024, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dei primi due commi dell'art. 628 c.p. nella parte in cui non prevedevano una diminuzione della pena fino a un terzo se il danno fosse di lieve entità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che la Corte d'Appello avesse motivato correttamente l'esclusione dell'attenuante, richiamando l'orientamento della Suprema Corte secondo il quale, ai fini dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità, va valutata complessivamente non solo l'entità economica del danno ma anche gli effetti pregiudizievoli sulla persona offesa, considerata la natura plurioffensiva del reato di rapina. La Corte territoriale aveva infatti rilevato che la vittima era stata fisicamente aggredita, gravemente minacciata anche in presenza dei Carabinieri, e che il ricorrente aveva proferito la minaccia di morte; tali elementi escludono la speciale tenuità. Inoltre la Corte ha ritenuto che la pronuncia della Corte Costituzionale n. 86/2024 non fosse applicabile al caso, poiché la gravità del fatto esclude la configurabilità di un danno di lieve entità. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e a versare, in via equitativa, la somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 62, n. 4, codice penale

    La circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità richiede la valutazione complessiva degli effetti del fatto, non solo il limitato valore economico del bene sottratto; in relazione alla rapina va considerata anche la lesione alla libertà e all'integrità della persona offesa.

  • art. 628 codice penale

    Il riferimento alla disciplina della rapina evidenzia la natura plurioffensiva del reato (patrimoniale e personale); la pronuncia della Corte Costituzionale n. 86/2024 (che ha inciso su art. 628) non opera quando il fatto è ritenuto di particolare gravità e non di lieve entità.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 86/2024

    Ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dei primi due commi dell'art. 628 c.p. nella parte in cui non prevedevano una diminuzione di pena (fino a un terzo) qualora il danno fosse di lieve entità; tuttavia la Corte di Cassazione ha ritenuto che tale principio non sia applicabile quando, come nel caso concreto, il fatto è di gravità tale da escludere la lieve entità.

  • Sez. U, n. 42124 del 27/06/2024 (Nafi)

    Principio di diritto secondo cui, ai fini della configurabilità dell'attenuante del danno di speciale tenuità nel delitto di rapina, non è sufficiente il modesto valore economico del bene; occorre valutare anche gli effetti dannosi sulla persona offesa.

  • art. 616 codice di procedura penale

    Norma che dispone la condanna alle spese del procedimento per il ricorrente cui sia dichiarato inammissibile il ricorso; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000

    Richiamata in relazione alla disciplina delle ammende da liquidare in favore della cassa delle ammende; la Corte ha disposto, in via equitativa, il versamento di 3.000 euro non ritenendo il ricorso presentato con colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Massime di principio

  • Per il reato di rapina la valutazione dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità non si limita al valore economico dell'oggetto sottratto: è necessario considerare anche le conseguenze lesive sulla persona (minacce, violenza, turbamento), data la natura plurioffensiva del reato.
  • Minacce gravi o condotte che hanno aggredito la libertà e l'integrità morale o fisica della vittima, anche se non sfociate in danno economico rilevante, rendono improbabile il riconoscimento dell'attenuante per speciale tenuità.
  • La pronuncia della Corte Costituzionale che prevede una riduzione di pena quando il danno è di lieve entità non è automaticamente applicabile: il giudice deve valutare se complessivamente il fatto sia effettivamente di lieve entità; in presenza di elementi di gravità l'intervento costituzionale non comporta automaticamente la riduzione.
  • Chi impugna con motivo basato su apparente contraddittorietà della motivazione deve mostrare un vizio concreto e rilevante; la Cassazione tende a dichiarare inammissibili i ricorsi quando la motivazione di merito appare logica e coerente alla luce dei fatti.
  • Ricorsi manifestamente infondati possono comportare non solo il rigetto ma anche la condanna alle spese processuali e, ove previsto, il pagamento di somme alla cassa delle ammende, salvo che non sia dimostrata colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

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