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Sentenza

Sentenza del 31/03/2022 n. 10271 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

In sede di verifica per il 2009 fu redatto un P.V.C. che descriveva costi sostenuti da T.M. Terminal nel 2005 (formazione del personale) e nel 2007 (servizi manageriali da T.O. Delta) capitalizzati tra le immobilizzazioni immateriali e ammortizzati in cinque quote. L'Ufficio, ritenendo che quei costi non avessero i requisiti di start-up o di utilità pluriennale e mancasse l'inerenza, notificò avvisi di accertamento per 2007 e 2008 (anche con recupero IVA 2008). La società impugnò; CTP e CTR accolsero le ragioni della società (sia per profili formali che di merito). L'Agenzia ricorse in Cassazione denunciando vizi di motivazione, errato riparto dell'onere della prova, violazioni procedimentali sul P.V.C. e vizio in punto di detraibilità IVA.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale dell'Agenzia e il ricorso incidentale della società. Ha confermato che, alla luce della documentazione e delle risultanze di merito, la capitalizzazione dei costi di formazione e dei servizi manageriali poteva essere legittima se rispettose dei requisiti di utilità pluriennale, correlazione causale e recuperabilità e se inserite in un piano di ristrutturazione; ha altresì stabilito che l'obbligo di redigere e notificare il processo verbale di constatazione opera solo se l'accertamento è stato effettuato mediante accesso nei locali (non per controlli 'a tavolino'), e che la detrazione IVA è subordinata all'inerenza dell'operazione ma segue la stessa valutazione di merito già esaminata. Per tali ragioni la Cassazione ha confermato l'annullamento degli avvisi di accertamento e ha compensato le spese.

Norme richiamate

  • Legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente), art. 12

    il termine dilatorio di 60 giorni per la notifica dell'avviso sussiste solo quando vi sia stata verifica con accesso nei locali; non si applica ai controlli 'a tavolino'.

  • D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633

    art. 52, comma 6; art. 19

    art.52(6): obbligo di redigere verbale per accessi, con diritto del contribuente a copia; art.19: il diritto alla detrazione IVA richiede l'inerenza e l'effettivo impiego del bene/servizio nell'attività d'impresa.

  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600

    art. 33 (richiamo alle verifiche)

    richiama la disciplina sugli accessi/verbali; conferma distinzione tra verifiche in loco e controlli 'a tavolino' ai fini dell'obbligo di PVC e del relativo termine dilatorio.

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR)

    art.109: il principio di inerenza per la deducibilità dei costi; la Corte richiama che la deducibilità richiede prova di inerenza e coerenza economica, ma in concreto valuta la documentazione offerta dal contribuente e la risposta dell'Ufficio.

  • Codice Civile

    art. 2424, lett. BI1; art. 2426, comma 1, n.5

    consentono la capitalizzazione di oneri di impianto/ampliamento (start-up) e la loro ammortizzazione pluriennale se sussiste utilità pluriennale, correlazione causa-effetto e recuperabilità.

  • Principi contabili nazionali (OIC 24)

    forniscono criteri interpretativi: i costi di formazione sono in linea di principio costi di periodo, derogabili solo se assimilabili a start-up o sostenuti per processo di ristrutturazione dimostrabile mediante piano che provi utilità futura e recuperabilità.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    norma processuale richiamata nella censura sulla motivazione: la Corte verifica corretto inquadramento delle censure di motivazione e rigetta la nullità processuale.

  • Codice di procedura civile (disposizioni di attuazione)

    art. 132 disp. att. c.p.c.; art. 118 disp. att. c.p.c.; art. 360 c.p.c., comma 1 (motivi di cassazione)

    richiamate come parametri di legittimità della motivazione in Cassazione: la sentenza di merito è stata ritenuta sufficientemente motivata e non affetta da motivazione apparente.

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    riferimento alla contribuzione unificata: esclusione dell'obbligo per le Amministrazioni dello Stato, mentre si segnala la possibilità che la contribuente sia tenuta al contributo unificato per il ricorso incidentale se dovuto.

Massime di principio

  • La capitalizzazione di costi di formazione e di servizi manageriali è possibile solo se il contribuente dimostra utilità pluriennale, correlazione causale con un progetto di avviamento o ristrutturazione e ragionevole recuperabilità (meglio se supportata da un piano approvato).
  • In caso di contestazione fiscale sulla deducibilità/ammortamento, il contribuente ha l'onere di fornire documentazione probatoria adeguata (importo, ragione, coerenza economica); tuttavia l'Amministrazione deve opporre prove o argomentazioni concrete per negare la deducibilità.
  • L'obbligo di redigere e notificare il processo verbale di constatazione e il conseguente termine dilatorio per l'emissione dell'avviso opera quando il controllo ha avuto luogo con accesso nei locali del contribuente; non si applica ai controlli 'a tavolino' basati su documentazione acquisita.
  • La detrazione IVA richiede, oltre alla regolarità formale della fattura, la prova dell'inerenza dell'operazione all'attività d'impresa; la verifica della detraibilità converge sullo stesso esame di inerenza svolto per le imposte dirette.
  • Il mancato esercizio del potere accertativo in precedenti annualità può costituire elemento considerato dal giudice in termini di legittimo affidamento, ma non impedisce ex se l'accertamento in anni successivi; tale elemento è rilevante soprattutto per profili sanzionatori e di affidamento.
  • In fase contenziosa la Corte richiede una motivazione che espliciti il collegamento tra prove documentali e conclusioni: motivazione succinta ma sostanziale è comunque sufficiente; la mera affermazione di verosimiglianza senza riscontro probatorio può essere censurata.

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