Sentenza del 31/03/2022 n. 3068 - Comm. Trib. Reg. per la Campania
massima n. 33 /2022 - TRIBUTI LOCALI - Terreni agricoli - Esenzione IMU - Condizioni.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Impugnazione di avviso di accertamento TARI relativo al 2014; la ricorrente eccepiva la prescrizione quinquennale del tributo. Il Comune sosteneva che l'avviso fosse tempestivo, riferendosi al dies a quo previsto dall'art. 1, co. 161, legge n. 296/2006 (20 gennaio dell'anno successivo al periodo d'imposta). La questione principale era quindi la determinazione del dies a quo da cui decorre il termine quinquennale per l'accertamento.
La decisione
Il Collegio ha rigettato l'appello del Comune confermando la decisione di primo grado: il termine quinquennale decorre dal 20 gennaio dell'anno in cui inizia il periodo d'imposta (nella specie il dies a quo è il 20.01.2014 e non il 20.01.2015). Poiché l'avviso è stato notificato il 14.09.2020, la pretesa era oltre il quinquennio e la prescrizione è maturata. Le spese del grado sono compensate ai sensi dell'art. 92 c.p.c., per la non univocità della giurisprudenza sulla materia.
Norme richiamate
art. 1, co. 161, legge n. 296/2006
Il Collegio interpreta il dies a quo del quinquennio come il 20 gennaio dell'anno in cui ha inizio il periodo d'imposta, salvo che la detenzione del bene sia iniziata successivamente; in tal caso il dies a quo è il 20 gennaio dell'anno successivo.
Cass. n. 3058/2019 (giurisprudenza citata)
Richiamata per distinguere il caso in cui la detenzione del bene intervenga successivamente all'inizio del periodo d'imposta; conferma l'orientamento secondo cui, se la detenzione è continuativa dall'inizio del periodo, il dies a quo è il 20 gennaio dello stesso anno.
art. 92 c.p.c.
Applicata per la compensazione delle spese di giudizio, ritenuta opportuna in presenza di motivi straordinari ed eccezionali dovuti alla non univocità della giurisprudenza.
art. 34 d.lgs. 546/1992
Richiamato in relazione alle formalità dell'udienza in cui è stata adottata la deliberazione (riferimento procedurale).
Massime di principio
- Per le imposte locali con termine quinquennale di accertamento ex art. 1 co. 161 l. n. 296/2006, se il contribuente ha detenuto il bene per l'intero periodo d'imposta, il dies a quo va considerato il 20 gennaio dello stesso anno d'inizio del periodo d'imposta; pertanto il termine decadenziale decorre da quella data.
- Se la detenzione o il possesso del bene tassato ha avuto inizio nel corso dell'anno (non dall'inizio del periodo d'imposta), il dies a quo del quinquennio può essere il 20 gennaio dell'anno successivo, e va dunque valutato caso per caso sulla base delle prove sulla data di inizio della detenzione.
- Quando si contesta la tempestività di un avviso di accertamento sulla base della prescrizione, è fondamentale produrre documentazione che dimostri la data di inizio della detenzione/possesso (contratti, visure, certificazioni), perché la decorrenza del termine dipende da quel dato fattuale.
- In presenza di orientamenti giurisprudenziali non univoci, i giudici possono compensare le spese di lite; ciò va considerato nella strategia processuale delle parti.
- Prima di notificare un avviso accertativo per periodi remoti, l'amministrazione dovrebbe verificare con attenzione la decorrenza del termine quinquennale e l'eventuale esistenza di elementi che facciano decorrere il dies a quo in momenti diversi (es. mutamenti nella detenzione).
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