Ordinanza n. 4915/2026 - Roma, Sezione 2B
per l’accertamento dell'obbligo di dare materiale, concreta e definitiva esecuzione alla Determinazione Dirigenziale 28 dicembre 2021, prot. n. CT/136787/2021 del Municipio XIV di Roma Capitale, contenente l’ordine di demolizione d'ufficio dei manufatti abusivi siti in un terreno in Roma, Via Trionfale n. 165, stante il perdurante silenzio-inadempimento da parte delle Amministrazioni resistenti alla istanza/diffida di esecuzione presentata dalle Società ricorrenti con nota del 15 giugno 2022; e per la conseguente condanna, anche ai sensi dell'art. 34 c.p.a., di tutte le Amministrazioni resistenti ad adottare tutti i provvedimenti e gli atti amministrativi e materiali ulteriori, prodromici o conseguenti, diretti a dare piena attuazione alla predetta demolizione, rimuovendo concretamente il manufatto abusivo e ripristinando così la legalità, e, laddove ritenuto necessario, per l'annullamento della Nota del Municipio Roma XIV di Roma Capitale 14 luglio 2022, prot. CT n. 80585, di rifiuto di dare seguito od esecuzione all'ordine di demolizione d'ufficio di cui alla Determinazione Dirigenziale 28 dicembre 2021, prot. n. CT/136787/2021; nonché di ogni altro atto preparatorio, presupposto, collegato, inerente, conseguente e derivato anche se non conosciuto.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata completa esecuzione dell'ordine di demolizione d'ufficio e nota comunale di rifiuto di darvi seguito
Esito
La controversia
Le società ricorrenti hanno promosso un giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione concreta e definitiva della determinazione dirigenziale del 28 dicembre 2021, contenente l'ordine di demolizione d'ufficio di manufatti abusivi, lamentando il perdurante silenzio-inadempimento delle amministrazioni resistenti rispetto all'istanza-diffida del 15 giugno 2022. In via subordinata hanno chiesto l'annullamento della nota municipale del 14 luglio 2022, con cui era stato rifiutato di dare seguito all'ordine di demolizione. Nel corso del giudizio la demolizione dell'immobile è stata eseguita, ma le ricorrenti hanno sostenuto che l'ottemperanza fosse soltanto parziale, residuando le fondazioni in cemento e i detriti prodotti dalla demolizione. Il Commissario ad acta ha inoltre riferito di riservarsi l'integrazione della relazione conclusiva dopo la scadenza del termine assegnato ai controinteressati per la presentazione di documentazione integrativa della SCIA di demolizione.
La decisione
Il TAR non ha definito il giudizio, ritenendo necessario completare le attività materiali di ripristino. Ha assegnato ai controinteressati 45 giorni dalla comunicazione dell'ordinanza per rimuovere i detriti e asportare le fondazioni in cemento ancora presenti. In caso di persistente inadempimento, il Commissario ad acta dovrà subentrare nell'esecuzione delle operazioni entro un ulteriore termine di 45 giorni, con spese a carico degli obbligati principali. La verifica del completamento degli incombenti è stata rinviata alla camera di consiglio del 7 luglio 2026.
Norme richiamate
art. 34 c.p.a.
La disposizione è richiamata quale base della richiesta di condanna delle amministrazioni all'adozione degli atti e delle attività materiali necessari per l'esecuzione dell'ordine di demolizione; l'ordinanza dispone ulteriori attività esecutive senza definire il giudizio.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza a un ordine di demolizione, l'esecuzione non è completa quando, dopo la demolizione del manufatto, permangono fondazioni in cemento o detriti che impediscono il pieno ripristino dello stato dei luoghi.
- Il giudice dell'ottemperanza può assegnare agli obbligati un termine per completare le attività materiali di ripristino e prevedere, in caso di persistente inadempimento, il subentro del Commissario ad acta entro un ulteriore termine, ponendo le spese a carico degli obbligati principali.
- Quando occorre verificare il completamento di attività materiali ancora in corso e acquisire la relazione conclusiva del Commissario ad acta, il giudice può rinviare la causa a una successiva camera di consiglio senza definire il giudizio.
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