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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 27706/2022 del 21/09/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il contribuente impugna un avviso di accertamento induttivo per il 2004, notificato dopo l'annullamento in autotutela di un precedente atto. Le censure riguardano: legittimità dell'annullamento/autotutela e della conseguente emissione di un atto «sostitutivo», violazione del principio di unicità dell'accertamento, illegittimità dell'accertamento induttivo nonostante la disponibilità di documentazione contabile, vizi di motivazione relativi al mancato esame del PVC e della documentazione acquisita, violazione del principio di affidamento per cambio di metodologia accertativa e duplicazione nell'uso dei bonifici (errata quantificazione aritmetica).

La decisione

La Corte rigetta il ricorso. Ha ritenuto legittimo l'esercizio del potere di autotutela sostitutiva da parte dell'Amministrazione (in assenza di giudicato esterno e senza decadenza dal potere d'accertamento), anche per vizi di natura sostanziale, richiamando il principio di perennità dell'azione amministrativa. Ha confermato la legittimità dell'accertamento induttivo dato l'omesso deposito delle dichiarazioni fiscali del contribuente e l'uso di presunzioni "supersemplici"; ha inoltre stabilito che eventuali contestazioni sulla valutazione probatoria e sulla quantificazione (es. duplicazione di bonifici) attengono al merito e non a violazioni di legge sindacabili in Cassazione. Il motivo relativo all'affidamento è stato respinto perché non può vincolare l'Amministrazione nella scelta della metodologia accertativa. Il ricorso è stato quindi integralmente rigettato e le spese compensate.

Norme richiamate

  • d.l. 30 settembre 1994, n. 564, art. 2‑quater, comma 1

    dispone la possibilità per l'Amministrazione di esercitare il potere di annullamento d'ufficio in autotutela e demandare a decreti ministeriali i criteri

    riconosce il potere generale di autotutela dell'Amministrazione tributaria esercitabile fino alla formazione del giudicato o alla decadenza del potere d'accertamento

  • d.m. 11 febbraio 1997, n. 37

    "non si procede all'annullamento d'ufficio o alla rinuncia all'imposizione in caso di autoaccertamento, per motivi sui quali sia intervenuta sentenza passata in giudicato favorevole all'Amministrazione"

    fissa criteri di esercizio dell'autotutela: l'autotutela è legittima salvo che esista un giudicato favorevole all'Amministrazione; non impedisce la sostituzione dell'atto annullato se non è formatosi giudicato

  • DPR 29 settembre 1973, n. 600, art. 38, comma 2

    principio di unicità dell'accertamento

    è richiamato ma la Corte precisa che non ostacola l'autotutela sostitutiva in assenza di giudicato o decadenza; l'Amministrazione può rinnovare l'accertamento per garantire la corretta esazione

  • DPR 29 settembre 1973, n. 600, art. 41, comma 2

    norma relativa ai poteri e modalità di accertamento

    utilizzata in relazione alla legittimità dell'accertamento induttivo operato dall'Amministrazione

  • DPR 26 ottobre 1972, n. 633, art. 55, comma 2

    norma in tema di obblighi IVA e controlli

    richiamata unitamente all'art. 41 DPR 600/73 per sostenere la possibilità di accertamento induttivo in caso di omessa dichiarazione

  • L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 10 (Statuto del contribuente)

    principio di affidamento del contribuente

    la Corte afferma che il principio di affidamento non può vincolare l'Amministrazione nella scelta della metodologia accertativa né determinare l'estinzione del potere impositivo; incide solo su aspetti sanzionatori

  • Costituzione, artt. 5, 53 e 97

    richiami ai principi costituzionali

    sostenimento del principio di continuità e correttezza dell'azione amministrativa e della potestà impositiva dello Stato; giustificano il principio di perennità dell'azione amministrativa

  • DPR 29 settembre 1973, n. 600, art. 67

    divieto di plurime imposizioni

    l'annullamento e la sostituzione dell'atto si giustificano anche per rispettare il divieto di plurime imposizioni; la sostituzione evita duplicazioni ingiustificate

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 53

    norma sul divieto di nuove questioni in appello (novità)

    la CTR ha ritenuto inammissibile per novità la censura relativa alla decadenza dell'Amministrazione dal potere d'accertamento

  • Codice di procedura civile, art. 360, primo comma, n. 3 e n. 5

    motivi di cassazione per violazione di norme di diritto e carenza/contraddittorietà della motivazione

    i rilievi di violazione di legge e di motivazione posti dal ricorrente sono stati analizzati e, ove attengono a valutazione di merito, dichiarati infondati o inammissibili

Massime di principio

  • L'amministrazione può esercitare l'autotutela sostitutiva (annullare e sostituire un precedente atto) fino alla formazione del giudicato o fino alla decadenza del potere di accertamento; tale potere può riguardare anche vizi di natura sostanziale
  • Se non è intervenuto giudicato favorevole all'Amministrazione e non è decorso il termine di decadenza, la rinnovata emissione dell'atto è legittima e corrisponde al dovere dell'Amministrazione di garantire l'adeguata imposizione (principio di perennità)
  • In caso di omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali, l'Ufficio può procedere con accertamento induttivo e avvalersi di presunzioni "supersemplici"; l'onere della prova si inverte e grava sul contribuente che deve dimostrare l'infondatezza delle conclusioni induttive
  • La disponibilità di documentazione contabile in possesso dell'Ufficio non esclude automaticamente l'uso dell'accertamento induttivo quando il contribuente non abbia presentato le dichiarazioni: questioni sulla valutazione della prova sono di merito
  • Il principio di affidamento del contribuente non può limitare la potestà impositiva né la scelta della metodologia accertativa da parte dell'Amministrazione; incide principalmente su profili sanzionatori
  • Contestazioni tecniche circa la quantificazione (es. duplicazioni di bonifici) rilevano profili di fatto e probatori che vanno dedotti e provati nel merito: la Cassazione sindaca violazioni di legge e non una nuova valutazione dei fatti
  • Errori o nullità di notifica che risultino sanati dalla successiva partecipazione o difesa dell'Amministrazione (p.es. Avvocatura dello Stato intervenuta in udienza) non impediscono la prosecuzione del processo

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