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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10981/2025 del 19/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 21/02/2024 con cui il Tribunale del riesame di Latina ha confermato il sequestro preventivo disposto dal GIP di Latina il 24/01/2024. La Maglio era indagata per autoriciclaggio e riciclaggio (art. 81 comma finale e art. 648 bis c.p.) per avere ricevuto su conti correnti e conti titoli presso Credem somme ritenute provento di reati fiscali e di truffa commessi dal figlio Lorusso Piero, nonche per aver acquisito, tramite la societa The Russian s.r.l.s. di cui era socio unico, un'autovettura Porsche Boxer con fondi ritenuti illeciti. Oggetto del sequestro: conto corrente n. 7253 e conti titoli n. 9183107 e n. 9237280000 presso Credem, il 100% del capitale sociale della The Russian s.r.l.s. e l'autovettura Porsche Boxer. Il ricorso per Cassazione articolava otto motivi: incompetenza territoriale; violazione del ne bis in idem per procedimenti archiviati; invalidita delle notifiche di proroga delle indagini; insussistenza degli elementi del reato e dei presupposti per il sequestro (fumus e periculum); eccesso dell'importo sequestrato rispetto all'imposta evasa; estinzione dei reati presupposto per definizione agevolata; difetto di proporzionalita e gradualita della misura; mancata prova della derivazione delle somme dal reato presupposto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha rigettato tutte le censure. Motivi principali della decisione: il ricorso in materia di misure cautelari reali e sequestri per confisca e ammesso in Cassazione solo per violazione di legge ex art. 325 c.p.p.; la competenza territoriale del Tribunale di Latina e stata correttamente individuata in ragione della filiale Credem dove erano accesi i conti su cui transitavano le somme; il principio ne bis in idem non opera perché i fatti contestati nel nuovo procedimento non sono identici a quelli oggetto di archiviazione e l'archiviazione stessa non preclude sempre un successivo procedimento; l'omessa o contestata notifica delle richieste di proroga delle indagini non invalida gli atti successivi; esistevano fondati indizi (fumus) e periculum in mora, autonomamente motivati con numerosi elementi probatori quali ampia movimentazione sul conto, titoli sottoscritti per milioni di euro, deleghe operative del figlio, documentazione rinvenuta, scritto olografo della Maglio che attribuiva la titolarita dei beni al figlio e incompatibilita dei redditi della madre con i movimenti; la definizione agevolata del debito tributario non estingue automaticamente il reato di riciclaggio e non preclude la confisca; la confisca ex art. 648-quater c.p. puo riguardare non solo il profitto ma anche il prodotto e i reinvestimenti. Conseguenze procedurali: inammissibilita del ricorso e condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3000 a favore della Cassa delle ammende; memoria difensiva depositata fuori termini ritenuta inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.

    Riferimento al concorso di persone nel reato; la Corte lo riporta come base per la contestazione di partecipazione ai delitti presupposto posti a fondamento del riciclaggio.

  • art. 648 bis c.p.

    Norma sul riciclaggio; la Corte ha ritenuto sussistenti gli indizi di riciclaggio per le operazioni di sostituzione, trasferimento e investimento dei profitti illeciti e ha confermato il sequestro finalizzato alla confisca su conti, partecipazioni societarie e autovettura.

  • art. 648 quater c.p.

    Norma sulla confisca per equivalente e sui beni suscettibili di confisca in caso di reati presupposto; la Corte ha richiamato che la confisca puo riguardare sia il profitto sia il prodotto del reato, includendo reinvestimenti e trasformazioni dei proventi illeciti.

  • art. 321 comma 1 c.p.p.

    Norma che disciplina il sequestro preventivo ai fini della confisca; la Corte ha ritenuto che i presupposti per il sequestro (fumus e periculum) siano stati adeguatamente dimostrati dal Tribunale del riesame.

  • art. 414 c.p.p.

    Norma concernente la chiusura delle indagini e la richiesta di rinvio a giudizio; citata in relazione ai profili processuali sollevati dalla difesa, ma la Corte non ha ritenuto fondate le eccezioni.

  • art. 649 c.p.p.

    Riferimento al sequestro preventivo per confisca; la Corte ha valutato la correttezza dell'adozione del sequestro ai fini della confisca ex art. 648-quater c.p. e l'adeguatezza della motivazione.

  • art. 125 c.p.p.

    Principio di non bis in idem e regole sulla riapertura delle indagini; la Corte ha spiegato che l'archiviazione non esclude sempre la successiva azione penale e che non sussiste identita del fatto storico nel caso concreto.

  • art. 512 bis c.p.

    Norma introdotta dal D.L.vo 21/2018 richiamata come possibile reato presupposto; la Corte ha ritenuto che la contestazione temporale comprenda il periodo di operativita della norma, per cui la censura e infondata.

  • art. 322 ter c.p.

    Norma relativa al delitto presupposto richiamata nei motivi difensivi; la Corte ha ritenuto infondate le accuse di mancanza di prova della derivazione delle somme dal reato presupposto.

  • art. 170 c.p.

    Principio secondo cui l'estinzione del reato presupposto non si estende automaticamente al reato di riciclaggio; la Corte lo ha applicato per escludere che la definizione agevolata del debito tributario possa impedire la misura cautelare sui beni.

  • D.L.vo 21/2018

    Riferimento alla normativa che ha introdotto alcune fattispecie rilevanti per i reati fiscali; la Corte ha respinto la tesi della difesa secondo la quale certe fattispecie non potevano essere presupposto di riciclaggio per questioni temporali.

  • art. 611 c.p.p.

    Termini per il deposito di memorie in Cassazione; la Corte ha dichiarato inammissibile la memoria difensiva depositata oltre i termini previsti.

  • art. 325 c.p.p.

    Limiti di ammissibilita del ricorso per Cassazione avverso provvedimenti cautelari reali; la Corte ha ricordato che la Cassazione interviene solo per violazione di legge o vizi motivazionali radicali.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma che disciplina le conseguenze della declaratoria di inammissibilita del ricorso e la condanna alle spese processuali; la Corte ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese e a una somma a favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Competenza territoriale per reati di riciclaggio commessi tramite operazioni bancarie puo essere fissata nel luogo in cui ha sede la filiale bancaria dove sono accesi i conti utilizzati: l'ubicazione della banca e rilevante per la competenza.
  • L'archiviazione di un procedimento non impedisce automaticamente una successiva azione penale per fatti non identici o per fasi criminali successive; il principio ne bis in idem non e sempre ostativo se cambia il fatto storico.
  • L'omessa notifica della richiesta di proroga delle indagini non determina automaticamente la nullita degli atti successivi; le eccezioni sulle notifiche devono confrontarsi con la giurisprudenza consolidata.
  • Per disporre un sequestro preventivo finalizzato alla confisca serve motivare adeguatamente il fumus del reato e il periculum in mora; la prova puo derivare da elementi indiziari convergenti quali movimentazioni anomale, documentazione, deleghe operative e incompatibilita reddituali.
  • In materia di riciclaggio la confisca ai sensi dell'art. 648-quater c.p. puo colpire non solo il profitto diretto del reato presupposto ma anche il prodotto e gli importi reinvestiti o trasformati; quindi l'ammontare sequestrabile puo superare l'imposta evasa originaria.
  • L'estinzione o la definizione agevolata del debito tributario non estingue automaticamente il reato di riciclaggio e non impedisce di per se la confisca o il sequestro sui beni ritenuti riconducibili all'attivita riciclatoria.
  • Il ricorso per Cassazione avverso provvedimenti cautelari reali e ammesso solo per specifiche violazioni di legge o vizi motivazionali gravi; memorie depositate oltre i termini processuali rischiano l'inammissibilita.

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