Sentenza del 03/05/2022 n. 13989 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia emise avvisi di accertamento per gli anni 2003 e 2004 a seguito di accertamenti bancari ex D.P.R. n.600/1973, art.32, contestando differenze nelle movimentazioni bancarie ai fini IRPEF, IVA e IRAP. Il contribuente produsse in appello una perizia di parte atta a giustificare analiticamente i versamenti sul conto corrente, sostenendo che non derivavano da redditi professionali; le commissioni tributarie di primo e secondo grado rigettarono i ricorsi ritenendo prevalente la presunzione legale derivante dagli accertamenti bancari e considerando la perizia stragiudiziale mero elemento indiziario non idoneo a superare la presunzione. In cassazione il contribuente propose ricorso, poi dichiarato inammissibile, e quindi chiese la revocazione dell'ordinanza di inammissibilità deducendo presunti errori di fatto relativi alla mancata trascrizione della perizia nei motivi di ricorso, alla mancata considerazione del principio di non contestazione ex art.115 c.p.c. e ad errata applicazione della normativa processuale sostanziale.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione. Ha ritenuto che le censure del ricorrente attengono a questioni di diritto e di valutazione delle risultanze processuali (errore di giudizio) e non a errori di fatto rilevanti ai sensi dell'art.391‑bis c.p.c. e art.395 c.p.c., comma 1, n.4, che richiedono un errore percettivo diretto sugli atti processuali ovvero l'esistenza o inesistenza di un fatto incontrovertibilmente dimostrabile dagli atti. In particolare è stato confermato il principio di autosufficienza del ricorso per cassazione: la mancata trascrizione integrale degli atti decisivi nel ricorso può renderlo inammissibile e non costituisce errore revocatorio se il vizio è di valutazione o di diritto. La Corte ha inoltre osservato che, anche a voler considerare la questione sulla perizia stragiudiziale, essa ha valore meramente indiziario e che la decisione si fonda principalmente su tale difetto di autosufficienza; non sono state decise spese nel procedimento di revocazione (nulla sulle spese), ed è stata data atto degli obblighi relativi al contributo unificato previsti dal D.P.R. n.115/2002 e dalla L. n.228/2012.
Norme richiamate
D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32
Produce una presunzione legale fondata sugli accertamenti bancari; le risultanze bancarie costituiscono presunzioni rilevanti ai fini dell'accertamento delle imposte e possono essere valutate dal giudice di merito
Codice di procedura civile, art. 115
Principio della non contestazione: le deduzioni non contestate dalla controparte possono essere rilevanti, ma in cassazione occorre indicare esattamente dove tali deduzioni sono state formulate e in quale fase processuale si sono ritenute pacifiche
Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 5
art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5
Consente il motivo per omessa o insufficiente motivazione su fatti decisivi; però non è ammissibile dedurre in cassazione la mancata considerazione di una perizia stragiudiziale quando questa costituisce mero argomento di prova e non prova decisiva
Codice di procedura civile, art. 366, comma 1, n. 6
art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6
Principio di autosufficienza del ricorso per cassazione: il ricorso deve indicare e trascrivere gli atti e i passaggi argomentativi decisivi; l'omessa trascrizione può comportare inammissibilità
Codice di procedura civile, art. 391‑bis
Regolamenta la revocazione delle sentenze della Corte di cassazione per errore di fatto, richiedendo che l'errore risultI dagli atti o documenti della causa e sia incontrovertibile
Codice di procedura civile, art. 395, comma 1, n. 4
art. 395 c.p.c., comma 1, n. 4
Prevede la revocazione per errore di fatto della sentenza o ordinanza della Corte di cassazione nei casi tassativi richiamati dall'art.391‑bis
D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1‑quater (come modificato dalla L. n. 228/2012)
D.P.R. n.115/2002, art.13, comma 1‑quater
Norma procedurale sul contributo unificato: la Corte ha rilevato l'esistenza dei presupposti per l'eventuale pagamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato
Massime di principio
- Negli accertamenti basati su indagini bancarie ex art.32 DPR 600/1973 la presunzione derivante dalle movimentazioni bancarie è di natura legislativa e grava sul contribuente l'onere di provare l'origine lecita dei versamenti; le perizie stragiudiziali hanno valore indiziario e, se non integrate nel quadro probatorio, difficilmente superano la presunzione.
- In sede di merito il giudice ha ampia discrezionalità nel valutare la rilevanza di una perizia di parte: è preferibile produrre documentazione e mezzi di prova utilizzabili nel processo (es. documenti bancari, giustificativi, CTU) già nei primi gradi di giudizio affinché siano regolarmene assunti nel contraddittorio.
- In cassazione vige il principio di autosufficienza del ricorso: i motivi devono indicare e, quando necessario, trascrivere gli atti, le deduzioni e i passaggi argomentativi essenziali; l'omessa trascrizione di documenti decisivi può comportare inammissibilità del ricorso.
- La doglianza relativa alla presunta non contestazione ai sensi dell'art.115 c.p.c. richiede che il ricorrente specifichi in quale atto e in quale fase processuale la circostanza sia stata dedotta e come sia risultata pacifica: non è sufficiente un'affermazione generica.
- Il rimedio per revocare una decisione della Corte di cassazione è strettamente limitato: è ammessa solo per errori di fatto incontrovertibili risultanti dagli atti; non può essere usata per rimettere in discussione valutazioni di diritto o apprezzamenti delle prove compiuti dalla Corte stessa.
- Per difendersi efficacemente da accertamenti bancari, il contribuente dovrebbe documentare analiticamente la provenienza dei versamenti con documenti idonei e, se necessario, richiedere l'assunzione di mezzi istruttori formali (CTU, acquisizione documentale) nel giudizio di merito e attenersi ai requisiti di forma richiesti in cassazione per evitare inammissibilità.
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