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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 159/2024 del 03/01/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Serra ha chiesto il risarcimento per la perdita della proprietà di un fondo (foglio 6, particelle 335 e 353) occupato d'urgenza dal 30/11/1978 e irreversibilmente trasformato per la realizzazione di edifici scolastici senza decreto di esproprio. Il Comune ha eccepito prescrizione e, in subordine, ha sostenuto di aver acquisito la proprietà (accessione invertita o rinuncia implicita del proprietario) nonché la possibilità di acquisizione sanante ai sensi dell'art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001; le parti hanno anche discusso la misura del danno, la decorrenza della rivalutazione e degli interessi e la detrazione di un acconto già corrisposto sull'indennità di esproprio.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso principale del Comune nella sostanza, parzialmente accolto il ricorso incidentale (solo quanto alla modalità di detrazione dell'acconto dall'importo liquidato), dichiarato inapplicabile il decreto di acquisizione sanante (art. 42-bis) ai fatti anteriori all'ambito applicativo del Testo unico e quindi non idoneo a determinare l'improcedibilità della domanda; ha ritenuto ammissibile la domanda riconvenzionale del Comune come proposta nella comparsa di costituzione, ha confermato la correttezza del criterio di valutazione del c.t.u. (valore del fondo determinato in riferimento alla data della domanda con rivalutazione fino alla decisione) e ha ritenuto emendabili mediante correzione gli errori materiali relativi al calcolo e alla trascrizione del numero di registro. La sentenza di appello è stata cassata nei limiti delle censure accolte e la causa rinviata alla Corte d'appello di Cagliari, in diversa composizione, per ulteriore decisione e regolamento delle spese.

Norme richiamate

  • d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 - art. 42-bis

    art. 42-bis del d.P.R. n. 327 del 2001

    La Corte ha ritenuto che l'acquisizione sanante prevista dall'art. 42-bis non possa operare per fatti e procedimenti ablatori avviati anteriormente all'ambito di applicazione del Testo unico: il provvedimento è emanato in carenza di potere e quindi disapplicabile nel caso concreto.

  • Primo Protocollo aggiuntivo alla CEDU - art. 1

    art. 1 del Primo Protocollo addizionale alla CEDU

    Riferimento giurisprudenziale che ha portato a escludere la legittimità dell'accessione invertita; la giurisprudenza europea ha influenzato l'orientamento interno relativo all'acquisto della proprietà per effetto dell'atto amministrativo o della rinuncia implicita.

  • Codice di procedura civile - artt. 100, 112, 167

    artt. 100, 112 e 167 cod. proc. civ.

    Richiamati in relazione a presunte nullità e alla interpretazione delle domande/contestazioni in giudizio; la Corte ha rilevato che la domanda riconvenzionale formulata nella comparsa di costituzione è ammissibile alla luce della disciplina temporale applicabile al giudizio instaurato nel 1989.

  • Codice di procedura civile - artt. 287 e 288

    artt. 287 e 288 cod. proc. civ.

    Distinzione tra errori di giudizio (impugnabili con ricorso) ed errori materiali o di calcolo emendabili con procedura di correzione; nel caso concreto correzioni operate ritenute lecite.

  • Codice civile - art. 1224

    Funzione dell'interesse moratorio e natura delle somme: la Corte ha richiamato la diversa natura dei crediti (valuta vs valore) e le conseguenze ai fini della rivalutazione e della compensazione con l'acconto restituito.

  • Codice civile - art. 2043

    Fondamento generale della responsabilità civile: il risarcimento per occupazione illegittima e per perdita della proprietà è un debito di valore da liquidare e rivalutare fino alla decisione.

  • Legge 29 luglio 1980, n. 385 - art. 1 e Legge 25 giugno 1865, n. 2359 - art. 39

    art. 1 della legge 29 luglio 1980, n. 385; art. 39 della legge 25 giugno 1865, n. 2359

    Riferimenti normativi utilizzati per argomentare sulla determinazione dell'indennità di esproprio; la Corte ha osservato che, dopo la dichiarazione di illegittimità costituzionale di alcune norme, si applicano criteri generali (art. 39 L. 2359/1865) per la determinazione dell'indennità.

Massime di principio

  • L'acquisizione sanante prevista dall'art. 42-bis DPR 327/2001 non può essere invocata per fatti o procedimenti iniziati anteriormente all'ambito di applicazione del Testo unico: un provvedimento emanato oltre i limiti di potere è disapplicabile e non determina improcedibilità delle domande civili già pendenti.
  • Una domanda riconvenzionale formulata nella comparsa di costituzione, se espressa nelle conclusioni, è ammessa anche se il suo scopo sia anche quello di paralizzare la domanda avversaria; l'analisi si basa sul contenuto formale e accessibile dell'atto e non sulla sola soggettiva intenzione della parte.
  • L'accessione invertita (o effetti traslativi della rinuncia implicita) è ostacolata dall'orientamento costituzionale e CEDU; l'acquisto della proprietà da parte dell'Amministrazione richiede, per effetto dell'attuale giurisprudenza, uno dei modi tipici previsti dalla legge e non può essere automaticamente ricondotto ad atti amministrativi di fatto.
  • Il risarcimento per fatto illecito che comporta perdita della proprietà è un debito di valore: il valore del bene si liquida in riferimento al momento del fatto e si tiene conto delle variazioni dei prezzi fino alla decisione (rivalutazione/taxatio).
  • Se è stata corrisposta una somma a titolo di acconto sull'indennità di esproprio, essa va detratta dall'importo liquidato a titolo di risarcimento tenendo conto della natura diversa dei crediti (debito di valore vs debito di valuta): la detrazione avviene sul capitale rivalutato secondo i criteri temporali corretti e la compensazione opera secondo le regole civili.
  • Gli errori di calcolo o le omissioni meramente materiali nella sentenza sono emendabili con la procedura di correzione degli errori (artt. 287-288 c.p.c.), mentre gli errori di diritto o di giudizio vanno impugnati con i rimedi ordinari.
  • La proposizione successiva di un provvedimento amministrativo (es. acquisizione sanante) non automaticamente preclude o rende improcedibile una domanda civile già pendente se il provvedimento è adottato in difformità dall'ambito normativo che ne disciplina l'uso.

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