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Sentenza

Sentenza n. 52/2026 - Catanzaro, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza del Giudice di Pace di Trebisacce del 16 ottobre 2023, n. 538.

Giustizia amministrativa202500095

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Giudice di Pace di Trebisacce del 16 ottobre 2023, n. 538, recante condanna al pagamento delle spese di lite

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditrice)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha chiesto l'ottemperanza della sentenza del Giudice di Pace, non impugnata e passata in giudicato, con la quale il Comune di Roseto Capo Spulico era stato condannato a rifonderle, quale difensore distrattario, € 123,00 per spese di lite, di cui € 43,00 per esborsi, oltre rimborso spese generali, CPA e IVA come per legge. Il titolo esecutivo era stato notificato all'amministrazione l'11 settembre 2024, ma il Comune non aveva provato di avervi dato esecuzione. La ricorrente ha inoltre domandato rivalutazione monetaria e interessi.

La decisione

Il TAR ha accolto l'azione di ottemperanza, rilevando l'obbligo dell'amministrazione di adempiere integralmente al giudicato e l'assenza di prova dell'avvenuto pagamento. Ha ordinato al Comune di provvedere entro 60 giorni dalla notificazione della sentenza, detraendo quanto eventualmente già corrisposto e aggiungendo gli interessi legali. Ha escluso la rivalutazione monetaria, poiché il credito riconosciuto è un credito di valuta. Poiché il titolo non disciplinava gli interessi, ha riconosciuto gli interessi corrispettivi al saggio legale ai sensi dell'art. 1282 c.c., con decorrenza dalla pubblicazione della sentenza. In caso di inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il Segretario comunale di Trebisacce, con facoltà di delega, assegnandogli 90 giorni dall'istanza della ricorrente dopo la scadenza del termine assegnato al Comune. Le spese del giudizio sono state poste a carico dell'amministrazione inadempiente e liquidate in € 300,00, oltre contributo unificato, spese generali, IVA e CPA. Nel dispositivo, tuttavia, la condanna alle spese è riferita al Comune di Trebisacce, mentre la parte motiva e il restante dispositivo individuano quale amministrazione intimata il Comune di Roseto Capo Spulico.

Norme richiamate

  • artt. 112 ss. c.p.a.

    Sussistendo un giudicato non eseguito e l'obbligo dell'amministrazione di conformarvisi, il giudice amministrativo può accogliere l'azione di ottemperanza e ordinare l'adempimento, nominando un commissario ad acta in caso di inerzia.

  • art. 114 c.p.a.

    Costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza proposta davanti al TAR e consente l'adozione delle misure necessarie all'esecuzione del giudicato.

  • art. 1282 c.c.

    In assenza di una diversa previsione del titolo, sul credito pecuniario spettano interessi corrispettivi al saggio legale dalla data di pubblicazione della sentenza.

Massime di principio

  • L'amministrazione è tenuta a dare integrale esecuzione al giudicato che impone il pagamento di somme, salvo detrarre gli importi eventualmente già corrisposti; la mancata prova dell'adempimento giustifica l'accoglimento dell'azione di ottemperanza.
  • Nel giudizio di ottemperanza relativo a un credito pecuniario, la rivalutazione monetaria non spetta se il credito ha natura di credito di valuta.
  • Quando il titolo giudiziale non disciplina gli interessi, sulle somme dovute spettano gli interessi corrispettivi al saggio legale ai sensi dell'art. 1282 c.c., con decorrenza dalla pubblicazione della sentenza.
  • In caso di persistente inerzia dell'amministrazione dopo il termine assegnato dal giudice, è possibile nominare un commissario ad acta, i cui poteri sostitutivi sono esercitati su istanza della parte interessata e le cui spese sono poste a carico dell'amministrazione inadempiente.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

Testo integrale

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