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Sentenza

Sentenza n. 2743/2026 - Catania, Sezione 3

Giustizia amministrativa202601265

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inerzia del Comune di Saponara nell'esecuzione del decreto ingiuntivo definitivo n. 1276/2025 del Giudice di Pace di Messina

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditore)

Prevale il privato

La controversia

La società ricorrente ha chiesto l'ottemperanza al decreto ingiuntivo n. 1276/2025, con cui il Giudice di Pace di Messina aveva ingiunto al Comune di pagare € 2.095,93, oltre interessi moratori e spese del procedimento monitorio, liquidate in € 356,00 (di cui € 76,00 per spese), rimborso forfettario del 15%, IVA e CPA. Il titolo era divenuto definitivo per mancata opposizione ed era stato munito del decreto di esecutorietà. La ricorrente ha dedotto il persistente mancato pagamento, nonostante la rituale notificazione del titolo in forma esecutiva e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto per l'avvio delle azioni esecutive contro la pubblica amministrazione. Il Comune non si è costituito.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, verificando documentalmente la definitività del decreto ingiuntivo per mancata opposizione, la sua notificazione all'amministrazione debitrice in forma esecutiva e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. 669/1996. Ha quindi ordinato al Comune di pagare quanto dovuto in base al titolo entro 60 giorni dalla notificazione della sentenza. In caso di ulteriore inadempimento, ha nominato commissario ad acta il Segretario generale del Comune di Villafranca Tirrena, con facoltà di delega, incaricandolo di provvedere al pagamento entro 60 giorni dall'insediamento, previa richiesta della ricorrente. Il Comune è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in € 800, oltre accessori di legge se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Visto l’art. 114 cod. proc. amm.;

    La disposizione costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza accolta dal TAR.

  • art. 14 d.l. 669/1996

    Dalla documentazione versata in atti emerge come il decreto ingiuntivo di cui trattasi sia ormai definitivo, in quanto non opposto, e che lo stesso sia stato ritualmente notificato all’Amministrazione debitrice in forma esecutiva, risultando per tabulas decorso il termine dilatorio di centoventi giorni per la proposizione di azioni esecutive nei confronti della Pubblica Amministrazione di cui all’articolo 14 del decreto legge n. 669/1996, modificato dall’articolo 147, primo comma, lettera a), della legge n. 388/2000 e dall’articolo 44, terzo comma, lettera a), del decreto legge n. 269/2003, come modificato, in sede di conversione, dalla legge n. 326/2003.

    Il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo alla pubblica amministrazione consente di procedere all'esecuzione; nel caso concreto, il termine era decorso e il persistente mancato pagamento giustificava l'ordine di ottemperanza.

Massime di principio

  • L'ottemperanza a un decreto ingiuntivo nei confronti di una pubblica amministrazione può essere accolta quando il titolo sia definitivo per mancata opposizione, sia stato notificato in forma esecutiva all'amministrazione e risulti decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto per l'avvio delle azioni esecutive.
  • Accertato il persistente inadempimento dell'amministrazione a un titolo esecutivo, il giudice dell'ottemperanza può ordinare il pagamento entro un termine determinato e nominare un commissario ad acta, anche con facoltà di delega, per l'esecuzione sostitutiva in caso di ulteriore inerzia.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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