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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29567/2025 del 19/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore impugnava l'ordinanza del GUP che aveva dichiarato de plano la nullità della richiesta di rinvio a giudizio del 23 novembre 2024 per omessa notifica dell'avviso ex art. 415-bis c.p.p. al difensore d'ufficio "A. Maggi". Il ricorrente deduceva violazione del contraddittorio (perché il GUP avrebbe deciso fuori udienza e senza dare alle parti la possibilità di intervenire) e sosteneva l'abnormità del provvedimento, in quanto frutto di una indebita regressione procedimentale e potenzialmente idoneo a imporre al PM un atto nullo (o comunque a creare una stasi non risolvibile) dato che la nomina del difensore indicata dal GUP riferiva atti di un procedimento diverso non riunito al presente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che, pur essendo il provvedimento del GUP illegittimo (per aver rilevato la nullità de plano e prima dell'udienza), esso non integri l'abnormità né strutturale né funzionale. Richiamando la giurisprudenza di legittimità sulle nozioni di abnormità, il Collegio ha spiegato che l'atto del GUP rientra in poteri riconosciuti dall'ordinamento e non determina una stasi processuale irrimediabile: il PM non è vincolato all'indicazione del difensore fatta dal GUP e potrà rinnovare la notifica dell'avviso ex art. 415-bis c.p.p. con le modalità corrette; quindi non è configurabile un vizio tale da giustificare il ricorso per cassazione per abnormità.

Norme richiamate

  • art. 415-bis cod. proc. pen.

    La norma richiede la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini al difensore; l'omessa notifica può comportare la nullità della richiesta di rinvio a giudizio, ma la Corte ha ritenuto che l'accertamento giudiziale di tale nullità, anche se pronunciato de plano e fuori udienza, rientri nei poteri del GUP e non costituisca automaticamente abnormità.

  • art. 4 legge n. 110/1975

    Richiamata nel contesto delle imputazioni connesse a fatti distinti; utilizzata nella ricostruzione investigativa ma non decisiva ai fini del ricorso di cassazione.

  • Sez. U., n. 10869 del 12/12/2024 (giurisprudenza su abnormità)

    La Corte ha richiamato il criterio delle Sezioni Unite sulla distinzione tra abnormità strutturale (esercizio di potere non attribuito) e funzionale (provvedimento che determina stasi irrimediabile), applicandolo per escludere che l'ordinanza impugnata ricada in tali categorie.

Massime di principio

  • La dichiarazione di nullità della richiesta di rinvio a giudizio per omessa notifica ex art. 415-bis c.p.p. è capac e di incidere sul procedimento, ma l'accertamento giudiziale di tale nullità, anche se pronunciato fuori udienza, non è automaticamente 'abnorme' se rientra nei poteri del GUP.
  • Per qualificare un provvedimento come abnorme occorre dimostrare o l'esercizio di un potere non previsto dall'ordinamento (abnormità strutturale) o che il provvedimento imponga al PM atti che necessariamente sarebbero nulli, determinando una stasi processuale irrimediabile (abnormità funzionale).
  • Il pubblico ministero non è vincolato alla descrizione del difensore fatta dal GUP nell'ordinanza: se questa è errata per trasferimento di atti di altro procedimento, il PM può rinnovare la notifica secondo le regole e segnalare l'errore, senza che ciò giustifichi automaticamente ricorso per cassazione per abnormità.
  • Il rimedio del ricorso per cassazione contro ordinanze che dispongono la restituzione degli atti è molto limitato: senza prova di abnormità, il ricorso è inammissibile e la via corretta è ripristinare il corretto procedimento d'ufficio (es. nuova notifica) nel rispetto delle formalità di legge.
  • In casi di trasmissione/incrocio di atti tra procedimenti distinti, il giudice deve verificare la corrispondenza del difensore e del procedimento, ma l'errore formale non sempre produce conseguenze insanabili se può essere corretto con atti successivi legittimi.

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