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Sentenza

Sentenza del 07/06/2021 n. 602 - Comm. Trib. Reg. per le Marche

I.R.E.S. COSTI DI SPONSORIZZAZIONE EFFETTUATI NEI CONFRONTI DELLE ASD. INERENZA. ART 109 D.P.R. 22 DICEMBRE 1986, N. 917.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione di avviso di accertamento relativo all'anno 2010 emesso dopo verifica fiscale (PVC). L'Ufficio aveva ripristinato a tassazione numerosi costi dedotti dalla società: sponsorizzazioni (in particolare verso ASD), costi di pubblicità fatturati da terzi (M. s.r.l. / Maracanà Sport Store), lavorazioni di terzi, vitto e alloggio non documentati, ammortamenti, compensi amministratore, rimborsi spese non documentati, consulenze, sopravvenienze passive, resi su vendite, vendite nazionali, canoni di locazione ritenuti non equi, ecc. Il contribuente ha censurato anche profili pregiudiziali (presunta violazione art.12 L.212/2000 per svolgimento della verifica in parte in assenza del legale rappresentante; presunto difetto di motivazione dell'avviso).

La decisione

La Commissione d'appello ha deciso in senso misto: ha accolto l'appello dell'Ufficio limitatamente al rilievo sulle sponsorizzazioni verso ASD (disconoscimento/recupero dei costi per sponsorizzazioni ritenute non inerenti: tra cui P. ASD €100.000, altre ASD per importi rilevanti complessivi indicati nel PVC), perché il contribuente non ha provato in modo adeguato l'effettiva attività promozionale, la congruità e la visibilità delle sponsorizzazioni; ha rigettato l'appello dell'Ufficio su vari altri aspetti, reintegrando la deducibilità o la legittimità di molte poste che il primo giudice aveva già riconosciuto (notabilmente: fatture emesse da M. s.r.l. - Media Stars - per pubblicità ritenute documentate dal contribuente tramite riviste e materiali audiovisivi; lavorazioni di terzi per manutenzione aree verdi per €12.000; compensi aggiuntivi all'amministratore; canoni di locazione per i quali una perizia tecnica ha dimostrato l'equità del canone; spese per arredi da giardino per €3.201; rimborsi chilometrici). È stato però confermato il recupero relativo a una specifica fornitura/operazione di €139.000 (Maracanà Sport Store) perché la prestazione consisteva in fornitura di merce e non in pubblicità/sponsorizzazione, quindi difetto di inerenza; sono stati altresì confermati i recuperi relativi alle sopravvenienze passive e ai resi qualificati come perdite su crediti. In conclusione: accolta parzialmente la domanda dell'Ufficio (solo per sponsorizzazioni ASD e per talune poste qualificate come perdite su crediti), accolti gli appelli incidentali del contribuente per alcuni punti (lavorazioni terzi ulteriori, arredi da giardino, deduzioni chilometriche). Spese di giudizio compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 109 d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917

    La norma (ex art.75 ora art.109) è stata interpretata nel senso che la deducibilità richiede l'inerenza del costo all'attività d'impresa; l'onere della prova circa l'esistenza, natura e destinazione del costo grava sul contribuente, mentre l'Amministrazione può contestare l'inerenza dimostrando la carenza, insufficienza o inattendibilità degli elementi forniti dal contribuente.

  • art. 90, comma 8, Legge n. 289/2002

    La norma stabilisce una presunzione legale di inerenza/deducibilità delle sponsorizzazioni a favore di associazioni sportive dilettantistiche fino a €200.000, ma il Collegio ha richiamato che la presunzione richiede comunque prova specifica dei requisiti (a) compagine sportiva dilettantistica, (b) rispetto del limite quantitativo, (c) finalità promozionale dello sponsor, (d) effettiva attività promozionale del soggetto sponsorizzato; l'assenza di prove adeguate su questi punti consente l'Ufficio di disconoscere la deducibilità.

  • art. 12, Legge n. 212/2000 (Statuto del contribuente)

    Il difetto di presenza del legale rappresentante durante parte della verifica non determina automaticamente la nullità dell'atto impositivo: la violazione costituisce irregolarità che è invalida solo se incide essenzialmente sul raggiungimento dello scopo dell'atto; la Corte richiede che la violazione sia idonea a compromettere i diritti essenziali del contribuente per dichiarare la nullità.

Massime di principio

  • L'inerenza è un giudizio qualitativo: il contribuente ha l'onere primario di provare l'esistenza, la natura e la destinazione del costo; l'Amministrazione può confutare la deducibilità fornendo elementi di insufficienza, incoerenza o antieconomicità.
  • La presunzione di inerenza per sponsorizzazioni ad ASD fino a €200.000 non è assoluta: il contribuente deve dimostrare concretamente l'effettività dell'attività promozionale (es. apposizione chiara del marchio, visibilità, riferimenti spazio-temporali, coerenza con le strategie aziendali).
  • Denunce generiche che un fornitore emette fatture inesistenti nei confronti di terzi non sono sufficienti, di per sé, a disconoscere costi specifici: è necessario collegare e provare la nullità o l'inesistenza della prestazione nel caso concreto.
  • Operazioni che in realtà costituiscono cessioni di merce e non sponsorizzazioni non sono deducibili come pubblicità/sponsorizzazione: la qualificazione economica rileva ai fini dell'inerenza.
  • Spese di modesta entità e destinate ai lavoratori (es. arredi per pause) possono essere ritenute inerenti se congrue e documentate; la misura e la natura del bene rilevano nella valutazione di inerenza.
  • Per contestare canoni di locazione l'Ufficio può usare dati statistici, ma il giudice può ritenere probante una perizia tecnica non contestata: la valutazione deve fondarsi su elementi concreti e comparabili, non solo su valori OMI isolati.
  • Le rilevazioni burocratiche dell'Ufficio (questionari a terzi, mancate consegne di note di credito, spostamenti contabili precedenti) possono comprovare che poste qualificate come 'sopravvenienze' sono in realtà perdite su crediti; la sostanza economica prevale sulla mera causale contabile.
  • La violazione formale delle regole di verifica (es. art.12 L.212/2000) non determina automaticamente l'annullamento dell'accertamento: occorre valutare se l'irregolarità abbia concretamente pregiudicato il diritto di difesa o l'esito dell'azione ispettiva.

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