Sentenza n. 1722/2026 - Catanzaro, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione del giudicato formatosi sul decreto ingiuntivo del Giudice di Pace di Castrovillari n. 465/2024
Esito
Favorevole al resistente (regione)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno proposto un’azione di ottemperanza nei confronti della Regione Calabria per ottenere l’esecuzione del giudicato formatosi sul decreto ingiuntivo del Giudice di Pace di Castrovillari indicato in epigrafe. Alla camera di consiglio del 16 settembre 2026 il difensore dei ricorrenti ha dichiarato che era cessata la materia del contendere.
La decisione
Il TAR ha escluso che potesse essere dichiarata la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., poiché il soddisfacimento della pretesa creditoria da parte dell’amministrazione non risultava comprovato dagli atti. Tuttavia, ha ritenuto che la dichiarazione resa a verbale dal difensore manifestasse il venir meno dell’interesse concreto e attuale alla decisione, dichiarando quindi l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Le spese di lite sono state integralmente compensate tra le parti.
Norme richiamate
La disposizione costituisce la base processuale dell’azione di ottemperanza proposta, ma il provvedimento non ne sviluppa ulteriormente l’interpretazione.
nel processo amministrativo, la cessazione della materia del contendere (ex art. 34, comma 5, c.p.a.) presuppone il soddisfacimento della pretesa creditoria da parte dell’amministrazione, circostanza che nel caso di specie non risulta comprovata dagli atti;
La cessazione della materia del contendere richiede l’effettivo soddisfacimento della pretesa da parte dell’amministrazione, che deve risultare comprovato dagli atti del giudizio.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
cionondimeno, che la dichiarazione resa a verbale dal patrono di parte ricorrente manifesti il venir meno dell’interesse concreto e attuale alla decisione, con conseguente improcedibilità del ricorso ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), del codice del processo amministrativo;
La dichiarazione del difensore che attesti il venir meno dell’interesse concreto e attuale alla decisione consente di dichiarare l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, anche quando non siano provati i presupposti della cessazione della materia del contendere.
Massime di principio
- La cessazione della materia del contendere nel giudizio amministrativo presuppone che la pretesa sostanziale sia stata integralmente soddisfatta dall’amministrazione e che tale soddisfacimento risulti comprovato dagli atti di causa.
- Quando il soddisfacimento della pretesa non è provato, ma il ricorrente manifesta in modo inequivoco il venir meno dell’interesse concreto e attuale alla decisione, il giudizio deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, non per cessazione della materia del contendere.
- La dichiarazione resa dal difensore a verbale può fondare la pronuncia di improcedibilità quando esprima il venir meno dell’interesse alla decisione.
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