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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 05422/2026 del 10/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna per cassazione l'ordinanza del Tribunale di Napoli che ha confermato il rigetto dell'istanza di sostituzione della custodia cautelare in carcere. Denuncia violazione degli artt. 272, 273, 374 e 275 cod. proc. pen. e contraddittorietà della motivazione, sostenendo che il Tribunale non ha considerato l'efficacia dimostrativa di una sentenza di assoluzione "per non avere commesso il fatto" pronunciata in un processo gemello che avrebbe riguardato identica contestazione associativa, stessi coimputati, stessi reati fine e medesimo contesto; inoltre lamenta il mancato accoglimento della richiesta di arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e mancanza di specificità nel confronto col concreto apparato motivazionale del provvedimento impugnato; in via sostanziale ha ritenuto manifestamente infondate le censure. Ha confermato che il Tribunale del riesame ha correttamente valorizzato la provvisoria imputazione e la "doppia presunzione" prevista dall'art. 275, comma 3, c.p.p. per i delitti di associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.), rilevando che la pronuncia di assoluzione nel procedimento "gemello" non è sovrapponibile né decisiva, essendo le vicende storico-fattuali diverse e derivanti dalla medesima attività investigativa. La Corte ha evidenziato la gravità degli antecedenti dell'imputato e la contiguità ai vertici del clan, ritenendo che il mero decorso del tempo non sia sufficiente a superare la presunzione di pericolosità. Ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannato il ricorrente al pagamento delle spese e a una sanzione pecuniaria di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende; non ha disposto la remissione in libertà.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Reato contestato (associazione di tipo mafioso). La Corte richiama che per tale fattispecie sussiste una presunzione rafforzata di pericolosità ai fini cautelari, rilevante nella valutazione della mantenibilità della custodia carceraria.

  • art. 275 cod. proc. pen.

    Il comma 3 stabilisce una doppia presunzione circa la sussistenza delle esigenze cautelari e l'adeguatezza della sola misura carceraria per il delitto di cui all'art. 416-bis; i commi 4 e 4-bis indicano le ipotesi limitate in cui tale presunzione può essere superata.

  • artt. 272, 273 e 374 cod. proc. pen.

    Norme procedurali richiamate dal ricorrente come violate (sui motivi di ricorso e la loro formazione). La Corte ha ritenuto le censure generiche e prive del necessario confronto con la motivazione impugnata.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la condanna alle spese processuali e per la sanzione pecuniaria in caso di ricorso infondato o inammissibile.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma applicata per gli adempimenti consequenziali alla conferma della custodia cautelare (resta la detenzione, vengono disposte le procedure previste dall'articolo).

  • art. 81, art. 110 e art. 629 cod. pen.

    Riferimenti ai reati-fine (concorso, rapina o estorsione a seconda della specifica contestazione) collegati all'accusa di associazione di tipo mafioso; valorizzati nel quadro complessivo della gravità della condotta imputata.

  • Giurisprudenza della Cassazione (massime citate)

    Sez. 2, n. 24515 del 19/01/2023 (Simeoli); Sez. 2, n. 23935 del 04/05/2022 (Alcamo); Sez. 1, n. 38603 del 23/06/2021 (Cannistrà); Sez. 2, n. 22096 del 03/07/2020 (Chioccarelli); Sez. 2, n. 6592 del 25/01/2022 (Ferri); Sez. 1, n. 21900 del 07/05/2021 (Poggiali); Corte cost., 13/06/2000, n. 186

    La giurisprudenza consolidata conferma che, nei casi di associazione mafiosa, la presunzione cautelare è particolarmente rilevante e non viene facilmente superata dal solo decorso del tempo; la valutazione delle esigenze cautelari è di merito e richiede motivazione specifica.

Massime di principio

  • Nei procedimenti per reati di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.), l'art. 275 c.p.p., comma 3, instaura una presunzione di pericolosità che rende difficile ottenere misure meno afflittive della custodia in carcere, salvo i casi tassativi previsti dai commi successivi.
  • Una sentenza di assoluzione in un procedimento "gemello" può essere rilevante solo se è dimostrabile la piena sovrapponibilità degli episodi storico-fattuali, dei soggetti e delle contestazioni: la mera analogia o derivazione dalla stessa attività investigativa non è sufficiente.
  • In Cassazione i motivi di ricorso devono confrontarsi punto per punto con la motivazione impugnata: censure generiche o prive di specificità sono inammissibili.
  • Per ottenere gli arresti domiciliari o misure alternative con strumenti come il braccialetto elettronico è necessario dimostrare, con elementi concreti e specifici, che le esigenze cautelari non sussistono o sono adeguatamente contenibili mediante misure diverse, ovvero che ricorre una delle ipotesi previste dall'art. 275, commi 4 e 4-bis.
  • Le questioni che richiedono valutazioni probatorie o di merito (es. identità fattuale tra procedimenti, rilevanza probatoria di acquisiti processuali distinti) sono tipicamente di competenza del giudice di merito e non si prestano a censura generica in sede di legittimità.

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