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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 02179/2026 del 20/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordinanza del G.i.p. che, ai sensi dell'art. 230 c.p.p., aveva rigettato la richiesta della difesa di esaminare la salma di Giulio Bertini e i reperti autoptici (inclusi esami di organi interni, preparati istologici e indagini immunoistochimiche). La difesa sosteneva, tra l'altro, che gli accertamenti irripetibili si erano svolti senza le garanzie di legge, che i consulenti di parte non avevano potuto partecipare all'autopsia e che vi sarebbe stata possibile contaminazione del materiale esaminato dal consulente della Procura, oltre a censurare la motivazione del G.i.p. come tecnica e priva di competenza.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis c.p.p., perché il provvedimento impugnato riguarda un incidente probatorio non impugnabile ai sensi dell'art. 591, comma 1, lett. b) c.p.p., salvo che si tratti di atto abnorme. Richiamata la pronuncia delle Sezioni Unite n. 10869/2024 (dep. 2025) sulla nozione di abnormità, la Corte ha ritenuto che nel caso non sussista né abnormità strutturale né funzionale: il G.i.p. ha esercitato legittimamente il potere discrezionale volto a evitare manomissioni dei reperti che avrebbero pregiudicato il successivo controllo giudiziale dell'accertamento irripetibile. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la ricorrente condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000 a favore della Cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 230 cod. proc. pen.

    Regola l'autorizzazione agli accertamenti disposti dalla difesa; la sentenza osserva che il consulente di parte può svolgere indagini ma il giudice valuta discrezionalmente la congruità delle conclusioni e può autorizzare o limitare esami per preservare l'integrità dei reperti

  • art. 360 cod. proc. pen.

    Richiamato come riferimento all'autopsia eseguita (atto tecnico), senza incidere sulla decisione di inammissibilità

  • art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen.

    art. 610, comma 5-bis c.p.p.

    Prevede l'inammissibilità del ricorso per cassazione avverso determinate decisioni, applicata de plano dalla Corte per dichiarare il ricorso inammissibile

  • art. 591, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.

    art. 591, comma 1, lett. b) c.p.p.

    Stabilisce l'improcedibilità di impugnazione dell'incidente probatorio salvo che il provvedimento sia abnorme; la Corte richiama questa limitazione

  • pronuncia Sezioni Unite n. 10869 del 12/12/2024 (dep. 2025)

    Sez. Un., n. 10869/2024 (dep. 2025)

    Definisce la nozione di atto abnorme (strutturale vs funzionale) e viene adottata per escludere l'abnormità nel caso concreto

  • Sez. 1, n. 48957 del 28/10/2022 (Evangelisti) e altra giurisprudenza citata

    Sez. 1, n. 48957/2022; Sez. 3, n. 21018/2014; Sez. 4, n. 14863/2004; Sez. 1, n. 7252/1999

    Ricorda la possibilità per il consulente di parte di svolgere indagini fuori dalle operazioni peritali formali e il limite del sindacato giudiziale sulle conclusioni tecniche, confermando l'ampio potere discrezionale del giudice nel valutare istanze difensive

  • art. 233, comma 1-ter, cod. proc. pen.

    art. 233, comma 1-ter c.p.p.

    Consente al giudice di impartire prescrizioni per garantire la conservazione dello stato dei beni quando autorizza esami richiesti dalle parti; il giudice può quindi prevedere modalità protettive degli oggetti di prova

  • art. 391-septies cod. proc. pen.

    Prevede il previo accesso per esami su cose o luoghi sotto sequestro; richiede autorizzazione giudiziale per l'accesso e l'esame

  • art. 327-bis cod. proc. pen.

    art. 327-bis, comma 3 c.p.p.

    Disciplina la figura del consulente tecnico della difesa, che può concorrere alle indagini quando necessarie specifiche competenze

  • art. 391-octies cod. proc. pen.

    Regola il fascicolo del difensore contenente pareri tecnici che possono essere prodotti in giudizio; la Corte ne ricava la possibilità di utilizzare indagini difensive

  • art. 190 cod. proc. pen.

    Riconosce il diritto della parte di offrire mezzi di prova; la giurisprudenza citata collega tale diritto anche alle indagini difensive

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna alle spese e ad una somma a favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità; applicata per condannare la ricorrente

  • Legge 23 giugno 2017, n. 103

    Ha introdotto l'art. 610, comma 5-bis c.p.p.; richiamata per la regola di inammissibilità

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186 del 13 giugno 2000

    Richiamata per escludere la sussistenza delle condizioni che impedirebbero la condanna alla somma a titolo di ammenda

Massime di principio

  • Le istanze della difesa per esaminare salme o reperti autoptici possono essere autorizzate, ma il giudice può legittimamente negare l'esame se gli interventi richiesti rischiano di manomettere i reperti e impedire il controllo giudiziale degli accertamenti irripetibili già compiuti.
  • Le decisioni del G.i.p. sull'incidente probatorio non sono normalmente impugnabili in Cassazione ai sensi dell'art. 591 c.p.p.; il ricorso è ammesso solo se il provvedimento sia 'abnorme' (definizione restrittiva: abnormità strutturale o funzionale). Tale soglia è alta e difficilmente superabile.
  • Il consulente tecnico di parte ha ampia facoltà di svolgere indagini difensive anche al di fuori di operazioni peritali formali, ma le conclusioni tecniche restano soggette alla valutazione discrezionale del giudice; se gli oggetti sono sotto sequestro o non disponibile, è necessaria specifica autorizzazione giudiziale e prescrizioni per preservarne lo stato.
  • Se la difesa teme contaminazioni o vizi nella prima autopsia, è opportuno chiedere: partecipazione diretta all'autopsia, misure di conservazione dei reperti, esami non distruttivi preliminari, o autorizzazioni per esami integrativi con modalità che garantiscano la conservazione e la ripetibilità.
  • Per impugnare il rigetto di una richiesta di esame di reperti già sottoposti ad A.T.I. bisogna dimostrare con chiarezza un vizio di potere (carenza assoluta di competenza) o una deviazione radicale dallo scopo legale (abnormità), altrimenti il rimedio in Cassazione è poco percorribile.

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