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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14927/2024 del 11/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza di condanna per tentato furto in abitazione denunciando: 1) vizio di motivazione e violazione delle regole probatorie sul riconoscimento dell'aggravante dell'uso del mezzo fraudolento (art. 625 n.2 c.p.), sostenendo che l'accesso da una finestra aperta non costituisse stratagemma; 2) errata valutazione della recidiva facoltativa; 3) vizio nel giudizio di bilanciamento delle circostanze con omissione del riconoscimento delle attenuanti generiche in prevalenza sulle aggravanti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta la valutazione della Corte d'appello che aveva qualificato l'accesso dall'abitazione tramite finestra non naturale come uso di "mezzo fraudolento", richiamando la giurisprudenza delle Sezioni Unite (principio Sciuscio) sul valore della scaltrezza/insidiosità nel sorprendere la buona fede del detentore. Ha inoltre confermato la valutazione della recidiva, fondata sui precedenti specifici e sulla pericolosità dell'imputato (richiamo a Sez. U., "Calibè"), e ha ritenuto legittimo il giudizio di fatto che ha escluso la prevalenza delle attenuanti generiche. Conseguentemente la condanna e le sanzioni pronunciate in sede di merito sono state confermate e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 625 c.p., n. 2 (aggravante dell'uso di mezzo fraudolento)

    La Corte interpreta l'aggravante come volta a sanzionare la maggiore capacità offensiva e l'insidiosità quando l'agente utilizza un artificio o stratagemma idoneo a sorprendere la buona fede del detentore e a eludere le misure di custodia; l'accesso non naturale (es. finestra) può integrare l'aggravante anche se la finestra è aperta o a bassa altezza.

  • art. 133 c.p. (criteri per la determinazione della pena e valutazione delle circostanze)

    Usato come riferimento per il giudizio sulla recidiva e per il bilanciamento tra aggravanti e attenuanti; il giudice di merito valuta concretamente gli elementi indicati dall'art.133 e il suo apprezzamento è vincolante in cassazione salvo che sia contraddittorio o arbitraro.

  • Sez. U., n. 40354 del 18/07/2013, "Sciuscio"

    Principio di diritto richiamato per definire la "ratio" dell'aggravante dell'uso del mezzo fraudolento: si ricerca la scaltrezza/astuzia idonea a eludere la custodia del detentore e a mostrare maggiore pericolosità e dolo.

  • Sez. U., n. 35738 del 27/05/2010, "Calibè"

    Richiamata in relazione alla recidiva; stabilisce criteri per valutare la rilevanza delle precedenti condanne sulla pericolosità e sulla riprovazione sociale dell'autore.

Massime di principio

  • L'accesso a un'abitazione mediante un varco non naturale (es. finestra) può integrare l'aggravante dell'uso del mezzo fraudolento anche se il varco è aperto o basso: conta la sorpresa e l'elusione della custodia del detentore.
  • La scaltrezza o l'astuzia non devono essere sempre un espediente complesso: è sufficiente uno stratagemma idoneo a eludere la vigilanza normale e la fiducia del possessore.
  • La recidiva facoltativa va valutata concretamente alla luce dei precedenti specifici e della personalità criminosa; precedenti numerosi e recenti rafforzano la possibilità di applicarla.
  • Il giudizio di prevalenza tra aggravanti e attenuanti è valutazione di merito: la Cassazione interviene solo se la motivazione è contraddittoria, insufficiente o manifestamente illogica.
  • In casi analoghi la difesa dovrebbe porre in evidenza elementi concreti di segno positivo (es. situazione personale, riparazione, frammentarietà del fatto, assenza di pericolosità reiterata) e contestare puntualmente la sussistenza dell'elemento sorpresa/stratagemma per contrastare l'aggravante.

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