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Sentenza

Sentenza del 23/06/2016 n. 4127 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Finanza locale - TARSU - Delibera aumento tariffa - Illegittimità - Conseguenze - Applicazione tariffa precedente - Ammissibilità

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

È stato affermato che l'illegittimità della delibera di aumento non elimina l'obbligo del contribuente di pagare la TARSU. La conseguenza è invece l'applicazione della tariffa precedentemente vigente, considerata applicabile in sostituzione di quella illegittimamente aumentata. Principio conforme a Cassazione, sentenze n. 13957/2008 e n. 5722/2007.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava la legittimità di una delibera comunale che aveva aumentato la tariffa della TARSU. Il contribuente sosteneva, o comunque si discuteva, che l'eventuale illegittimità della delibera dovesse comportare l'assenza di qualsiasi obbligo di pagamento per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Norme richiamate

  • TARSU (Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani)

    L'eventuale illegittimità della delibera che aumenta la tariffa non fa venir meno il presupposto dell'imposizione né l'obbligo di pagamento del servizio; deve essere applicata la tariffa validamente vigente in precedenza.

  • Cassazione civile, sentenza n. 13957/2008

    Richiamata come precedente conforme al principio secondo cui l'annullamento o l'illegittimità dell'aumento tariffario comporta l'applicazione della tariffa precedente, non l'esenzione dal tributo.

  • Cassazione civile, sentenza n. 5722/2007

    Richiamata come precedente conforme sulla permanenza dell'obbligo tributario e sulla sostituzione della tariffa illegittima con quella precedentemente vigente.

Massime di principio

  • L'illegittimità di un atto che aumenta un tributo o una tariffa non comporta automaticamente l'azzeramento dell'obbligazione tributaria.
  • Quando viene invalidato un aumento tariffario, il contribuente deve normalmente corrispondere quanto dovuto sulla base della tariffa precedente validamente applicabile.
  • La contestazione dell'aumento deve quindi mirare alla rideterminazione dell'importo, non necessariamente all'esclusione totale del pagamento.
  • In casi analoghi occorre verificare quale tariffa fosse vigente prima dell'atto illegittimo e se il servizio costituisse comunque il presupposto del tributo.

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