L.R. Sardegna 9/2026
Disposizioni per la qualità e la sicurezza del lavoro, per il contrasto al dumping contrattuale, nonché per la stabilità occupazionale nei contratti pubblici d'appalto o di concessione eseguiti sul territorio regionale
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge sarda introduce regole per migliorare qualità del lavoro, salute e sicurezza, contrastare il dumping contrattuale e rafforzare la stabilità occupazionale negli appalti e nelle concessioni affidati da Regione, enti locali e organismi strumentali sul territorio regionale. Prevede criteri premiali, una soglia salariale minima di 9 euro lordi/ora e un Comitato regionale di monitoraggio. In vigore dalla pubblicazione sul BURAS del 16 aprile 2026.
Qualità e sicurezza del lavoro negli appalti pubblici regionali sardi
Qualità e sicurezza del lavoro negli appalti pubblici regionali
La legge della Regione autonoma della Sardegna disciplina gli affidamenti pubblici di lavori, servizi e forniture eseguiti sul territorio regionale, con l’obiettivo di migliorare la qualità del lavoro, la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, contrastare il dumping contrattuale e favorire la stabilità occupazionale.
Ambito di applicazione
Le disposizioni si applicano ai contratti di appalto e di concessione aventi a oggetto servizi, forniture, opere o lavori, con particolare attenzione agli appalti ad alta intensità di manodopera. I destinatari sono la Regione, gli enti locali del territorio regionale e i rispettivi enti e organismi strumentali, incluse le aziende sanitarie locali e le società controllate, quando operano come amministrazioni aggiudicatrici o enti aggiudicatori.
Programmazione e preparazione delle procedure
L’acquisto di servizi e forniture e l’esecuzione di lavori e opere devono essere oggetto di programmazione secondo il Codice dei contratti pubblici. È inoltre consentito, nei limiti in cui non alteri la concorrenza e non violi i principi di non discriminazione e trasparenza, ricorrere a consultazioni di mercato per preparare la procedura e informare gli operatori economici sugli appalti programmati e sui relativi requisiti.
Criteri premiali e qualità dell’offerta
Nella definizione dei criteri di valutazione delle offerte, le stazioni appaltanti devono introdurre elementi premiali orientati al miglioramento della qualità, del benessere nei luoghi di lavoro, della salute e sicurezza. Negli appalti ad alta intensità di manodopera possono anche essere richieste relazioni descrittive sull’organizzazione dell’impresa, sul personale, sui mezzi e sulle attrezzature, sul contratto collettivo applicato e, in caso di subappalto o rete d’impresa, sugli schemi contrattuali che garantiscono parità di trattamento economico e normativo.
Criteri qualitativi premiali specifici
Per gli affidamenti fondati sull’offerta economicamente più vantaggiosa, la legge individua una serie di elementi che possono essere valorizzati:
- organizzazione del lavoro improntata a benessere, salute, sicurezza e qualità, anche in relazione a ore effettive e personale impiegato;
- percorsi di certificazione sull’organizzazione del lavoro e sulla gestione dei rischi;
- formazione in materia di salute e sicurezza con gli organismi paritetici;
- misure di sostenibilità energetica e ambientale;
- misure per occupazione femminile, pari opportunità e assunzione di giovani fino a 36 anni;
- rating di legalità;
- applicazione del contratto collettivo nazionale e territoriale coerente con l’attività prevalente;
- assorbimento del personale nei cambi appalto;
- mantenimento di condizioni economiche, normative e orarie più favorevoli al lavoratore. La Giunta regionale può approvare linee guida e capitolati tipo per specifiche tipologie di appalto.
Soglia salariale minima
Le stazioni appaltanti devono verificare che i contratti indicati nelle procedure di gara prevedano un trattamento economico minimo inderogabile pari a 9 euro lordi l’ora.
Comitato regionale per il monitoraggio della qualità del lavoro
È istituito presso la struttura regionale competente in materia di lavoro il Comitato regionale per il monitoraggio della qualità del lavoro, con funzioni di monitoraggio e promozione dei principi di qualità, tutela e sicurezza del lavoro nei contratti pubblici disciplinati dalla legge. Il Comitato dura in carica quattro anni, si riunisce ordinariamente ogni sei mesi e può riunirsi più spesso per appalti di particolare rilevanza economica.
Composizione e funzioni del Comitato
Il Comitato è composto da rappresentanti politici, amministrativi, sindacali, datoriali e di enti territoriali, oltre che da soggetti delle camere di commercio, delle aziende sanitarie e degli ordini professionali interessati. Esso acquisisce dati e informazioni sulle procedure, monitora l’uso del subappalto, redige annualmente un rapporto di sintesi sugli appalti e sul costo della manodopera, elabora un report annuale sulla sicurezza aziendale e predispone atti di indirizzo per coordinare le procedure e mettere in rete le stazioni appaltanti.
Regime economico, atti attuativi ed entrata in vigore
La partecipazione al Comitato è gratuita e non comporta oneri aggiuntivi per il bilancio regionale. La Giunta regionale deve disciplinarne le modalità operative entro 60 giorni dall’entrata in vigore. La legge non comporta nuovi o maggiori oneri finanziari ed entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul BURAS, avvenuta il 16 aprile 2026.
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