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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 04641/2026 del 04/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di conferma della condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale e bancarotta da reato societario. Si contestava: (i) l'utilizzabilità delle dichiarazioni de relato del teste Trombetti per mancata escussione del teste di riferimento; (ii) la qualificazione della condotta come bancarotta distrattiva, sostenendo che la pericolosità per i creditori dovesse valutarsi alla data del fatto e in base alla concreta situazione economica e che l'atto fosse funzionale a un piano di risanamento infragruppo; (iii) la possibile riqualificazione come bancarotta preferenziale; (iv) l'assenza di responsabilità per la bancarotta da reato societario perché Caraffini non sarebbe stato titolare della carica al momento dell'approvazione del bilancio e non avrebbe determinato i redattori a rappresentare falsamente le poste.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto indeducibile o infondato ciascun motivo: (1) le dichiarazioni de relato non sono decisive e la mancata eccezione in precisazione delle conclusioni ha comportato preclusione; (2) la condotta di aver costituito in pegno 4,8 milioni di euro su conto sammarinese a garanzia di società riconducibili al Caraffini, anziché destinare le somme agli interessi della Trafomec, ha costituito una sottrazione oggettiva e immediata di patrimonio con concreta idoneità a mettere in pericolo la garanzia dei creditori; (3) non si è configurata bancarotta preferenziale perché non risultava un credito preesistente della Soipa pagato anticipatamente dalla fallita; (4) il quarto motivo era indeducibile e manifestamente infondato: la relazione del consulente e gli atti indicano che Caraffini era alla guida degli amministratori che avevano redatto/riferito il bilancio e aveva consapevolezza della falsa rappresentazione della destinazione delle somme. Di conseguenza resta confermata la condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale e per bancarotta da reato societario.

Norme richiamate

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiamato nella contestazione relativa all'ordine e all'utilizzabilità delle dichiarazioni testimoniali; la Corte ha ritenuto che la mancata eccezione in sede di precisazione delle conclusioni abbia comportato la preclusione.

  • art. 191 cod. proc. pen.

    Rilevato rispetto all'escussione del teste di riferimento; la Corte considera l'eventuale violazione non decisiva data l'autosufficienza del materiale documentale e la mancata tempestiva eccezione.

  • art. 195 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alle ipotesi tassative di utilizzabilità delle dichiarazioni de relato; la Corte sottolinea che la rinuncia tacita all'assunzione della prova diretta rende utilizzabili le dichiarazioni de relato, fuori dai limiti di cui all'art.195 comma 3, se non eccepito tempestivamente.

  • art. 219 l. fall. (legge fallimentare)

    Citato a titolo esemplificativo per distinguere la mera offensività (aggravante) dalla concreta idoneità dell'atto a danneggiare i creditori; la Corte ricorda che il danno effettivo rileva solo per l'aggravante.

  • Normativa fallimentare (principi giurisprudenziali su bancarotta distrattiva e preferenziale)

    La Corte applica i principi giurisprudenziali consolidati: per la bancarotta distrattiva è necessaria l'idoneità concreta dell'atto a mettere in pericolo il patrimonio e, per le operazioni infragruppo, occorre dimostrare un vantaggio concreto e documentato per la società che compie l'atto.

Massime di principio

  • Se in dibattimento si chiude l'istruttoria senza procedere all'esame del teste di riferimento, la difesa deve eccepire il vizio nelle precisazioni delle conclusioni; altrimenti si considera una rinuncia tacita e le dichiarazioni de relato possono essere utilizzate.
  • Per configurare bancarotta distrattiva non è sufficiente l'appartenenza a un gruppo o la mera intenzione di un risanamento: è necessario dimostrare un vantaggio concreto e documentato per la società che ha disposto del proprio patrimonio, di valore almeno equivalente al sacrificio subito.
  • La valutazione della pericolosità dell'atto si fonda sulla sua idoneità concreta a esporre a rischio il patrimonio sociale (condizione patrimoniale, contesto economico, cointeressenze, effetto sull'equilibrio attività/passività), e non è automaticamente esclusa dalla distanza temporale rispetto al fallimento quando l'atto sia una sottrazione deliberata.
  • La riqualificazione in bancarotta preferenziale richiede la prova della preesistenza di un credito effettivo e del suo pagamento anticipato da parte della società fallita; la costituzione di garanzie non equivale di per sé a pagamento preferenziale.
  • La documentazione (business plan, verbali di CdA, relazioni sulla gestione, contratti, corrispondenza) è determinante per giustificare operazioni intragruppo che altrimenti potrebbero configurare distrazione di patrimonio.
  • Questioni non proposte in appello risultano inammissibili o indeducibili in cassazione salvo eccezioni: l'assenza di deduzione in appello può precludere la statuizione in sede di legittimità.

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