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Sentenza

Sentenza n. 4785/2026 - Milano, Sezione 3

Per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano n. 1623/2025, depositata il 04.04.2025

Giustizia amministrativa202600025

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano n. 1623/2025, che aveva ordinato l'attribuzione della carta docente per quattro anni scolastici

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano n. 1623/2025, depositata il 4 aprile 2025, passata in giudicato e ritualmente notificata. Il titolo aveva condannato il Ministero a mettere a disposizione la carta docente, o un beneficio equipollente, per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023 e 2024/2025, per euro 500 annui. La ricorrente ha dedotto l'omessa esecuzione del titolo e ha chiesto anche una penalità di mora. L'ottemperanza non ha riguardato le spese liquidate nel giudizio presupposto, distratte in favore del difensore.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, dichiarando l'inottemperanza del Ministero. Il termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento era decorso e dagli atti risultava che non erano stati effettuati pagamenti, neppure parziali; il Ministero, pur costituito, non ha contestato il credito né fornito informazioni sull'esecuzione. Ha quindi ordinato il pagamento integrale entro 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza. In caso di ulteriore inadempimento, ha nominato commissario ad acta il Direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, con facoltà di delega; il commissario dovrà provvedere entro 60 giorni dalla comunicazione dell'inottemperanza. Ha respinto la richiesta di penalità di mora, ritenendola manifestamente iniqua in considerazione del tempo trascorso e dell'entità delle somme. Ha condannato il Ministero alle spese del giudizio, liquidate in euro 800 oltre accessori, con distrazione al difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 14 d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997

    Il Tribunale osserva come, rispetto al titolo della cui ottemperanza si tratta – passato in giudicato e notificato ritualmente - sia decorso il termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento, previsto dall’art. 14 del d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30.

    Il pagamento dovuto in esecuzione del titolo nei confronti dell'amministrazione è stato ordinato dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dalla disposizione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando il titolo è passato in giudicato e ritualmente notificato, il termine dilatorio previsto per il pagamento è decorso e l'amministrazione non ha adempiuto né contestato il credito, il giudice può accertare l'inottemperanza e assegnare un termine per l'esecuzione integrale.
  • In caso di persistente inottemperanza, il giudice può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, subordinandone l'intervento all'inutile decorso del termine assegnato all'amministrazione e fissando un termine per l'attività sostitutiva.
  • La penalità di mora richiesta in sede di ottemperanza può essere negata quando, considerate le circostanze indicate nella decisione, la sua applicazione risulti manifestamente iniqua.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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