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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 03343/2026 del 28/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma della condanna per omicidio colposo commesso in occasione di manifestazione automobilistica. Bellingeri deduce un unico motivo: violazione degli artt. 43 e 113 c.p. e vizio di motivazione per presunto travisamento delle prove in ordine alla pericolosità della postazione n.20 e alla adeguatezza delle protezioni fornite dagli organizzatori. Sensi articola quattro censure: 1) violazione degli artt. 521 e 522 c.p.p. e mancanza di correlazione tra imputazione e decisione, perché la sentenza avrebbe richiamato norme non contestate (in particolare l'appendice 4 del regolamento) ostacolando la difesa; 2) nullità per vizio di motivazione in relazione alla mancata trattazione specifica della contestazione relativa all'appendice 4; 3) vizio di motivazione e travisamento delle dichiarazioni testimoniali (Minelli, Cherubini) in ordine all'elemento soggettivo e ai compiti dell'ispettore di sicurezza, che avrebbe solo dovuto verificare la presenza dei dispositivi e non misurarne la posizione; 4) travisamento del fatto storico perché la sentenza non avrebbe tenuto conto che il sinistro avvenne in ricognizione e non in gara, con conseguente diversa valutazione eziologica della condotta del pilota.

La decisione

La Corte di cassazione ha rilevato in via preliminare che il reato si è estinto per prescrizione il 2 giugno 2025 (termine di prescrizione aumentato dalle sospensioni per Covid-19 e per legittimo impedimento). Ha ritenuto i motivi non manifestamente infondati e quindi ammissibili, ma ha escluso che dagli atti emergesse l'evidenza probatoria necessaria per pronunciare l'immediato proscioglimento ai sensi dell'art. 129 c.p.p. Di conseguenza la Corte ha preso atto dell'estinzione del reato per prescrizione e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Non è stata pronunciata una sentenza di proscioglimento nel merito, poiché non ricorrevano i requisiti dell'evidenza assoluta della non punibilità.

Norme richiamate

  • art. 113 cod. pen.

    Norma sulla partecipazione al reato; richiamata in relazione al concorso di più soggetti nell'evento omicida, la Corte ne ha considerato l'applicazione nella ricostruzione della cooperazione tra organizzatori/ispettori

  • art. 589 cod. pen.

    Articolo sull'omicidio colposo; è il reato contestato ai soggetti per i profili di culpa nell'allestimento e verifica del percorso

  • art. 43 cod. pen.

    Principio secondo cui le circostanze possono concorrere alla determinazione della pena o della responsabilità; evocato dai ricorrenti nella contestazione sul concorso di colpa

  • art. 102 cod. proc. pen.

    Previsione sul mandato difensivo e sostituzione di difensore; richiamata nella fase istruttoria per la legittimazione dei difensori a proporre ricorso

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione; i ricorrenti hanno enunciato censure ai sensi delle lettere b), c) ed e) di questo articolo

  • art. 521 e art. 522 cod. proc. pen.

    Norme sulla contestazione e sui capi di imputazione; invocate da Sensi per lamentare difetto di correlazione tra accusa e sentenza

  • art. 125 comma 3, art. 546 comma 1 lett. e), art. 605 cod. proc. pen.

    Norme processuali richiamate in relazione ai vizi di motivazione e alle modalità di impugnazione; utilizzate per denunciare insufficiente trattazione dei motivi in appello

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Regola sull'immediato proscioglimento quando dagli atti emerge in modo incontrovertibile che il fatto non sussiste o l'imputato non lo ha commesso; la Corte ha ritenuto che i presupposti per applicarla non ricorressero

  • art. 117 del regolamento sportivo nazionale 2017 e appendice 4 del regolamento sportivo nazionale (sicurezza ACI)

    Regole tecniche e di sicurezza dell'organizzazione della gara; al centro delle contestazioni sulla conformità del posizionamento della postazione n.20 e sui compiti degli organi di controllo; la Corte ha valutato la mancata rilevazione delle difformità come elemento probatorio riferito alla responsabilità

Massime di principio

  • Se il reato si estingue per prescrizione durante il giudizio di legittimità, la Corte di cassazione può annullare la sentenza senza rinvio per estinzione del reato; ciò non equivale necessariamente a un proscioglimento nel merito.
  • Per ottenere l'immediato proscioglimento ai sensi dell'art. 129 c.p.p. è necessario che dagli atti emerga in modo incontrovertibile che il fatto non sussiste o che l'imputato non lo ha commesso; semplici vizi di motivazione non bastano.
  • Le censure di travisamento della prova e di vizio di motivazione sono ammissibili e possono portare all'annullamento, ma la Cassazione non può pronunciarsi liberatoria se le evidenze probatorie non sono tali da escludere ogni dubbio.
  • Quando l'imputazione si fonda su norme o regolamenti specifici (es. appendice tecnica di un regolamento sportivo), la sentenza deve affrontare esplicitamente tali contestazioni: l'omessa trattazione può costituire vizio di motivazione e menomare il diritto di difesa.
  • La responsabilità degli organizzatori/controllori in eventi sportivi dipende sia dall'osservanza delle prescrizioni regolamentari sia dalla rilevanza eziologica della loro omissione rispetto all'evento; rilevanza e prevedibilità sono elementi decisivi.
  • La circostanza che l'evento si verifichi in fase di ricognizione anziché in gara può influire sulla valutazione della colpa del conducente, ma non esclude automaticamente responsabilità degli organizzatori se le carenze di sicurezza hanno contribuito all'evento.
  • Le questioni tecniche sull'adeguatezza delle protezioni e sul posizionamento di segnaletica richiedono una valutazione probatoria puntuale; decisioni di merito basate su accertamenti contraddittori possono essere sindacate in cassazione nei limiti della motivazione.

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