Cassazione Civile, Sentenza n. 7630/2023 del 16/03/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione in Cassazione della sentenza della Corte d'Appello de L'Aquila n.765/2017 che aveva riformato parzialmente la sentenza di primo grado rigettando la domanda riconvenzionale di usucapione di un appartamento a Pescara avanzata da Maria Antonietta Di Tomasso. La ricorrente deduceva plurime violazioni di norme civili e processuali (tra cui norme sull'usucapione e sulla prova) sostenendo di aver posseduto l'immobile in modo esclusivo e continuativo, con opere di manutenzione e gestione incompatibili con la compossessione, nonché contestando valutazioni di fatto della Corte territoriale e chiedendo la riforma per riconoscere l'usucapione e conseguenti conguagli nella divisione ereditaria.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha dichiarato infondate o inammissibili le censure mosse dalla ricorrente, confermando che la Corte d'appello ha correttamente ritenuto che il godimento dell'immobile da parte di Maria Antonietta fosse compatibile con la tolleranza delle coeredi e che le attività poste in essere (lavori, pagamento imposte in parte, gestione) non dimostravano inequivocabilmente l'animus possidendi 'uti dominus' necessario per l'usucapione della quota o dell'intero bene. La Cassazione ha inoltre ritenuto fondate le considerazioni procedurali sulla validità della procura alle liti apposta su foglio congiunto. Condanna della ricorrente alle spese di giudizio di legittimità a favore di Gigliola e Giuseppina (e liquidazione dell'importo indicato). Riconoscimento della possibile applicazione dell'art.13 comma 1-quater D.P.R. n.115/2002 per il raddoppio del contributo unificato, se dovuto.
Norme richiamate
art. 365 c.p.c. e art. 83 c.p.c. (riforma L. n.141/1997)
La procura alle liti apposta su foglio separato ma materialmente congiunto all'atto è equiparata alla procura in calce all'atto; non è necessario un espresso riferimento al provvedimento impugnato purché non risulti in modo evidente la non riferibilità al giudizio di Cassazione.
art. 1367 c.c. e art. 159 c.p.c.
Principi di conservazione e di interpretazione della volontà della parte: nei casi dubbi la procura va interpretata in modo da far produrre all'atto i suoi effetti.
art. 380 bis c.p.c.
Le parti hanno potuto depositare memorie integrative in vista dell'udienza di Cassazione ai sensi di questa norma; la Corte ne ha dato conto.
art. 1158 c.c. (usucapione)
Per l'usucapione il possessore deve dimostrare possesso esclusivo, duraturo e con animus possidendi 'uti dominus'. Nel contesto eredario la Corte richiama che il coerede deve dimostrare non solo l'astensione degli altri, ma modalità di godimento inconciliabili con la compossessione.
art. 2697 c.c. (onere della prova)
La Corte precisa la distribuzione dell'onere probatorio: in generale chi deduce la tolleranza ha iniziativa di eccezione, ma nel contesto ereditario la qualificazione degli atti come tolleranza rientra nella normale valutazione di merito del giudice.
art. 1144 c.c., art. 1140 c.c., art. 1141 c.c., art. 1148 c.c., art. 1164 c.c., art. 1165 c.c., art. 1665 c.c., art. 2943 c.c., art. 723 c.c.
Richiamate dalla ricorrente in vari motivi relativi a usucapione, obbligazioni e termini; la Corte ha ritenuto che le doglianze non provassero la violazione di legge o siano connesse a valutazioni di fatto che sono rimaste plausibilmente motivate dalla Corte d'appello.
art. 180 c.p.c. e art. 112 c.p.c.
La Corte afferma che il rilievo della tolleranza può essere svolto anche d'ufficio (eccezione in senso lato), purché i fatti siano documentati negli atti; non è necessario che la parte avversaria abbia specificamente articolato l'eccezione.
art. 727 c.p.c.
Richiamato dalla ricorrente in relazione a questioni procedurali; la Corte non ha ritenuto fondata la censura correlata.
art. 1114 c.c.
Richiamato nelle censure riguardanti divisione e conguagli tra coeredi; la Corte ha ritenuto che, non essendovi usucapione riconosciuta, non potessero ricavarsi effetti diversi nella ripartizione.
D.P.R. n.115/2002 art.13 comma 1-quater
Applicabile per valutare il raddoppio del versamento del contributo unificato per il ricorso, se dovuto.
Massime di principio
- In materia ereditaria l'usucapione di quote da parte di un coerede richiede un possesso esclusivo e inequivocabile 'uti dominus' sull'intero bene o sulla quota rivendicata: atti di manutenzione o pagamento di imposte non bastano di per sé a provare l'animus.
- Il giudice di merito può qualificare atti di gestione come mera tolleranza anche d'ufficio (eccezione in senso lato), se i fatti sono documentati negli atti; la parte non è sempre onerata di sollevare specifica eccezione sulla tolleranza.
- La procura alle liti apposta su foglio separato ma materialmente congiunto all'atto è valida per la Cassazione e non richiede formule espressive particolari, secondo il principio di conservazione dell'atto.
- L'acquiescenza o la mancata impugnazione di parte dei comproprietari nei confronti di una pronuncia di usucapione non consente automaticamente il trasferimento a titolo originario di parti separate di un bene unitario che non sia stato goduto nella sua interezza: l'usucapione pro quota presuppone possesso esclusivo ed è incompatibile con una semplice tolleranza.
- Le censure in Cassazione volte a contestare valutazioni di fatto della Corte territoriale sono difficili da accogliere se la motivazione è plausibile e basata su adeguata valutazione probatoria; è dunque cruciale documentare compiutamente fatti e tempi del comportamento possessorio.
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