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Ordinanza

Ordinanza n. 171/2026 - L'aquila, Sezione 1

per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia e adozione delle più idonee misure cautelari, - della nota AGEA - UCC - prot. uscita n. -OMISSIS-del 18 maggio 2026, con la quale l’AGEA ha accertato la sussistenza di un debito, della complessiva somma di € 102.398,64, per indebita percezione dei contributi erogati per il settore Domanda Unica, campagne 202-OMISSIS-021, e per la Misura 13 del PSR Abruzzo, campagna 2021; - degli ulteriori atti presupposti, connessi e conseguenziali, ancorché non conosciuti; - della determinazione del Comune di Lucoli n. -OMISSIS-, avente ad oggetto “Accertamento e dichiarazione della risoluzione di diritto ope legis /recesso ai sensi degli artt. 91, 92 e 94 del D. Lgs. 159/2011 dei contratti di concessione demaniali del Comune di Lucoli da destinare al pascolo ovino per la stagione pascoliva 2020/2021, lotti nn. -OMISSIS-”; - della determinazione del Comune di Lucoli n. -OMISSIS-, avente ad oggetto “Accertamento e dichiarazione della risoluzione di diritto ope legis /recesso ai sensi degli articoli 91, 92 e 94 del D. Lgs. 159/2011 dei contratti di concessione demaniali del Comune di Lucoli da destinare al pascolo ovino per la stagione pascoliva 2021/2022, lotti n. -OMISSIS-”; - dell’allegato parere del -OMISSIS-.

Giustizia amministrativa202600278

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - L'Aquila, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: atti AGEA di accertamento di un debito per indebita percezione di aiuti PAC e determinazioni comunali di risoluzione o recesso da contratti di concessione demaniale per il pascolo

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (impresa agricola)

Prevale il privato

La controversia

L'impresa agricola ha impugnato la nota AGEA con cui è stato accertato un debito di euro 102.398,64 per indebita percezione di contributi relativi alla Domanda Unica e alla Misura 13 del PSR Abruzzo, nonché le determinazioni del Comune di Lucoli che hanno accertato la risoluzione di diritto o il recesso da contratti di concessione demaniale destinati al pascolo ovino e il relativo parere. In sede cautelare ha contestato, in particolare, l'estensione alle imprese mandanti degli effetti interdittivi dell'informativa antimafia adottata nei confronti dell'impresa mandataria e l'efficacia di tale informativa sulla revoca o sul recupero degli aiuti PAC.

La decisione

Il TAR ha ritenuto che le censure, soprattutto quelle concernenti l'estensione degli effetti interdittivi dell'informativa antimafia alle imprese mandanti e la sua incidenza sulla revoca degli aiuti PAC, non fossero manifestamente infondate, rinviandone l'approfondimento alla fase di merito. Nel bilanciamento cautelare ha attribuito prevalenza all'interesse imprenditoriale dell'impresa agricola, esposto a grave pregiudizio per l'immediato recupero coattivo degli aiuti relativi ad attività già svolte nelle stagioni precedenti, ritenendo che la sospensione limitata al recupero degli aiuti PAC non compromettesse la tutela dell'ordine pubblico né gli interessi finanziari dell'Unione europea. Ha quindi sospeso l'efficacia degli atti impugnati esclusivamente nella parte in cui costituiscono il presupposto del recupero coattivo degli aiuti PAC, fino alla trattazione del merito, fissata al 14 aprile 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate per la novità delle questioni.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; la domanda è stata accolta sulla base della non manifesta infondatezza delle censure e del bilanciamento degli interessi coinvolti.

  • artt. 91, 92 e 94 d.lgs. 159/2011

    Richiamati nelle determinazioni comunali quali base normativa della risoluzione di diritto o del recesso dai contratti di concessione demaniale in relazione agli effetti dell'informativa antimafia.

  • d.lgs. 159/2011

    Rilevante per la questione, rimessa al merito, relativa all'estensione degli effetti interdittivi dell'informativa antimafia alle imprese mandanti.

Massime di principio

  • In sede cautelare, una censura relativa all'estensione degli effetti interdittivi dell'informativa antimafia alle imprese mandanti e alla sua incidenza sul recupero di aiuti PAC giustifica la tutela interinale quando non risulti manifestamente infondata e presenti rilevanza sistematica da approfondire nel merito.
  • Nel bilanciamento cautelare, il grave pregiudizio derivante dal recupero coattivo di aiuti già corrisposti per attività agricole svolte può prevalere, in via temporanea, sugli interessi pubblici connessi all'ordine pubblico e alla tutela finanziaria dell'Unione europea, quando la sospensione sia circoscritta al recupero degli aiuti e non renda tali interessi definitivamente frustrati.
  • La sospensione cautelare può essere disposta con efficacia parziale, limitandola agli atti impugnati nella misura in cui costituiscono il presupposto del recupero coattivo degli aiuti PAC, senza estenderla agli altri effetti degli atti amministrativi contestati.

Come è indicizzato

MaterieInterdittiva e informazione antimafiaRevoca e recupero dei contributiTutela cautelare
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoContributi e finanziamenti pubbliciProcesso amministrativo
SottomaterieEffetti sui contratti e sui titoli abilitativi
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaPonderazione degli interessi e interesse pubblicoDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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