Cassazione Penale, Sentenza n. 8663/2024 del 28/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente ha impugnato il rigetto della sua richiesta di restituzione di beni sottoposti a sequestro per equivalente, sostenendo che il valore dei beni sequestrati nei suoi confronti eccedeva la somma massima confiscabile (euro 1.558.100,73), tenuto conto delle somme che erano state sequestrate in via diretta alle società (Artmec e Gammamec). Ha inoltre censurato la restituzione disposta dal Pubblico Ministero delle somme sequestrate alle società, ritenendola illegittima e non idonea a legittimare il sequestro per equivalente nei suoi confronti.
La decisione
La Corte ha respinto il ricorso. Ha ritenuto legittimo il sequestro per equivalente eseguito sui beni della Cavaliere perché, al momento della sua esecuzione, sussisteva l'incapienza dei beni delle società (a seguito del dissequestro e della restituzione delle somme per la prosecuzione dell'attività), condizione che legittima il sequestro per equivalente. La Corte ha inoltre precisato che l'asserita illegittimità del provvedimento di restituzione del Pubblico Ministero avrebbe dovuto essere tempestivamente impugnata (con ricorso/impugnazione avverso quel provvedimento), sicché la censura è ora preclusa.
Norme richiamate
art. 104-bis disp. att. cod. proc. pen.
art. 104-bis disp. att. cod. proc. pen.
La disposizione è stata richiamata in ordine alla possibilità, in determinate condizioni, del dissequestro/restaurazione di somme per la prosecuzione dell'attività d'impresa; il Tribunale ha ritenuto che il dissequestro disposto dal PM fosse consentito e rilevante ai fini dell'accertamento dell'incapienza dei beni per la confisca diretta
art. 322-bis cod. proc. pen.
art. 322-bis cod. proc. pen.
Norma indicata come rimedio processuale per impugnare i provvedimenti cautelari o di esecuzione adottati dall'autorità (es. provvedimento di restituzione/dissequestro del PM); la Corte ha osservato che la ricorrente avrebbe dovuto impugnare il decreto di restituzione secondo le vie esperibili
Giurisprudenza delle Sezioni Unite (massime citate)
Sez. U., n. 10561 del 30/01/2014 (Gubert) e successive pronunce (es. Sez. 3, n. 3591/2018; Sez. 3, n. 46973/2018)
Ripresa la regola consolidata secondo cui il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente è legittimo quando il profitto del reato non è rintracciabile o è non aggredibile; è ammessa la struttura 'mista' del decreto (sequestro diretto, e subordinato sequestro per equivalente) e la verifica dell'infruttuosità del sequestro diretto può emergere anche in fase di esecuzione
Massime di principio
- Il sequestro per equivalente è legittimo quando, al momento della sua esecuzione, risulti l'impossibilità o l'incapienza dei beni aggredibili mediante sequestro diretto; non è necessario che tale impossibilità fosse già verificata al momento dell'adozione del provvedimento (è ammissibile una struttura 'mista').
- Se un provvedimento del Pubblico Ministero (es. dissequestro/restaurazione a favore dell'amministratore giudiziario) determina la mancata disponibilità di beni direttamente sequestrabili, rendendo così attuale il presupposto per il sequestro per equivalente, la legittimità del sequestro per equivalente si valuta rispetto alla situazione esistente al momento della sua esecuzione.
- Chi ritiene illegittimo il provvedimento di dissequestro o restituzione deve impugnarlo tempestivamente con i rimedi processuali previsti (es. ai sensi dell'art. 322-bis c.p.p. o altre specifiche impugnazioni), pena la preclusione a sollevare la questione in un successivo giudizio avverso provvedimenti differenti.
- La contestazione formale dell'illegittimità della restituzione non è sufficiente, se non è stata esercitata l'impugnazione specifica: le eccezioni relative ai provvedimenti esecutivi o cautelari devono essere sollevate tramite i rimedi idonei per ottenere tutela efficace.
- In presenza di sequestro 'misto' il giudice può disporre il sequestro per equivalente anche in subordine, una volta accertata l'infruttuosità del sequestro diretto; la prova dell'infruttuosità può essere fornita in modo anche successivo all'adozione del provvedimento, purché sussistente al momento dell'esecuzione.
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