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Concentrazione

Provvedimento AGCM C12677 n. 31378 del 19/11/2024

BANCA GENERALI/INTERMONTE PARTNERS SIM

AGCMC12677

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Banca Generali ha promosso un’OPA volontaria totalitaria su Intermonte Partners SIM, finalizzata al delisting della target e alla sua integrazione nel gruppo bancario dell’offerente. L’AGCM ha qualificato l’operazione come concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b), l. 287/1990, rilevando il superamento delle soglie di fatturato nazionali ex art. 16, e ha esaminato i principali mercati coinvolti nel settore dei servizi di investimento e della finanza aziendale. Poiché le quote congiunte risultano contenute e non emergono criticità concorrenziali, l’Autorità ha deliberato di non avviare l’istruttoria.

Banca Generali/Intermonte Partners SIM – acquisizione del controllo tramite OPA totalitaria: non avvio dell’istruttoria (autorizzazione senza condizioni)

Banca Generali / Intermonte Partners SIM

L’Autorità ha esaminato l’OPA volontaria totalitaria promossa da Banca Generali S.p.A. su Intermonte Partners SIM S.p.A., finalizzata all’acquisizione del controllo della target, al delisting e alla successiva integrazione nel gruppo dell’offerente. Il procedimento è stato valutato come concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b), l. 287/1990, con notifica obbligatoria ex art. 16, comma 1, in ragione del superamento delle soglie di fatturato nazionali.

Parti e contesto dell’operazione

Banca Generali è una banca private del gruppo Assicurazioni Generali, attiva nella pianificazione finanziaria, tutela patrimoniale, consulenza finanziaria e servizi di investimento. Intermonte è un gruppo di SIM quotato su Euronext Growth Milan, attivo nei mercati dei capitali attraverso le linee di business Sales & Trading, Investment Banking, Global Markets e Digital Division & Advisory, oltre che nell’equity research.

L’operazione è stata strutturata come offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria sulle azioni ordinarie di Intermonte, incluse eventuali azioni proprie, con una soglia di adesione originariamente tale da consentire a Banca Generali di detenere almeno il 90% del capitale sociale della target, salvo facoltà di rinuncia alla condizione. Il razionale economico dichiarato consiste nella complementarità delle attività e nella successiva integrazione del target nel gruppo bancario dell’offerente.

Qualificazione giuridica e presupposti di notifica

L’AGCM qualifica l’operazione come concentrazione per acquisizione del controllo ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b), l. 287/1990. Il provvedimento esclude l’applicazione del Regolamento (CE) n. 139/2004 e ricorda che l’operazione ricade nella competenza nazionale ai sensi della l. 287/1990.

Ai fini dell’art. 16, comma 1, l’Autorità richiama il superamento delle soglie di fatturato: il fatturato totale realizzato in Italia dall’insieme delle imprese interessate è superiore a 567 milioni di euro e quello realizzato in Italia da almeno due delle imprese interessate è superiore a 35 milioni di euro. Nel provvedimento si dà conto anche di una richiesta di informazioni con conseguente interruzione dei termini e delle successive integrazioni documentali fornite dalla notificante.

Mercati rilevanti esaminati

L’operazione interessa otto ambiti di attività, tutti riconducibili al settore dei servizi finanziari:

  • negoziazione mobiliare per conto proprio;
  • negoziazione mobiliare per conto terzi;
  • consulenza in materia di investimenti;
  • produzione di servizi di gestione individuale di patrimoni mobiliari (GPM) e fondi (GPF);
  • offerta di servizi di informativa finanziaria;
  • servizi per l’ammissione alla quotazione di nuove imprese;
  • collocamento di valori azionari di società già quotate;
  • servizi di intermediazione per operazioni di fusione e acquisizione.

Per i mercati della negoziazione mobiliare, l’Autorità conferma l’impostazione già seguita nella propria prassi, distinguendo tra negoziazione per conto proprio e per conto terzi e ritenendo, nel caso di specie, la dimensione geografica nazionale. Per la consulenza in materia di investimenti e per l’informativa finanziaria la definizione geografica rimane aperta, poiché non inciderebbe sulla valutazione finale. Per la produzione di GPM/GPF è richiamata la distinzione tra fase produttiva a monte e distributiva a valle, con rilevanza geografica nazionale per la produzione. I mercati di finanza aziendale sono considerati normalmente nazionali.

Valutazione delle quote e degli effetti concorrenziali

Sul piano sostanziale, l’AGCM riscontra l’assenza di criticità concorrenziali significative.

Nei mercati i) e ii) le quote congiunte delle parti nel 2023, calcolate sul controvalore dei titoli negoziati su Euronext/Borsa Italiana, risultano rispettivamente inferiori all’1% e al [5-10%]. Tali valori sono inferiori a quelli dei principali concorrenti, tra cui Intesa Sanpaolo, Banca Akros e FinecoBank.

Nel mercato della consulenza in materia di investimenti la quota congiunta nazionale è pari al [10-15%], con un incremento post merger inferiore all’1%. Anche ipotizzando un mercato locale, la quota nella provincia di Roma — unica area in cui Intermonte risulta attiva — resta inferiore al [10-15%].

Nel mercato della produzione di servizi di gestione patrimoniale la quota di Generali è pari al [5-10%] e quella di Intermonte è inferiore all’1%, con quota combinata pari al [5-10%]. Intermonte non opera nella fase distributiva a valle.

Nel mercato dell’offerta di servizi di informativa finanziaria non emergono sovrapposizioni orizzontali rilevanti; inoltre, la quota di Intermonte è inferiore all’1% a livello nazionale e ancora più marginale in una dimensione sovranazionale. Nei mercati di ammissione alla quotazione, collocamento e M&A opera solo Intermonte, mentre Banca Generali non è attiva, sicché si verifica una mera sostituzione dell’operatore senza effetti addizionali apprezzabili.

Esito del procedimento

Sulla base dei dati forniti, l’Autorità ritiene che l’operazione non ostacoli in misura significativa la concorrenza effettiva nei mercati interessati e non comporti la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante, ai sensi dell’art. 6, comma 1, l. 287/1990. Conseguentemente, l’AGCM delibera di non avviare l’istruttoria di cui all’art. 16, comma 4, l. 287/1990, disponendo la comunicazione del provvedimento alle imprese interessate e al Ministro delle Imprese e del Made in Italy.

Punti principali

Parti e operazione

Banca Generali, banca private controllata da Assicurazioni Generali, ha comunicato un’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria su Intermonte Partners SIM, gruppo di SIM attivo nei servizi di investimento e di finanza aziendale. L’operazione mira all’acquisizione della totalità delle azioni ordinarie della target, al delisting e alla successiva integrazione nel gruppo dell’offerente.

Qualificazione giuridica e competenza

L’AGCM qualifica l’operazione come concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b), l. 287/1990, trattandosi di acquisizione del controllo di un’impresa. Non ricorrono le condizioni di applicazione del Regolamento (CE) n. 139/2004; l’operazione è quindi soggetta a notifica nazionale ex art. 16 l. 287/1990, poiché il fatturato complessivo in Italia supera 567 milioni di euro e almeno due imprese interessate superano ciascuna i 35 milioni di euro.

Mercati interessati

L’Autorità considera rilevanti otto mercati: negoziazione mobiliare per conto proprio; negoziazione mobiliare per conto terzi; consulenza in materia di investimenti; produzione di servizi di gestione individuale di patrimoni mobiliari e fondi; offerta di servizi di informativa finanziaria; servizi per l’ammissione alla quotazione di nuove imprese; collocamento di valori azionari di società già quotate; intermediazione per operazioni di fusione e acquisizione.

Valutazione concorrenziale

Nei mercati della negoziazione mobiliare le quote congiunte sono inferiori all’1% e al [5-10%], con presenza di operatori più forti come Intesa Sanpaolo, Banca Akros e FinecoBank. Nella consulenza in materia di investimenti la quota congiunta nazionale è pari al [10-15%], con incremento post merger inferiore all’1%; anche a Roma resta inferiore al [10-15%]. Nei servizi di gestione patrimoniale la quota congiunta è [5-10%]. Nel mercato dell’informativa finanziaria non emergono sovrapposizioni significative; nei mercati di finanza aziendale opera solo Intermonte, mentre Banca Generali non è attiva.

Esito

L’AGCM conclude che l’operazione non ostacola in misura significativa la concorrenza effettiva nei mercati interessati e non determina la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante; pertanto delibera di non avviare l’istruttoria ai sensi dell’art. 16, comma 4, l. 287/1990.

Come è indicizzato

Materiecontrollo concentrazioniacquisizione del controllomercato rilevantequote di mercatoservizi di investimentofinanza aziendale

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