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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14950/2026 del 24/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'Appello di L'Aquila (13/06/2025) che aveva condannato l'imputato per i reati di sostituzione di persona (art. 494 c.p.) e possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi (art. 497-bis, comma 2, c.p.), entrambi aggravati dal nesso teleologico (art. 61 n. 2 c.p.). L'imputato contestava: 1) l'applicabilità del reato di sostituzione sostenendo che si trattasse di un falso talmente evidente da essere inidoneo a trarre in inganno (cosiddetto falso grossolano) e che l'apertura del conto fosse dovuta soltanto alla negligenza degli operatori bancari; 2) l'assorbimento della sostituzione di persona nella fattispecie di possesso/fabbricazione del documento falso per effetto della specialità o sussidiarietà ; 3) il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche ai sensi dell'art. 62-bis c.p., ritenendo la motivazione della Corte d'Appello meramente apparente.

La decisione

La Corte di Cassazione, con decisione del 28/01/2026, ha rigettato il ricorso e confermato la condanna. Ha ritenuto infondate le doglianze: 1) l'esibizione del documento falso con finalità fraudolenta era idonea a ingannare la fede pubblica e il concetto di inidoneità per falso grossolano si applica solo se la falsità è immediatamente percepibile ictu oculi indipendentemente da verifiche professionali; nel caso concreto l'imputato era riuscito a eludere controlli professionali, dunque non ricorreva il falso grossolano; 2) i reati di possesso/fabbricazione di documento falso e di sostituzione di persona tutelano beni giuridici distinti e possono concorrere materialmente, la sostituzione costituisce un quid pluris rispetto al mero possesso del documento; 3) il diniego delle attenuanti generiche è congruamente motivato in relazione ai precedenti dell'imputato e alla scaltrezza e preordinazione della condotta. Il ricorrente è stato altresì condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • Codice Penale, art. 494

    La sostituzione di persona si realizza quando l'agente, mediante messa in scena o mezzi fraudolenti (anche l'esibizione di documento falso), induce in errore la pubblica fede per ottenere vantaggio; l'idoneità all'inganno va valutata ex ante e in concreto rispetto alla condotta e alle circostanze conoscibili dall'agente

  • Codice Penale, art. 497-bis, comma 2

    Punisce la fabbricazione o il possesso di documenti di identificazione falsi validi per l'espatrio; tutela un bene giuridico distinto (certezza documentale e sicurezza delle frontiere) e la mera disponibilità del documento non assorbe automaticamente l'uso fraudolento che integra reati ulteriori

  • Codice Penale, art. 49

    La causa di non punibilità per inidoneità dell'azione (falso grossolano) sussiste solo se l'inefficacia è assoluta, intrinseca e originaria, valutata ex ante sulla base dell'ordinaria diligenza, e non per impossibilità derivante da fattori estranei

  • Codice Penale, art. 61, n. 2

    Riconosce l'aggravante del nesso teleologico quando il documento falso è stato prodotto o posseduto al fine di commettere altro reato; la presenza dell'aggravante non determina l'assorbimento dei reati autonomi se permangono attività distinte (possesso/fabbricazione vs. sostituzione)

  • Codice Penale, art. 62-bis

    Le circostanze attenuanti generiche sono di apprezzamento del giudice del merito; il loro mancato riconoscimento è sindacabile in Cassazione solo se la motivazione è mancante, contraddittoria o manifestamente illogica

  • Codice Penale, art. 132 e art. 133

    Criteri di determinazione della pena e valutazione delle circostanze; la Corte ha ritenuto congrua la rideterminazione e il diniego delle attenuanti sulla base dei criteri legali di pericolosità e personalità dell'imputato

  • Codice di Procedura Penale, art. 606, comma 1, lett. e)

    Limiti del sindacato di legittimità in Cassazione: il vizio motivazionale è rilevante solo se la motivazione è mancante, contraddittoria o manifestamente illogica

  • Codice di Procedura Penale, art. 616

    Dispone la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso

Massime di principio

  • Il cosiddetto falso grossolano esclude la punibilità solo se la falsificazione è immediatamente riconoscibile ictu oculi da chiunque; le verifiche professionali e gli alert informatici non trasformano un falso non immediatamente percepibile in un falso grossolano
  • La negligenza o l'inefficienza degli operatori della vittima (es. il personale bancario) non elimina l'offensività dell'azione dell'agente che ha intenzionalmente fornito e utilizzato un documento falso per trarne vantaggio
  • Il possesso o la fabbricazione di documenti falsi e la sostituzione di persona tutelano beni giuridici diversi: l'utilizzo del documento per assumere una falsa identità costituisce un quid pluris e può integrare un reato autonomo rispetto al mero possesso
  • L'aggravante del nesso teleologico rafforza la gravosità della condotta quando il documento falso è prodotto o posseduto per commettere altro reato, ma non comporta automaticamente l'assorbimento dei reati distinti
  • La valutazione sulle circostanze attenuanti generiche spetta al giudice di merito e viene sindacata in Cassazione solo in presenza di motivazione inesistente, contraddittoria o manifestamente illogica; precedenti penali e preordinazione della condotta sono elementi ostativi rilevanti
  • In sede di ricorso per Cassazione il sindacato circa la valutazione probatoria è limitato: non è ammessa una nuova valutazione dei fatti, salvo errori manifesti di motivazione

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