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Ordinanza

Ordinanza n. 155/2026 - Latina, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento del Comune di Gaeta, Dipartimento Sviluppo Economico, Edilizia, Attività Pianificatoria, prot. n. 0059574 del 25/11/2025, notificato in pari data, con cui è stata rigettata l'istanza di permesso di costruire in sanatoria ai sensi dell'art. 36 bis D.P.R. 380/2001, prot. n. 53290 del 16.10.2025, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ancorché non conosciuto, ivi compresi, per quanto occorrer possa, i seguenti atti emessi dal Comune di Gaeta, e precisamente: l'Ordinanza n. 407 del 04.09.2023, il verbale prot. 69175 del 20.12.2024 e la comunicazione di avvio del procedimento prot.n. 42874 del 19 agosto 2025.

Giustizia amministrativa202600072

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. IIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della SCIA in sanatoria presentata ai sensi dell'art. 36-bis d.P.R. 380/2001, unitamente agli atti presupposti, inclusa l'ordinanza di demolizione

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha impugnato, chiedendone anche la sospensione cautelare, il provvedimento con cui il Comune di Gaeta ha respinto l'istanza presentata per regolarizzare opere edilizie realizzate senza titolo su una porzione immobiliare sita al piano terra di un edificio. Gli interventi consistono nella fusione di tre unità immobiliari, con aperture su murature portanti, nella modifica dei prospetti mediante modificazione delle aperture esistenti e nel cambio di destinazione d'uso da deposito ad abitazione. Le opere erano state precedentemente assoggettate a ordinanza di demolizione e a successiva rettifica, con nuova comunicazione di avvio del procedimento. La ricorrente deduce, in sostanza, l'illegittimità del diniego della SCIA in sanatoria ex art. 36-bis d.P.R. 380/2001. Il Comune ha motivato il diniego anche affermando che la SCIA non avrebbe riguardato tutti gli interventi oggetto dell'ordinanza di demolizione; il TAR ha rilevato che tale circostanza, se confermata e adeguatamente specificata, potrebbe essere assorbente rispetto agli ulteriori profili motivazionali del diniego.

La decisione

Il TAR non ha ancora deciso la domanda cautelare né il merito del ricorso. Ha disposto un incombente istruttorio a carico del Comune di Gaeta, chiedendogli di chiarire se la mancata inclusione nella SCIA in sanatoria di tutti gli abusi oggetto delle ordinanze richiamate costituisca effettivamente un motivo ostativo al diniego. In caso affermativo, il Comune dovrà indicare espressamente quali specifici abusi non sarebbero ricompresi nella SCIA prot. n. 53290 del 16 ottobre 2025. Il termine assegnato è di quindici giorni dalla comunicazione dell'ordinanza; l'eventuale mancata ottemperanza potrà essere valutata ai sensi dell'art. 64 c.p.a. La trattazione cautelare è stata rinviata alla camera di consiglio del 26 marzo 2026.

Norme richiamate

  • art. 36-bis d.P.R. 380/2001

    La disposizione costituisce il titolo normativo invocato per la regolarizzazione delle opere edilizie e per la presentazione della SCIA in sanatoria; il TAR non ne ha ancora definito l'applicazione nel caso concreto.

  • art. 7 l. 241/1990

    comunicazione di avvio del procedimento

    È richiamato con riferimento alla nuova comunicazione di avvio del procedimento effettuata dal Comune in occasione della rettifica dell'ordinanza di demolizione.

  • art. 64 c.p.a.

    potranno essere tratti argomenti per la decisione cautelare

    Consente al giudice di valutare processualmente la mancata produzione dei chiarimenti e degli elementi istruttori richiesti.

Massime di principio

  • Quando il diniego di regolarizzazione edilizia si fonda, anche nella motivazione, sull'affermazione che l'istanza non comprende tutti gli abusi contestati, l'amministrazione deve individuare specificamente gli interventi non ricompresi; un'affermazione generica non consente un adeguato controllo giurisdizionale.
  • La circostanza che l'istanza di sanatoria non riguardi tutti gli abusi oggetto dell'ordine di demolizione può costituire una ragione assorbente rispetto agli ulteriori motivi di diniego, ma deve essere previamente chiarita e puntualmente riferita ai singoli abusi contestati.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAbusi edilizi e sanzioniMotivazione del provvedimentoIstruttoria processuale
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaOnere della prova e principio dispositivo

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