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Sentenza

Sentenza del 13/01/2021 n. 240 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia

Imposta di registro - abitazione prima casa - aliquota ridotta - dichiarazione mendace - termine di decadenza dell'azione fiscale di accertamento - decorrenza.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Ufficio ha contestato la perdita dell'aliquota ridotta per l'acquisto della "prima casa" addebitando al contribuente una dichiarazione mendace: la falsità riguardava condizioni rilevanti per l'agevolazione (impossidenza di altri immobili ovvero mancato godimento della stessa agevolazione in altra occasione, o la reale intenzione abitativa). Si è anche deciso quale sia la decorrenza del termine di decadenza per l'azione di accertamento fiscale in relazione ad atti soggetti a registrazione.

La decisione

La sentenza ha riconosciuto la facoltà dell'Ufficio del Registro di contestare la perdita del trattamento agevolato quando ricorra una dichiarazione mendace, sia essa relativa alla situazione di impossidenza/mancato godimento precedente sia relativa al proposito abitativo. Inoltre ha chiarito che, per gli atti soggetti a registrazione (es. compravendita), il termine di decadenza per l'esercizio dell'azione accertatrice decorre dalla data di registrazione dell'atto di compravendita.

Norme richiamate

  • Legge 21 maggio 1982, n.168, art.1, sesto comma

    La norma è stata considerata nella parte in cui disciplina le condizioni e le esclusioni per le agevolazioni fiscali sulla "prima casa": permette all'Amministrazione di revocare o contestare l'agevolazione in presenza di dichiarazioni mendaci.

  • D.P.R. 26 aprile 1986, n.131, Allegata Tariffa, art.1, quarto comma (parte prima)

    La disposizione tariffaria definisce l'applicazione dell'aliquota ridotta per la "prima casa" e le condizioni soggettive/oggettive per fruirne; la sentenza la utilizza per fondare la possibilità di controllo e revoca dell'agevolazione in caso di dichiarazioni false.

Massime di principio

  • L'Ufficio del Registro può contestare la perdita dell'agevolazione "prima casa" anche per dichiarazioni mendaci che riguardano sia lo stato di impossidenza/precedente godimento sia l'effettivo proposito abitativo.
  • Per gli atti soggetti a registrazione (es. compravendita immobiliare) il termine di decadenza per l'azione di accertamento fiscale inizia a decorrere dalla data di registrazione dell'atto, non dalla data dell'atto stesso se diversa dalla registrazione.
  • La dichiarazione mendace espone il contribuente alla perdita dell'aliquota ridotta e all'azione dell'Amministrazione: il contribuente deve quindi conservare e poter produrre prove (es. documentazione anagrafica, dichiarazioni di residenza, elementi oggettivi che dimostrino l'intenzione abitativa) per difendere la qualificazione "prima casa".
  • In caso di contestazione è cruciale verificare la decorrenza dei termini (per non trovarsi di fronte a decadenze procedurali) e valutare tempestivamente impugnazioni o produzione di documenti probatori.
  • La portata della revoca per mendacio non si limita al possesso dell'immobile ma comprende anche l'intento abitativo: ambedue gli aspetti possono fondare l'accertamento amministrativo.

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