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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40700/2024 del 06/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma di condanna per il reato di cui all'art. 590-bis c.p., deducendo in cassazione: (i) manifesta contraddittorietà della motivazione per presunto travisamento della prova sulla dinamica dell'incidente (sostiene che l'urto non sarebbe avvenuto nella corsia della vittima ma "in corrispondenza della striscia longitudinale"); (ii) mancanza e manifesta illogicità della motivazione, perché la ricostruzione dei giudici di merito si fonderebbe su proposizioni prive di efficacia dimostrativa e non terrebbe conto della ricostruzione alternativa proposta dal consulente tecnico del responsabile civile.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato si è estinto per remissione di querela. In data 16/10/2024 la persona offesa, Fausto Galfrè, ha rimesso la querela e il ricorrente ha accettato: la remissione intervenuta in pendenza del ricorso e regolarmente accettata determina l'estinzione del reato, che va rilevata dal giudice di legittimità. Non è stato ritenuto necessario esaminare il merito delle doglianze; le spese processuali sono state poste a carico del querelato ai sensi dell'art. 340 c.p.p. La motivazione è stata redatta in forma semplificata.

Norme richiamate

  • art. 590-bis cod. pen.

    Norma sostanziale applicata in primo e secondo grado per la fattispecie di lesioni personali stradali; la condanna originaria era fondata su tale articolo

  • art. 173, comma 1, disp. att. c.p.p.

    Norma richiamata come base formale per la modalità di impugnazione in cassazione delle sentenze di appello; il ricorrente ha esercitato il rimedio sulla base di tale disciplina

  • art. 129, comma 2, c.p.p.

    Norma che disciplina il proscioglimento per estinzione del reato: richiamata in raccordo per chiarire che la remissione di querela rientra tra le cause di estinzione del reato che rendono inapplicabile la decisione sul merito

  • art. 340 c.p.p.

    Norma applicata per regolare le spese del procedimento: in mancanza di diverso patto nell'atto di remissione, le spese sono a carico del querelato

  • giurisprudenza consolidata (Sez. U, n. 24246/2004 e altri precedenti)

    Principio consolidato secondo cui la remissione di querela intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione e regolarmente accettata estingue il reato e deve essere rilevata dal giudice di legittimità; il ricorso può essere ammesso solo per introdurre l'atto di remissione

Massime di principio

  • La remissione di querela, se intervenuta e accettata durante il pendente giudizio di cassazione, estingue il reato e deve essere dichiarata d'ufficio dal giudice di legittimità, comportando l'annullamento senza rinvio della sentenza penale impugnata
  • Il giudice di cassazione può ammettere un ricorso principalmente per prendere atto della remissione di querela; non è necessario esaminare i motivi di impugnazione quando la remissione estingue il reato
  • Le spese processuali restano a carico del querelato salvo diverso accordo esplicito nell'atto di remissione: è quindi importante regolare specificamente la questione delle spese nell'atto di remissione se si vuole disporsi diversamente
  • La remissione di querela prevale anche rispetto a questioni formali di ammissibilità del ricorso e ad altre cause di estinzione, per cui la sua intervenuta accettazione ha efficacia estintiva immediata
  • Se si è nella posizione della parte offesa, la remissione deve essere chiaramente formalizzata (atto scritto e, se previsto, tramite procuratore speciale) per produrre gli effetti estintivi; per l'imputato è necessario l'accettazione formale della remissione

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