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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23451/2025 del 24/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la condanna per il reato previsto dall'art. 1161 c.n. (occupazione abusiva di porzione di arenile) ascritta al ricorrente quale legale rappresentante della s.a.s. titolare della concessione. Due principali censure: (1) vizio di motivazione per mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p., con la doglianza che l'area abusivamente occupata sarebbe stata di soli mq 61 e non mq 315, e richiamo all'incensuratezza e assenza di abitualità; (2) violazione di legge con riferimento alla confisca disposta sui 36 lettini, deducendo che il sequestro preventivo d'urgenza non era stato convalidato dal G.i.p. e dunque la confisca non poteva essere pronunciata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto incensurabile la valutazione di fatto del Tribunale che ha preso a base misurazioni effettuate dagli operanti con geometri del Demanio e riscontro nel sistema informativo, non ravvisando elementi probatori idonei a sostenere l'asserita macroscopica discrepanza (61 vs 315 mq); inoltre il ricorrente non aveva tempestivamente dedotto l'errore né prodotto documentazione (es. fotografie) e la tesi del riposizionamento dei lettini è stata esclusa perché il mare era calmo e la concessione non consentiva spostamenti parziali. Sul secondo motivo la Corte ha confermato la legittimità della confisca perché i lettini sono stati qualificati come "mezzi utilizzati per commettere il reato" ai sensi dell'art. 240 c.p., e la confisca può essere disposta anche in assenza di un precedente provvedimento cautelare convalidato dal G.i.p.; la mancata convalida del sequestro d'urgenza è dunque irrilevante ai fini della confisca. Rigetto del ricorso e condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 1161 cod. nav.

    Norma richiamata per la contestazione dell'occupazione abusiva di demanio marittimo; il reato è stato ascritto al ricorrente in qualità di legale rappresentante della concessione

  • art. 131-bis cod. pen.

    Norma sulla non punibilità per particolare tenuità del fatto; esclusa dal Tribunale (confermata dalla Cassazione) in ragione dell'ampiezza dell'area occupata e del numero dei lettini, che rendono l'offesa non trascurabile

  • art. 240 cod. pen. (comma 1)

    Prevede la confisca dei mezzi utilizzati per commettere il reato; il Tribunale ha qualificato i lettini come tali, legittimando la confisca anche in assenza di precedente convalida del sequestro d'urgenza

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 3, n. 17066/2013; Sez. 7, ord. n. 499/22.11.2024)

    Principio secondo cui la confisca può essere ordinata anche senza un precedente provvedimento cautelare di sequestro convalidato, purché la legge la preveda per i beni in questione

Massime di principio

  • Le valutazioni di fatto (misurazioni, numero di oggetti) compiute dagli organi accertatori e avvalorate da documentazione tecnica e amministrativa sono difficilemente sindacabili in Cassazione: chi contesta tali dati deve tempestivamente sollevare la questione e fornire prove alternative (misurazioni, fotografie, perizie).
  • L'art. 131-bis c.p. (tenuità del fatto) viene escluso se l'offesa al bene giuridico è ritenuta non 'irrisoria' per ampiezza dell'area e/o rilevanza degli strumenti impiegati: la valutazione è di fatto e dipende dall'apprezzamento concreto compiuto dal giudice di merito.
  • La confisca dei 'mezzi utilizzati per commettere il reato' è possibile anche in assenza di un previo sequestro cautelare convalidato dal G.i.p.; la mancata convalida del sequestro d'urgenza non invalida automaticamente la successiva confisca se la legge prevede l'ablazione.
  • Chi agisce in difesa deve documentare in giudizio le proprie allegazioni probatorie (es. che l'area era di superficie molto inferiore o che i lettini erano posizionati per esigenze contingenti): mere affermazioni non contrastano efficacemente rilievi tecnici e sopralluoghi ufficiali.
  • Il rigetto del ricorso comporta generalmente la conferma della condanna e l'addebito delle spese processuali al ricorrente.

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