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Sentenza

Sentenza del 20/07/2015 n. 6668 - Comm. Trib. Prov. Milano

IVA - Spese relative a contributi per servizi promozionali - Regime d'imposta.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

È stato affermato che i corrispettivi relativi all'attività di inserimento dei servizi promozionali devono essere fatturati applicando l'aliquota IVA ordinaria. La qualificazione delle somme come compensi per una prestazione obbligatoria esclude il loro trattamento come contributi o incentivi gratuiti fuori campo IVA.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda il trattamento IVA dei corrispettivi pattuiti per l'inserimento di servizi promozionali. Tali somme sono considerate un compenso subordinato all'adempimento, da parte del cliente, di un'obbligazione di fare nei confronti del fornitore. Per questo motivo non costituiscono un incentivo monetario concesso gratuitamente, ma il corrispettivo di una prestazione di servizi soggetta a IVA.

Norme richiamate

  • Disciplina IVA sui corrispettivi per prestazioni di servizi

    Le somme percepite in dipendenza di un'obbligazione di fare costituiscono corrispettivi imponibili e devono essere assoggettate all'IVA, anziché essere trattate come liberalità o incentivi gratuiti.

Massime di principio

  • Per stabilire il trattamento IVA di un contributo occorre verificare la causa concreta dell'erogazione e l'eventuale presenza di una prestazione o obbligazione a carico del beneficiario.
  • Quando il pagamento è condizionato allo svolgimento di attività promozionali, pubblicitarie o comunque di un'obbligazione di fare, esso tende a qualificarsi come corrispettivo imponibile IVA.
  • La denominazione contrattuale di contributo, incentivo o premio non è decisiva: prevalgono la funzione economica effettiva e il collegamento tra pagamento e prestazione.
  • Solo le somme erogate senza un rapporto sinallagmatico e senza una prestazione specifica a carico del destinatario possono, in linea generale, essere considerate incentivi gratuiti non soggetti a IVA.

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