Cassazione Civile, Ordinanza n. 23274/2026 del 15/07/2026
Sintesi
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Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)
La controversia
La controversia trae origine da due giudizi collegati. Nel primo, la contribuente aveva impugnato una cartella di pagamento relativa all'ICI per gli anni 2007 e 2008, emessa in conseguenza della rendita catastale attribuita a una cava. La CTR aveva accolto parzialmente l'appello della società. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: con il primo ha dedotto la nullità della sentenza di primo grado per violazione dell'art. 112 c.p.c. e l'inammissibilità dell'appello per motivi nuovi ex art. 345 c.p.c.; con il secondo ha denunciato violazione delle norme catastali richiamate in relazione alla rilevanza della rendita ai fini dell'ICI. Nel secondo ricorso riunito, relativo a un diverso giudizio connesso, non è stata però effettuata l'integrazione del contraddittorio disposta dalla Corte nei confronti di una società intimata, nonostante regolare comunicazione dell'ordinanza interlocutoria.
La decisione
La Corte ha riunito i ricorsi per connessione soggettiva e oggettiva. Ha dichiarato inammissibile il ricorso riunito RGR 8235/2022 per mancata integrazione del contraddittorio ai sensi dell'art. 331 c.p.c., con conseguente passaggio in giudicato della sentenza che aveva annullato l'avviso catastale. Quanto al ricorso RGR 8201/2022, lo ha rigettato: ha ritenuto infondata l'eccezione di inammissibilità per difetto di autosufficienza, ma ha escluso la fondatezza dei motivi perché la controversia sulla cartella ICI era logicamente e giuridicamente dipendente dal giudicato già formatosi sulla rendita catastale; la rendita definitivamente accertata dal giudice tributario si riflette retroattivamente sulla base imponibile ICI e, in presenza di pregiudizialità, il giudizio sulla liquidazione del tributo è condizionato dalla definizione del giudizio sulla rendita. Le spese sono state poste a carico della ricorrente, con liquidazione per ciascun ricorso, mentre nulla è stato dovuto dagli intimati non costituiti.
Norme richiamate
art. 331 c.p.c.
la mancata integrazione del contraddittorio nel termine assegnato comporta l'inammissibilità del ricorso
art. 371-bis c.p.c.
richiamato per il deposito del ricorso dopo l'ordinanza di integrazione del contraddittorio
art. 112 c.p.c.
invocato come norma asseritamente violata per ultrapetizione o omessa pronuncia
art. 345 c.p.c.
richiamato con riferimento all'inammissibilità dell'appello per motivi nuovi
art. 360, primo comma, nn. 1 e 3, c.p.c.
base del sindacato di legittimità per nullità della sentenza e violazione di legge
art. 18 R.D. n. 1572 del 1931
norma catastale richiamata in relazione alla determinazione della rendita
art. 6, secondo comma, R.D.L. n. 652 del 1939
norma catastale richiamata in relazione alla determinazione della rendita
art. 2 D.M. n. 28 del 1988
norma catastale richiamata in relazione alla determinazione della rendita
art. 5, comma 2, d.lgs. n. 504 del 1992
la rendita catastale definitiva costituisce il dato da prendere in considerazione per la base imponibile ICI
art. 13 d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504
richiamato con riguardo al termine triennale per il rimborso dell'ICI versata e non dovuta, ove rilevante
art. 295 c.p.c.
il giudizio sulla liquidazione dell'ICI va sospeso quando pende la controversia sulla rendita catastale, per rapporto di pregiudizialità
art. 366, comma 1, n. 6, c.p.c.
il principio di autosufficienza non va inteso in modo eccessivamente formalistico, purché il ricorso indichi il contenuto degli atti richiamati e la loro presenza nel fascicolo
L. n. 296 del 2006, commi 164 e 165
richiamata come disciplina che ha abrogato il previgente termine di rimborso, rilevante solo ratione temporis
art. 1, commi 164 e 165, L. n. 296 del 2006
richiamati nel medesimo contesto del regime dei rimborsi ICI
art. 1, comma 164, L. n. 296 del 2006
richiamato nel medesimo contesto del regime dei rimborsi ICI
art. 1, comma 165, L. n. 296 del 2006
richiamato nel medesimo contesto del regime dei rimborsi ICI
Massime di principio
- Nel processo tributario, la mancata integrazione del contraddittorio disposta dalla Corte di cassazione comporta l'inammissibilità del ricorso quando il litisconsorzio necessario o l'integrazione ordinata non siano tempestivamente eseguiti.
- Quando la pretesa impositiva dipende dalla rendita catastale di un bene, il giudizio sulla cartella o sulla liquidazione del tributo è pregiudizialmente condizionato dal giudicato formatosi sulla rendita.
- La rendita catastale definitivamente accertata dal giudice tributario esplica effetti retroattivi ed è l'unico parametro da utilizzare per determinare la base imponibile del tributo immobiliare per le annualità interessate.
- In presenza di una controversia sulla rendita catastale, il giudice della causa sul tributo deve considerare la necessità di sospendere il giudizio fino alla definizione con giudicato della questione pregiudiziale.
- Il principio di autosufficienza del ricorso per cassazione non può essere interpretato in modo eccessivamente formalistico: è sufficiente che il ricorso riporti gli elementi essenziali degli atti richiamati e indichi specificamente dove essi si trovano nel fascicolo di merito.
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