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Sentenza

Sentenza del 22/03/2019 n. 8118 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava le sanzioni irrogate ai sensi dell'art. 303 del Testo Unico delle Leggi Doganali per l'importazione, dal Venezuela, di lamiere e nastri di alluminio con certificati di origine preferenziale Form A recanti timbri non conformi agli specimen ufficiali. I giudici di merito avevano ritenuto che la difformità dell'origine della merce non rientrasse tra quelle sanzionabili, poiché l'art. 303 menzionava qualità, quantità e valore. L'Agenzia ha sostenuto invece che il dato di origine rientra nella qualità della merce e costituisce un elemento essenziale della dichiarazione doganale. La Corte ha inoltre ritenuto irrilevante la buona fede dell'importatore rispetto alla falsità del certificato di origine.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, cassato la sentenza della CTR della Toscana e rinviato la causa alla CTR, in diversa composizione, per un nuovo esame anche degli ulteriori motivi di appello rimasti assorbiti e per la liquidazione delle spese. È stata esclusa l'efficacia, nel presente giudizio, del giudicato esterno formatosi in un procedimento riguardante l'importatore, poiché avrebbe dovuto essere fatto valere mediante revocazione e non tramite ricorso per Cassazione. La Cassazione ha stabilito che l'art. 303 TULD sanziona anche le difformità relative all'origine della merce e che la buona fede del dichiarante non impedisce, di per sé, l'applicazione delle sanzioni.

Norme richiamate

  • D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43, art. 303 (TULD)

    La sanzione prevista dal T.U.L.D., art. 303, riguarda ogni ipotesi di difformità o falsità della dichiarazione doganale in ordine ai suoi elementi essenziali, afferenti, cioè, oltre che a valore, quantità, qualità delle merci, anche, all'origine delle merci stesse.

    La nozione di qualità della merce deve essere interpretata estensivamente e comprende anche l'origine. Pertanto, una dichiarazione di origine difforme o falsa può comportare l'applicazione delle sanzioni doganali previste dall'art. 303.

  • Regolamento CEE n. 2454 del 1993, art. 81

    La non conformità dei timbri apposti sui certificati Form A rispetto agli specimen ufficiali trasmessi dalle autorità venezuelane può compromettere la validità della certificazione dell'origine preferenziale.

  • Codice civile, art. 1306

    La sentenza pronunziata tra il creditore e uno dei debitori in solido, o tra il debitore e uno dei creditori in solido, non ha effetto contro gli altri debitori o contro gli altri creditori.

    Il giudicato favorevole ottenuto da un coobbligato solidale può, in astratto, essere fatto valere dagli altri coobbligati, salvo che si fondi su ragioni personali. Tuttavia, devono essere rispettate le regole processuali sul rimedio utilizzabile.

  • Codice di procedura civile, art. 295

    La sospensione necessaria del processo non è stata ritenuta applicabile, poiché i procedimenti collegati erano trattati congiuntamente.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 3

    Il ricorso per Cassazione è stato fondato sulla violazione e falsa applicazione dell'art. 303 TULD, per avere i giudici di merito escluso l'origine della merce dalle difformità sanzionabili.

  • Legge costituzionale n. 1 del 1948, art. 1

    La questione di legittimità costituzionale prospettata dalla contribuente è stata ritenuta manifestamente infondata, poiché l'interpretazione estensiva adottata non costituisce applicazione analogica vietata.

  • Regolamento e principi del diritto dell'Unione Europea in materia di dazi doganali

    Una volta accertata la falsità ideologica o materiale del certificato Form A, la buona fede e la diligenza del dichiarante non escludono automaticamente la responsabilità sanzionatoria o il recupero dei dazi non riscossi.

Massime di principio

  • Nelle dichiarazioni doganali, l'origine della merce è un elemento essenziale e rientra nella nozione di qualità ai fini dell'applicazione delle sanzioni previste dall'art. 303 TULD.
  • La falsità o irregolarità di un certificato di origine preferenziale può comportare il recupero dei dazi e l'irrogazione di sanzioni anche quando l'importatore dichiari di avere agito in buona fede.
  • Gli operatori economici devono verificare l'affidabilità dei certificati di origine e prevedere adeguate tutele contrattuali nei confronti dei fornitori, poiché le irregolarità documentali rientrano normalmente nel rischio dell'attività commerciale.
  • L'interpretazione estensiva di una norma sanzionatoria è ammissibile quando rimane coerente con il testo e con la finalità della disposizione; non è invece consentita un'applicazione analogica che introduca una fattispecie completamente nuova.
  • Il giudicato favorevole formatosi in un procedimento riguardante un altro coobbligato può avere riflessi sugli altri soggetti solidalmente obbligati, ma deve essere dedotto mediante il corretto rimedio processuale. Se il giudicato si forma durante il giudizio d'appello e la sentenza non ne tiene conto, il rimedio può essere la revocazione anziché il ricorso per Cassazione.

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