Salta al contenuto
ordinanza_penale

Cassazione Penale, Ordinanza n. 12456/2026 del 02/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Con sentenza del 30 settembre 2025 il Tribunale di Teramo ha applicato, su richiesta delle parti, la pena di anni 3 di reclusione ed euro 6.500 di multa per detenzione di sostanza stupefacente di tipo hashish, suddivisa in 56 panetti per complessivi kg 5,600, occultata in una pertinenza dell'abitazione dell'imputato, insieme a materiale per il confezionamento delle dosi. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione deducendo violazione di legge e difetto di motivazione, in particolare lamentando il mancato proscioglimento ex art. 129 c.p.p. La Corte rileva però che il ricorso è stato proposto avverso una sentenza di patteggiamento e che, per tale rito, i motivi ammessi sono soltanto quelli attinenti alla volontà dell'imputato, al difetto di correlazione tra richiesta e sentenza, all'erronea qualificazione giuridica del fatto e all'illegalità della pena o della misura di sicurezza. Nel caso concreto il giudice aveva comunque dato conto delle risultanze investigative, della corretta determinazione della pena e dell'assenza dei presupposti per un proscioglimento ex art. 129 c.p.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile de plano, ritenendo non deducibile nel rito di patteggiamento la censura relativa al mancato proscioglimento ex art. 129 c.p.p. e osservando che il giudice di merito aveva comunque motivato in ordine alle risultanze investigative, alla congruità della pena e alla non ricorrenza di cause di non punibilità. Ha altresì condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 4.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    individua il delitto di detenzione di stupefacente contestato, riferito alla sostanza hashish detenuta in quantità e modalità descritte in sentenza.

  • art. 129 c.p.p.

    il proscioglimento immediato richiede specifica motivazione solo se dagli atti o dalle deduzioni emergono concreti elementi di non punibilità; in mancanza, è sufficiente il richiamo, anche implicito, all'avvenuta verifica della sua non ricorrenza.

  • art. 444 c.p.p.

    richiama la sentenza applicativa di pena su richiesta delle parti, caratterizzata dalla natura negoziale del rito.

  • art. 448, comma 2-bis, c.p.p.

    limita i motivi di ricorso per cassazione avverso la sentenza di patteggiamento ai soli vizi espressamente previsti dalla norma.

  • art. 1, comma 51, l. 23 giugno 2017, n. 103

    segna il regime temporale dei ricorsi proposti dal 3 agosto 2017, ai quali si applicano le limitazioni previste per l'impugnazione della sentenza di patteggiamento.

  • art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

    consente la declaratoria di inammissibilità de plano, senza formalità.

Massime di principio

  • Contro la sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti il ricorso per cassazione è ammissibile solo per i motivi tassativamente previsti dalla legge; non sono deducibili censure che investano il patto accettato dall'imputato o la valutazione di merito sull'accusa.
  • Nel rito del patteggiamento l'obbligo di motivazione del giudice è attenuato e deve essere commisurato alla natura negoziale della decisione: il diniego del proscioglimento ex art. 129 c.p.p. richiede una motivazione specifica solo se dagli atti emergono concreti elementi di non punibilità.
  • Se il giudice dà conto delle risultanze investigative, della corretta determinazione della pena e dell'insussistenza dei presupposti per il proscioglimento, la motivazione è sufficiente ai fini della validità della sentenza di patteggiamento.
  • L'inammissibilità del ricorso avverso la sentenza di patteggiamento comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e alla somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioRiti alternativiImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.