Cassazione Penale, Sentenza n. 23507/2025 del 24/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza d'appello del 10/06/2024 che aveva riformato in parte il giudizio di primo grado. Sina Emiliano era stato condannato in abbreviato per detenzione ai fini di spaccio di 453 g di cocaina; denunciava difetto di motivazione, vizi nella valutazione probatoria e la mancata concessione delle attenuanti generiche e l'eccessività della pena. Belba Ndricim era stato assolto dal GUP per non aver commesso il fatto; la Corte d'appello aveva invece ritenuto la sua responsabilità valorizzando il suo coinvolgimento post-arresto (anticipi delle spese legali, contatti con il difensore, prelievo alla scarcerazione) e altri elementi indiziari; il ricorrente contestava la carenza e la manifesta illogicità della motivazione d'appello e il mancato confronto critico con le argomentazioni assolutorie del GUP.
La decisione
La Corte di cassazione ha respinto il ricorso di Sina Emiliano: la condanna è stata ritenuta sorretta da un coerente quadro indiziario (presenza sul luogo, intercettazioni e conversazioni che indicavano consapevolezza e concorso) e le censure in fatto sono state considerate tentativi di rimezzare la valutazione probatoria, non ammissibili in sede di legittimità; le doglianze sulle attenuanti e sulla misura della pena sono state ritenute infondate. Per Belba Ndricim la Corte di cassazione ha accolto i primi due motivi: ha ravvisato carenza di "motivazione rafforzata" da parte della Corte d'appello nel riformare l'assoluzione del GUP, perché l'appello non ha criticamente confutato gli argomenti assolutori e non ha esaminato elementi a discarico (perquisizioni negative, dichiarazioni spontanee, elementi delle intercettazioni che avvaloravano la versione difensiva). La sentenza d'appello è stata annullata nei confronti di Belba Ndricim con rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Venezia.
Norme richiamate
D.P.R. 309/1990 art. 73, comma 1
art. 73 comma 1 D.P.R. 309/1990
Norma che sanziona la detenzione ai fini di spaccio; applicata in relazione al rinvenimento di 453 grammi di cocaina quale reato principale contestato.
Codice di procedura penale, art. 606, lett. b) ed e)
art. 606 lett. b) ed e) cod. proc. pen.
Individua i motivi di ricorso per cassazione (vizio di motivazione, violazione di legge); qui invocati per criticare la motivazione d'appello e la valutazione probatoria.
Codice di procedura penale, artt. 125, comma 3 e 605
art. 125 comma 3; art. 605 cod. proc. pen.
Riferimenti utilizzati per valutare la completezza e la congruità della motivazione della sentenza impugnata.
Codice penale, art. 62‑bis e art. 133
art. 62‑bis cod. pen.; art. 133 cod. pen.
Art. 62‑bis (recidiva/attenuanti automatiche ecc.) e art. 133 (criteri di determinazione della pena). Qui rilevanti per le doglianze sulla concessione delle attenuanti generiche e la determinazione della pena; la Corte ha ribadito la discrezionalità del giudice del merito e i criteri di motivazione.
Costituzione, art. 111 comma 6
Principio del diritto a un processo motivato; utilizzato per sostenere l'obbligo di motivazione, specialmente nei casi di riforma di un'assoluzione.
Codice di procedura penale, art. 546 comma 1
art. 546 comma 1 cod. proc. pen.
Richiama obbligo di motivazione delle decisioni giurisdizionali; invocato nel giudizio sulla sufficienza della motivazione d'appello.
Codice di procedura penale, artt. 533 comma 1, 187, 192
art. 533 comma 1; art. 187; art. 192 cod. proc. pen.
Norme richiamate riguardanti la fase istruttoria, la valutazione delle prove e il potere del giudice nella formazione della prova; utilizzate per discutere i limiti del sindacato di merito in Cassazione e la valutazione delle prove indiziarie.
Massime di principio
- Se in appello si riforma una sentenza assolutoria è necessario fornire una "motivazione rafforzata": il giudice d'appello deve confrontarsi criticamente e puntualmente con le argomentazioni che hanno portato all'assoluzione e spiegare perché esse non reggono.
- In presenza di doppia conformità (sentenza di primo grado e sentenza d'appello coerenti su alcuni punti) le motivazioni possono integrarsi reciprocamente: la motivazione d'appello può essere assunta per relationem da quella di primo grado se non vi sono censure nuove e specifiche.
- La Corte di cassazione è limitata nel sindacare la valutazione probatoria: può intervenire solo per vizi gravi della motivazione (totale mancanza, manifesta illogicità, contraddittorietà rispetto ad atti processuali determinanti) e non per semplice diversa rivalutazione degli elementi di fatto.
- La discrezionalità del giudice del merito nella concessione delle attenuanti generiche e nella determinazione della pena è ampia: in sede di legittimità si verifica solo che la motivazione non sia contraddittoria e che risulti almeno il richiamo agli elementi decisivi ai sensi dell'art. 133 c.p.
- Elementi indiziari (presenza sul luogo, contenuto di intercettazioni, conversazioni che dimostrano consapevolezza) possono sorreggere una condanna purché valutati nel loro complesso in modo coerente e privo di contraddizioni logiche.
- Il comportamento successivo all'arresto di un terzo (aiuti economici, contatti con il difensore, prelevamento alla scarcerazione) può essere indizio rilevante, ma non è di per sé sufficiente a provare la partecipazione al reato: va confrontato con elementi a discarico (perquisizioni negative, spiegazioni credibili) e adeguatamente motivato.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 24 giu 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 23407/2025 del 24/06/2025
- Sentenza penale · 24 giu 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 23408/2025 del 24/06/2025
- Sentenza penale · 24 giu 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 23409/2025 del 24/06/2025
- Sentenza penale · 24 giu 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 23410/2025 del 24/06/2025
- Sentenza penale · 24 giu 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 23411/2025 del 24/06/2025
- Sentenza penale · 24 giu 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 23414/2025 del 24/06/2025
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →