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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 10374/2022 del 31/03/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Edison impugnava la sentenza della CTR che, dopo rinvio dalla Cassazione, aveva ritenuto inammissibili domande formulate per la prima volta nel giudizio di rinvio (in particolare la rideterminazione del reddito e la contestazione delle sanzioni) conseguenti alla nuova qualificazione giuridica operata dalla Corte di cassazione (da interposizione fittizia ad abuso del diritto). La questione centrale era se, nel giudizio di rinvio, fosse consentito proporre questioni non sollevate in precedenza ma rese necessarie dall'applicazione di un principio di diritto enunciato dalla Suprema Corte.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso principale di Edison, ritenendo erronea la declaratoria di inammissibilità della CTR. Ha affermato il principio secondo cui, se la Corte di cassazione, nel pronunciare la cassazione, enuncia un principio di diritto che riqualifica la fattispecie (qui da interposizione fittizia ad abuso del diritto), le domande e le istanze consequenziali (es. rideterminazione del reddito, deduzioni sulla illegittimità delle sanzioni) non sono nuove e devono essere esaminate dal giudice di rinvio. La sentenza impugnata è cassata e rinviata alla CTR dell'Emilia Romagna in diversa composizione per nuovo esame; il ricorso incidentale dell'Agenzia delle Entrate è rigettato perché infondato, per effetto di un giudicato esterno su una questione di fatto correlata.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 4, cod. proc. civ.

    art. 360, primo comma, n. 4

    Norma invocata per dedurre la nullità della sentenza impugnata; utilizzata come riferimento per i motivi di cassazione relativi a vizio di motivazione e violazione di norme processuali.

  • artt. 384 e 394 cod. proc. civ.

    art. 384, secondo comma; art. 394, terzo comma

    Richiamati in relazione all'ammissibilità di domande e eccezioni nel giudizio di rinvio: la ricostruzione della Corte estende la possibilità di formulare atti necessari in conseguenza delle statuizioni della cassazione.

  • art. 63 d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    Norma del processo tributario richiamata in relazione ai limiti e alle procedure del giudizio di rinvio; la Corte ne interpreta l'applicazione alla luce del principio che le questioni rese necessarie dalla sentenza di cassazione possono essere discusse in rinvio.

  • art. 37, terzo comma, d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600

    Norma richiamata perché l'Amministrazione aveva originariamente qualificato l'operazione come interposizione fittizia ai sensi di tale art.; la Corte rileva che la successiva riqualificazione in abuso del diritto modifica il profilo fiscale conseguente.

  • principio giurisprudenziale sull'abuso del diritto (Cass. S.U. n. 30055 del 23/12/2008 e altra giurisprudenza)

    La giurisprudenza stabilisce che la fattispecie di abuso del diritto rende inopponibile il negozio all'Amministrazione e determina che l'operazione sia considerata come mai avvenuta, con conseguente tassazione del solo vantaggio fiscale effettivamente conseguito; ciò giustifica l'ammissione di domande consequenziali in sede di rinvio.

  • art. 37-bis d.P.R. n. 600/1973 (menzione)

    art. 37-bis (menzionato come norma entrata in vigore successivamente)

    La Corte rileva che, pur se l'art. 37-bis è entrato in vigore successivamente all'operazione, il principio dell'abuso del diritto opera anche per fattispecie anteriori a norme antielusive sopravvenute e mira a colpire il vantaggio fiscale indipendentemente dalla specifica norma.

  • d.lgs. 24 settembre 2015, n. 158

    Menzionato quale disciplina sopravvenuta delle sanzioni che il giudice del rinvio potrebbe dover considerare nella valutazione della legittimità e dell'entità delle sanzioni per fatti antecedenti.

  • art. 13, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    art. 13, comma 1 quater (testo introdotto dalla legge 24 dicembre 2012, n. 228)

    Riferito al contributo unificato: la Corte chiarisce che l'ulteriore contributo non può essere richiesto a soggetti istituzionalmente esonerati (es. Amministrazioni dello Stato) mediante il meccanismo di prenotazione a debito.

  • art. 24 e art. 111 Cost.

    art. 24; art. 111, secondo comma

    Richiamati per profili di garanzia del giusto processo e del diritto di difesa; la Corte interpreta le regole processuali nel senso di consentire l'esame di questioni necessarie per garantire l'effettività del diritto di difesa alla luce della riqualificazione giuridica operata dalla cassazione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di rinvio dopo cassazione la parte può proporre e il giudice deve esaminare domande, eccezioni o richieste che, pur non già sollevate nelle fasi precedenti, risultino necessarie e conseguenti all'applicazione di un principio di diritto enunciato dalla Corte di cassazione.
  • La riqualificazione della fattispecie in termini di abuso del diritto comporta che l'operazione sia considerata come mai avvenuta e che il trattamento fiscale debba colpire il reale vantaggio tributario conseguito; ciò può legittimare la rideterminazione del reddito in sede di rinvio.
  • La legittimità e l'entità delle sanzioni devono essere riesaminate dal giudice di rinvio quando la diversa qualificazione giuridica (es. abuso del diritto) incida sulla sanzionabilità della condotta; il giudice può altresì valutare l'applicazione di norme sanzionatorie sopravvenute ove rilevanti.
  • Un ricorso incidentale può essere rigettato per carenza di presupposti fattuali quando esista un giudicato esterno su identica questione di fatto, che vincola e preclude la successiva azione dell'Amministrazione sulle stesse circostanze fattuali.
  • La normativa sul contributo unificato non può imporre ulteriori versamenti a soggetti istituzionalmente esonerati (per esempio le Amministrazioni dello Stato) mediante meccanismi di prenotazione a debito.

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