Cassazione Penale, Sentenza n. 04636/2026 del 04/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile l'istanza di riesame del decreto di convalida di sequestro probatorio (merci recanti marchi contraffatti) emesso il 17/07/2025 in relazione a beni nella disponibilità della società Sette srl. Il ricorrente ha sostenuto di essere proprietario, socio unico e legale rappresentante della società e quindi titolato ad ottenere il dissequestro; ha inoltre rilevato che, in materia penale, deve prevalere l'aspetto sostanziale sull'aspetto formale. Il Tribunale ha ritenuto che Settembre non abbia agito nella veste di rappresentante legale della società (non risultando procura speciale al difensore) e quindi mancasse la legittimazione ad proporre il riesame a titolo personale rispetto a beni intestati a persona giuridica.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per motivi manifestamente infondati. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a un'ammenda di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende. La Corte ha richiamato la giurisprudenza di legittimità secondo cui chi propone riesame di beni intestati a società di capitali deve dimostrare un concreto interesse alla restituzione o agire nella veste e con la procura della società; la semplice qualità di indagato e di socio/legale rappresentante non supplisce all'assenza di formale rappresentanza nella procedura.
Norme richiamate
art. 474 codice penale
articoli 474 e 468 codice penale (menzionati come capo d'imputazione)
Indica le fattispecie contestate al ricorrente (reati connessi alla contraffazione); la Corte richiama questi articoli solo per contestualizzare l'indagine, non per motivare la questione di legittimazione a proporre il riesame
art. 468 codice penale
articoli 474 e 468 codice penale (menzionati come capo d'imputazione)
Come sopra: richiamato per definire le ipotesi di reato contestate al ricorrente, senza incidenza diretta sul principio di rappresentanza per il riesame
Giurisprudenza di legittimità (Sez. 2, n. 18419 del 22/03/2024, Grazioli)
Sez. 2, n. 18419 del 22/03/2024, Grazioli, Rv. 286321 - 01
Stabilisce che, nel caso di sequestro di beni appartenenti a una società di capitali, l'indagato, pur essendo legale rappresentante e socio unico, non è legittimato a proporre in proprio la richiesta di riesame senza agire formalmente quale rappresentante della società mediante difensore munito di procura speciale
Giurisprudenza di legittimità (alcune pronunce richiamate)
Sezione 3, n. 36021 del 1/6/2023 (Gabrielli); Sezione 3, n. 16352 del 11/1/2021 (Di Luca), Sez. 5, n. 35015 del 9/10/2020 (Astolfi); Sez. 5, n. 52060 del 30/10/2019 (Angeli); Sez. 1, n. 6779 del 8/1/2019 (Firriolo)
Giurisprudenza consolidata secondo cui l'indagato non titolare del bene può proporre istanza di riesame solo se vanti un interesse concreto e attuale alla restituzione; la legittimazione non sussiste automaticamente per il solo fatto di essere indagato
Massime di principio
- Se i beni sottoposti a sequestro appartengono a una persona giuridica, chi chiede il riesame deve agire nella veste formale di rappresentante della società o dimostrare un interesse concreto e attuale alla restituzione; la mera qualità di socio o di indagato non basta di per sé
- Quando si agisce in nome e per conto di una società, occorre conferire al difensore una procura speciale che lo abiliti ad agire in interesse della persona giuridica; l'assenza di tale procura può determinare l'inammissibilità dell'istanza
- In materia penale il giudice richiede il rispetto dei requisiti formali di legittimazione processuale anche se il ricorrente invoca ragioni di natura sostanziale (es. controllo effettivo o proprietà fattuale della società)
- Prima di proporre il riesame, chi non è intestatario formale del bene dovrebbe documentare l'interesse diretto alla restituzione (es. titolarità reale, diritto di credito specifico, rischio di pregiudizio immediato) oppure specificare e provare la rappresentanza societaria
- La proposizione di ricorsi manifestamente infondati o formalmente inammissibili può comportare condanna alle spese e sanzioni pecuniarie; conviene valutare preliminarmente la fondatezza e la legittimazione prima di impugnare
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