Cassazione Civile, Sentenza n. 24477/2022 del 09/08/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno chiesto l'accertamento della non conformità e della abusività di lavori edili eseguiti dalla CRC SRL sul condominio di via Colombo a Pozzuoli (contratto d'appalto del 31/5/1993), sostenendo che le opere avevano alterato il prospetto, ridotto la cubatura e le aperture, ridotto la luminosità e deprezzato l'immobile; hanno richiesto la verifica della conformità alle regole dell'arte, l'accertamento del prezzo e della quota a loro carico e il risarcimento dei danni. La CRC ha difeso la regolarità delle opere (consolidamenti per bradisismo), ha eccepito prescrizione dell'azione per vizi essendo i lavori ultimati nel novembre 1994 e ha dedotto che i sopralluoghi comunali non avevano riscontrato abusi. In primo grado fu disposta CTU; il tribunale accolse l'eccezione di prescrizione e rigettò la domanda; la Corte d'appello confermò la prescrizione ritenendo che, sia qualificando le difformità ai sensi dell'art.1667 c.c. (azione biennale dalla scoperta) sia come gravi difetti ai sensi dell'art.1669 c.c. (azione entro un anno dalla denuncia), i termini erano decorso al momento della citazione del febbraio 1998. La Corte d'appello rilevò inoltre l'impossibilità di quantificare la quota di costo gravante sui ricorrenti per carente documentazione e per la mancata collaborazione nell'integrazione della CTU.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione della Corte d'appello. Ha ritenuto inammissibili o infondate le censure dei ricorrenti: (i) la doglianza sulla presunta nullità del contratto per abusività delle opere è generica e priva di puntuale riferimento al titolo autorizzativo; (ii) la valutazione delle risultanze della CTU e la scelta motivazionale della corte territoriale rientrano nel prudente apprezzamento del giudice e sono insindacabili nei termini consentiti; (iii) la prescrizione dell'azione è stata correttamente dichiarata sia con riferimento all'art.1667 c.c. (decorrente dalla scoperta attestata dal collaudo del 16/11/1995) sia con riferimento all'art.1669 c.c. (denuncia dei vizi effettuata nel gennaio 1995, azione promossa nel febbraio 1998); (iv) la Corte d'appello ha adeguatamente motivato l'impossibilità di determinare le quote di spesa a carico dei ricorrenti per carenza del fascicolo di primo grado e per l'impossibilità della CTU di ricostruire i calcoli in assenza di collaborazione. La Cassazione ha quindi rigettato il ricorso e dato atto della sussistenza dei presupposti per un ulteriore versamento del contributo unificato ai sensi dell'art.13, comma 1-quater del d.p.r. n.115/2002.
Norme richiamate
art. 1667 cod. civ.
L'azione per i vizi di conformità decorre dalla scoperta del vizio e il termine biennale deve essere valutato in relazione alla data in cui i vizi sono stati effettivamente conosciuti (nel caso, collaudo tecnico del 16/11/1995).
art. 1669 cod. civ.
Per i 'gravi difetti' l'azione deve essere promossa entro l'anno dalla denuncia dei vizi; nel caso la denuncia del gennaio 1995 ha fatto decorrere il termine annuale, rendendo l'azione proposta nel 1998 prescritta.
art. 115 cod. proc. civ.
La norma relativo al potere direttivo del giudice nella produzione probatoria non è stata ritenuta violata: la censura generica sul mancato apprezzamento della CTU è inammissibile se non si dimostra che il giudice ha fondato la decisione su prove non introdotte o ha travisato la regola di valutazione.
art. 116 cod. proc. civ.
La valutazione delle prove rientra nel prudente apprezzamento del giudice; la Corte ha sottolineato che è inammissibile censurare la valutazione normale delle prove salvo i limiti del sindacato di motivazione ex art.360 n.5.
art. 112 cod. proc. civ.
Riguarda la separazione delle questioni e la riunione di procedimenti: la Corte ha ritenuto corretta la gestione del giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo riunito al giudizio principale e non ha ravvisato errori formali tali da determinare la revoca dell'ingiunzione.
art. 633 cod. proc. civ.
Norma sul procedimento d'ingiunzione; dalle censure non è emersa violazione che abbia inciso sulla decisione di merito.
art. 175 cod. proc. civ.
Richiamata nel contesto delle doglianze procedurali ma senza rilevanza decisoria specifica nella sentenza impugnata.
art. 1418 cod. civ.
Norma sulla nullità del negozio giuridico; i ricorrenti hanno invocato la nullità del contratto d'appalto per illiceità dell'oggetto ma la Corte ha richiesto precisazioni sul titolo autorizzativo e sul carattere totale della difformità, che non sono state fornite.
art. 1421 cod. civ.
Norma sulle conseguenze della annullabilità: richiamata dai ricorrenti ma non specificamente valutata per mancanza di allegazioni puntuali.
art. 7 e ss. legge n. 47/1985
Richiamata in riferimento alla normativa urbanistica/edilizia; tuttavia la Corte ha osservato l'assenza di puntuali allegazioni sul titolo autorizzativo che impediscono di fondare la nullità dell'appalto su tali norme.
art. 360, primo comma, n. 5 cod. proc. civ.
Limiti del sindacato della Corte di Cassazione sulla motivazione e sulla valutazione prudente delle prove: la censura deve dimostrare vizio motivazionale non semplice dissenso.
art. 378 cod. proc. civ.
Permette il deposito di memorie in cassazione; richiamata nelle fasi processuali ma non decisiva sul merito.
art. 13, comma 1-quater, d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115
Prevede l'eventuale pagamento di un ulteriore contributo unificato in caso di determinate condizioni; la Corte ha rilevato i presupposti per l'ulteriore versamento da parte dei ricorrenti.
Massime di principio
- Termini di prescrizione nei vizi dell'opera: l'azione ex art.1667 c.c. decorre dalla scoperta del vizio (termine biennale) e l'azione per 'gravi difetti' ex art.1669 c.c. decorre dalla denuncia dei vizi (termine annuale). È essenziale documentare la data di scoperta/denuncia per non perdere il diritto.
- Nullità del contratto d'appalto per lavori eseguiti senza titolo: la nullità sussiste solo quando l'opera è radicalmente difforme (difformità totale) rispetto al progetto/autorizzazione; difformità parziali o non essenziali non comportano automaticamente nullità del contratto.
- Onere probatorio e CTU: il giudice può valorizzare la CTU nell'ambito del suo prudente apprezzamento; per contestarne la valutazione in cassazione occorre dimostrare vizio di motivazione o violazione di regole di valutazione, non un semplice dissenso.
- Documentazione e collaborazione in perizia: la mancata produzione del fascicolo di primo grado o la mancata collaborazione alle operazioni peritali può rendere impossibile la quantificazione dei danni o delle quote di spesa e compromettere l'esito della domanda.
- Denuncia tempestiva dei vizi: per evitare la prescrizione è opportuno effettuare la denuncia scritta dei vizi non appena constatati e iniziare l'azione giudiziaria entro i termini di legge; la conservazione di prove e collaudi è fondamentale.
- Impostare le doglianze con precisione: in sede di impugnazione è necessario puntare a censure specifiche e ben documentate (es. indicazione del titolo edilizio violato, date precise di collaudi o denunce, elementi probatori nuovi corredati da documentazione) per superare l'ostacolo dell'inammissibilità o dell'insindacabilità della valutazione di merito.
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