Ordinanza n. 2032/2026 - Napoli, Sezione 6
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, dei decreti del Questore di Napoli Cat.A12/2025/Imm/1 Sez/Dinieghi/293 del 15.12.2025 e Cat.A12/2025/Imm/1 Sez/Dinieghi/301 del 01.12.2025, notificati mezzo pec il 15.04.2026, di respingimento delle istanze di rilascio pse per residenza elettiva.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreti del Questore di Napoli di respingimento delle istanze di rilascio del permesso di soggiorno per residenza elettiva
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadini stranieri)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato i decreti del Questore di Napoli che hanno respinto le loro istanze di rilascio del permesso di soggiorno per residenza elettiva, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. In sede cautelare hanno sostenuto, secondo quanto emerge dall'ordinanza, la sussistenza del requisito alloggiativo, comprovato dalla documentazione integrativa prodotta dopo la prima interlocuzione procedimentale con l'Amministrazione. È stata inoltre contestata la rilevanza preclusiva dell'ingresso in Italia con un visto per turismo anziché con uno specifico visto per residenza elettiva, evidenziando che l'Amministrazione avrebbe dovuto svolgere un'autonoma verifica della sussistenza dei requisiti di legge per il rilascio del permesso. I ricorrenti hanno infine rappresentato il proprio inserimento sociale, familiare e lavorativo, nonché la situazione lavorativa, reddituale e patrimoniale.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda cautelare, ritenendo ravvisabili, nella sommaria cognizione propria della fase cautelare, i presupposti per la sospensione degli effetti dei provvedimenti impugnati. Il Collegio ha considerato sussistente il requisito alloggiativo al momento della presentazione dell'istanza, alla luce della documentazione integrativa prodotta a seguito dell'interlocuzione procedimentale. Ha inoltre ritenuto che la mancata acquisizione originaria di uno specifico visto per residenza elettiva non precludesse automaticamente l'esame dell'istanza, poiché l'ingresso nel territorio nazionale con visto per turismo imponeva comunque all'Amministrazione di compiere un autonomo accertamento dei requisiti legalmente previsti per il rilascio del permesso, trattandosi di titolo estraneo a logiche di contingentamento o quote d'ingresso. La mancata effettuazione di tale valutazione è stata ritenuta particolarmente lesiva anche in considerazione del principio di prova dell'inserimento sociale, familiare e lavorativo dei ricorrenti e della loro situazione lavorativa, reddituale e patrimoniale. È stata fissata l'udienza pubblica per la trattazione del merito al 22 giugno 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
Costituisce la base processuale per la domanda e la concessione della tutela cautelare nel giudizio amministrativo.
Massime di principio
- In sede di esame di un'istanza di permesso di soggiorno per residenza elettiva, l'Amministrazione deve verificare autonomamente la sussistenza dei requisiti previsti dalla legge e non può arrestarsi automaticamente alla mancata acquisizione, prima dell'ingresso, di uno specifico visto per residenza elettiva quando lo straniero sia entrato nel territorio nazionale con un visto per altra causale, quale quello turistico.
- La produzione di documentazione integrativa nel corso dell'interlocuzione procedimentale può dimostrare la sussistenza del requisito alloggiativo al momento della presentazione dell'istanza.
- La mancata valutazione autonoma dei requisiti per il rilascio del permesso di soggiorno può assumere rilievo lesivo anche alla luce del documentato inserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero e della sua situazione reddituale e patrimoniale.
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