Cassazione Civile, Sentenza n. 09906/2026 del 17/04/2026
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione di avviso di accertamento relativo al 2012 che aveva recuperato a tassazione maggiori ricavi qualificati dall'Ufficio come "sopravvenienze attive" (art. 88 T.U.I.R.) risultanti da movimentazioni fra EMME 430 s.r.l. e DIM IMMOBILIARE s.r.l. L'Ufficio sosteneva che i versamenti erano operazioni finanziarie prive di giustificazione economica e non riconducibili a conferimenti soci. Il giudice di primo grado aveva respinto il ricorso della società; la C.T.R. aveva parzialmente accolto ritenendo che le società appartenessero al c.d. "Gruppo Morelli" per rapporti di parentela fra i soci e che le movimentazioni fossero infragruppo e non imponibili. L'Agenzia ha proposto ricorso per cassazione contestando (i) la ricostruzione del collegamento societario basata sul solo rapporto di parentela, confondendo collegamento e gruppo, e (ii) l'applicazione dell'esenzione dell'art. 88 T.U.I.R., sostenendo che la norma è di stretta interpretazione e non si applica a versamenti da soggetti diversi dai soci.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il primo motivo (nullità della sentenza) e ha accolto il secondo e il terzo motivo. Ha ritenuto che la C.T.R. abbia errato nel ritenere sufficiente il mero rapporto di parentela fra soci per accertare il collegamento societario ai sensi dell'art. 2359 c.c., e nell'aver confuso il collegamento con l'esistenza di un gruppo che richiede prova rigorosa dell'attività di direzione e coordinamento esercitata da una capogruppo (art. 2497 c.c. e connessi obblighi di pubblicità). Ha inoltre affermato che l'esenzione prevista dall'art. 88, comma 4, T.U.I.R. è di stretta interpretazione e non si applica ai conferimenti provenienti da soggetti diversi dai soci. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata cassata nei punti indicati e la causa è stata rinviata alla Corte territoriale di secondo grado della Calabria in diversa composizione per un nuovo esame; anche poste in liquidazione le spese di legittimità.
Norme richiamate
art. 2359 c.c.
La Corte precisa che il mero rapporto di parentela fra soci di società diverse non è sufficiente, di per sé, a dimostrare il "collegamento societario" di cui al comma 3: è necessario accertare concretamente l'esercizio di un'influenza notevole da parte di una determinata società sulle decisioni assembleari dell'altra
art. 2497 c.c. e art. 2497-bis c.c.
Il gruppo societario richiede attività di direzione e coordinamento da parte di una capogruppo; l'esistenza di tale attività comporta obblighi di pubblicità/informazione e responsabilità verso la controllata. Il collegamento societario non equivale automaticamente al riconoscimento del gruppo
art. 88 T.U.I.R. (D.P.R. 917/1986), comma 4
"non si considerano sopravvenienze attive ... i versamenti in denaro o in natura fatti a fondo perduto o in conto capitale alle società ... dai propri soci"
La disposizione è norma di favore e va interpretata restrittivamente: l'esenzione non si estende ai conferimenti effettuati da soggetti diversi dai soci della società beneficiaria
art. 118 T.U.I.R.
Riferimento al consolidato fiscale; la Corte osserva che l'assenza di bilanci consolidati è un elemento che pesa nell'esame dell'esistenza di un gruppo e della relativa neutralità delle movimentazioni infragruppo
art. 31 D.lgs. 546/1992 e art. 132 c.p.c. (riferimenti processuali)
Citati dalla ricorrente in prospetto di nullità della sentenza impugnata. La Corte ha escluso la nullità per motivazione apparente, trattando invece le doglianze nel merito
art. 360 c.p.c. (motivi di cassazione)
Norma processuale invocata per dedurre vizi di motivazione e violazioni di norme di diritto; la Corte ha accolto parte dei motivi ex art. 360 n. 3 e rigettato quelli ex n. 4 relativi alla presunta nullità
art. 5 D.P.R. 917/1986 e art. 1 comma 70 L. 145/2018
Richiamati dalla C.T.R. per sostenere l'incidenza dei rapporti familiari nella qualificazione di imprese appartenenti allo stesso gruppo; la Corte di legittimità segnala che tali riferimenti non sono idonei a supplire la mancanza di prova dell'effettiva direzione e coordinamento
Massime di principio
- Il mero rapporto di parentela o affinità fra soci di società diverse non costituisce automaticamente collegamento societario (art. 2359 c.c.); occorre provare in concreto l'esercizio di un'influenza notevole sulle decisioni assembleari da parte di una determinata società
- L'accertamento del collegamento societario non implica di per sé l'esistenza di un gruppo societario: per riconoscere un gruppo è necessaria prova rigorosa dell'attività di direzione e coordinamento della capogruppo (art. 2497 c.c.)
- L'esenzione prevista dall'art. 88, comma 4, T.U.I.R. è di stretta interpretazione e si applica solo ai versamenti effettuati dai soci della società beneficiaria; contributi provenienti da soggetti diversi dai soci non rientrano nell'esenzione
- In contenziosi su movimentazioni infragruppo il giudice valuta la natura delle operazioni sulla base degli elementi di fatto: documentazione che dimostri partecipazioni, decisioni assembleari, esercizio di poteri gestionali comuni, bilanci consolidati, deleghe e patti parasociali è determinante per provare l'esistenza del gruppo
- Se si intende opporre l'eccezione che movimentazioni tra società siano "infragruppo" e neutre ai fini fiscali, conviene fornire prova articolata: esistenza di una capogruppo identificabile, modalità concrete di direzione e coordinamento, bilancio consolidato o altri elementi di governance che attestino politiche economiche comuni
- Per difendersi da contestazioni su sopravvenienze attive occorre documentare la natura dei versamenti (es. conferimenti soci, finanziamenti con contratto, giustificazione economica) e verificare la titolarità dei versamenti (chi è il soggetto effettivo erogante rispetto al ruolo di socio)
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