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Sentenza

Sentenza del 15/05/2015 n. 9976 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava l'impugnazione di un fermo amministrativo di beni registrati disposto per il mancato pagamento di una cartella relativa a tasse automobilistiche. Il contribuente sosteneva che la definizione agevolata prevista dalla L. n. 289 del 2002, art. 12, si fosse perfezionata con il pagamento della sola prima rata e che il fermo fosse illegittimo perché non preceduto da un espresso provvedimento di diniego del condono. L'Amministrazione ha contestato entrambe le conclusioni, sostenendo che il condono richiedesse il pagamento integrale dell'importo dovuto e che non fosse necessario un autonomo atto di diniego prima dell'azione esecutiva o cautelare.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione, cassato la sentenza d'appello e deciso la causa nel merito, rigettando il ricorso originario del contribuente. Ha stabilito che la definizione agevolata ex art. 12 richiede il pagamento integrale dell'importo previsto: il mancato o tardivo pagamento anche delle rate successive alla prima impedisce il perfezionamento della sanatoria. Inoltre, la disciplina dell'art. 12 non si applicava comunque alle cartelle relative a tasse automobilistiche e non era necessario un espresso provvedimento di diniego del condono prima del fermo amministrativo. Le spese dell'intero giudizio sono state compensate.

Norme richiamate

  • Legge n. 289 del 2002, art. 12

    La definizione agevolata dei carichi inclusi nei ruoli affidati ai concessionari si realizza mediante il pagamento del 25% dell'importo iscritto a ruolo, oltre alle eventuali spese sostenute dal concessionario.

    La norma prevede una forma di condono clemenziale, la cui efficacia è subordinata al pagamento integrale dell'importo dovuto. Il pagamento della sola prima rata non perfeziona la definizione e l'omesso o tardivo pagamento delle rate successive ne impedisce il verificarsi. La disposizione è inoltre applicabile esclusivamente alle cartelle relative a IRPEF e ILOR, non alle tasse automobilistiche.

  • Legge n. 289 del 2002, artt. 7, 8, 9, 15 e 16

    Sono richiamati come esempi di condoni di natura premiale, diversi dalla disciplina dell'art. 12, nei quali il contribuente può chiedere un accertamento straordinario secondo regole peculiari.

  • Cassazione, sentenze n. 20746/2010, n. 24316/2010 e n. 104/2014

    La giurisprudenza conferma che, per la definizione prevista dall'art. 12, il pagamento deve essere integrale e che il mancato o tardivo versamento delle rate successive alla prima esclude il perfezionamento della sanatoria.

Massime di principio

  • Quando una definizione agevolata prevede il pagamento rateale dell'importo dovuto, il beneficio si perfeziona normalmente solo con il pagamento completo e puntuale di tutte le rate, salvo una diversa previsione normativa espressa.
  • Il pagamento della prima rata, da solo, non basta a consolidare il condono se la legge subordina l'efficacia della sanatoria all'integrale pagamento.
  • Prima di invocare una definizione agevolata occorre verificare che il tributo e il tipo di carico rientrino esattamente nell'ambito applicativo della norma: nel caso esaminato, l'art. 12 non copriva le tasse automobilistiche.
  • Il mancato perfezionamento del condono lascia valido il debito originario e consente all'Amministrazione o al concessionario di procedere con le misure cautelari previste, senza necessità di un autonomo atto formale di diniego del condono, quando tale atto non sia richiesto dalla legge.
  • L'onere di provare il corretto e integrale pagamento necessario alla definizione agevolata grava sul contribuente.

Testo integrale

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