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Ordinanza

Ordinanza n. 15519/2026 - Roma, Sezione 1T

per l'annullamento, previa sospensione cautelare dell'efficacia, del provvedimento di diniego del visto d’ingresso adottato in data 24 gennaio 2026 dal Consolato Generale d'Italia di Casablanca (Prot. n. -OMISSIS-/24/3, Posizione n. -OMISSIS-), nonché di ogni atto presupposto, connesso e consequenziale, ivi incluso il provvedimento di revoca del nulla osta al lavoro subordinato rilasciato dallo Sportello Unico per l'Immigrazione di Sondrio con Prot. n. P-SO/L/Q/2024/-OMISSIS-in data 4 febbraio 2025;

Giustizia amministrativa202609041

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terOrdinanzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto d’ingresso per lavoro subordinato, conseguente alla revoca del nulla osta al lavoro subordinato per mancata conferma dell’interesse all’assunzione da parte del datore di lavoro

Esito

DIFETTO DI GIURISDIZIONE

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto d’ingresso adottato il 24 gennaio 2026 dal Consolato Generale d’Italia a Casablanca e gli atti presupposti e conseguenti, incluso il provvedimento del 4 febbraio 2025 con cui lo Sportello Unico per l’Immigrazione di Sondrio aveva revocato il nulla osta al lavoro subordinato. Il testo non espone specifici motivi di illegittimità sostanziale: in sede cautelare il TAR ha rilevato d’ufficio, ai sensi dell’art. 73, comma 3, c.p.a., la possibile incompetenza territoriale del TAR Lazio, poiché la lesione derivava immediatamente dalla revoca del nulla osta.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la propria incompetenza territoriale e ha indicato come competente il TAR Lombardia – Milano. Ha ritenuto che la revoca del nulla osta fosse l’atto principale, autonomamente lesivo e direttamente impugnabile, mentre il diniego del visto costituiva una conseguenza necessaria e meramente applicativa della revoca, adottata per la mancata conferma dell’interesse all’assunzione. La competenza va quindi individuata in relazione all’atto principale, emanato dallo Sportello Unico per l’Immigrazione di Sondrio, situato nella circoscrizione del TAR Lombardia. L’art. 13, comma 4-bis, c.p.a. non è applicabile perché riguarda l’impugnazione cumulativa di atti collegati quando l’atto presupposto non sia immediatamente lesivo e autonomamente impugnabile. Il giudizio può essere riassunto davanti al TAR Lombardia entro il termine di legge ai sensi dell’art. 15 c.p.a. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 13, commi 1 e 4, c.p.a.

    Ritenuto, pertanto che, come rilevato in sede di camera di consiglio, ai sensi dell’art. 13, commi 1 e 4, cod. proc. amm. deve dichiararsi il difetto di competenza territoriale del Tar del Lazio, in favore Tar per la Lombardia – sede di Milano, nella cui circoscrizione ha sede lo Sportello unico per l’Immigrazione di Sondrio che ha emanato l’atto presupposto e principale oggetto di gravame, presso il quale il giudizio potrà essere riassunto e dinanzi al quale può proseguire ex art. 15, comma 4, del cod. proc. amm.

    La competenza territoriale è individuata in relazione all’atto principale autonomamente lesivo, emanato dallo Sportello Unico per l’Immigrazione di Sondrio; la controversia appartiene pertanto al TAR nella cui circoscrizione ha sede tale ufficio.

  • art. 13, comma 4-bis, c.p.a.

    Ritenuto che non possa trovare applicazione quanto previsto dall’art. 13, co. 4 bis, cod. proc. amm., disposizione riferibile alle ipotesi di impugnazione cumulativa di atti collegati da un rapporto di presupposizione allorquando l’atto presupposto non sia immediatamente lesivo e non sia, quindi, autonomamente impugnabile;

    La regola sulla competenza per l’impugnazione cumulativa di atti collegati da presupposizione non opera quando l’atto presupposto è immediatamente lesivo e autonomamente impugnabile.

  • art. 15 c.p.a.

    Ritenuto, pertanto che, come rilevato in sede di camera di consiglio, ai sensi dell’art. 13, commi 1 e 4, cod. proc. amm. deve dichiararsi il difetto di competenza territoriale del Tar del Lazio, in favore Tar per la Lombardia – sede di Milano, nella cui circoscrizione ha sede lo Sportello unico per l’Immigrazione di Sondrio che ha emanato l’atto presupposto e principale oggetto di gravame, presso il quale il giudizio potrà essere riassunto e dinanzi al quale può proseguire ex art. 15, comma 4, del cod. proc. amm.

    Dopo la declaratoria di incompetenza, il giudizio può proseguire davanti al giudice indicato come territorialmente competente mediante riassunzione nel termine di legge.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Considerato che, alla camera di consiglio del 29 settembre 2026, rilevata d’ufficio, ex art. 73, comma 3, cod. proc. amm., la possibile incompetenza territoriale di questo Tar in favore del Tar Lombardia, la causa è stata trattenuta in decisione;

    La possibile incompetenza territoriale è stata rilevata d’ufficio in camera di consiglio prima della decisione.

Massime di principio

  • Quando il diniego del visto d’ingresso costituisce l’effetto diretto e necessario della revoca del nulla osta al lavoro, la controversia va ricondotta alla competenza territoriale determinata con riguardo all’atto principale, autonomamente lesivo e direttamente impugnabile; il diniego del visto resta atto consequenziale e applicativo.
  • La regola sulla competenza per l’impugnazione cumulativa di atti collegati da presupposizione non si applica se l’atto presupposto è immediatamente lesivo e autonomamente impugnabile.
  • Dichiarata l’incompetenza territoriale, il giudizio può essere riassunto davanti al giudice indicato come competente entro il termine previsto dall’art. 15 c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaCompetenza
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizione

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