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Ordinanza

Ordinanza n. 15518/2026 - Roma, Sezione 1T

per l'annullamento del provvedimento dell’Ambasciata d’Italia in Islamabad, prot. n. -OMISSIS--P del 4 giugno 2026, codice pratica visto n. -OMISSIS-, con il quale è stata respinta la domanda di visto di ingresso per lavoro subordinato;

Giustizia amministrativa202609078

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terOrdinanzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto di ingresso per lavoro subordinato, fondato sulla mancata conferma dell'assunzione da parte del datore di lavoro, e atti presupposti relativi alla mancata conferma della richiesta di nulla osta o al rifiuto o alla revoca del nulla osta

Esito

DIFETTO DI GIURISDIZIONE

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto del 4 giugno 2026, adottato dall'Ambasciata d'Italia a Islamabad perché il datore di lavoro non avrebbe confermato l'assunzione. Ha contestato anche l'eventuale atto, comunicazione o registrazione informatica recante la mancata conferma della richiesta di nulla osta e l'eventuale rifiuto o revoca del nulla osta al lavoro, che afferma di non avere mai ricevuto. Dagli atti e dal riscontro della Prefettura di Ravenna del 22 settembre 2026 emergeva che la mancata conferma della volontà datoriale poteva essere dovuta a un malfunzionamento del meccanismo telematico presso lo Sportello unico per l'Immigrazione di Ravenna. Il TAR ha rilevato d'ufficio la possibile incompetenza territoriale, dando alle parti modo di interloquire ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a.

La decisione

Il TAR Lazio ha dichiarato la propria incompetenza territoriale e ha indicato come competente il TAR Emilia-Romagna, sede di Bologna, presso la cui circoscrizione ha sede lo Sportello unico per l'Immigrazione di Ravenna, cui è riferibile l'atto presupposto e principale. Il diniego del visto è stato qualificato come atto consequenziale e applicativo, mentre la lesione immediata deriva dalla mancata conferma telematica della volontà datoriale e dalla conseguente inefficacia del titolo autorizzatorio al lavoro. Non si applica l'art. 13, comma 4-bis, c.p.a., poiché tale disposizione riguarda l'impugnazione cumulativa di atti presupposti non immediatamente lesivi e non autonomamente impugnabili. Il giudizio può proseguire davanti al TAR indicato previa riassunzione nel termine di legge ai sensi dell'art. 15 c.p.a. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 13, comma 4-bis, c.p.a.

    Ritenuto che non possa trovare applicazione quanto previsto dall’art. 13, co. 4 bis, cod. proc. amm., disposizione riferibile alle ipotesi di impugnazione cumulativa di atti collegati da un rapporto di presupposizione allorquando l’atto presupposto non sia immediatamente lesivo e non sia, quindi, autonomamente impugnabile

    La regola sulla competenza in caso di impugnazione cumulativa collegata dalla presupposizione non si applica quando l'atto presupposto è immediatamente lesivo e autonomamente impugnabile.

  • art. 13, commi 1 e 4, c.p.a.

    Ritenuto, pertanto che, ai sensi dell’art. 13, commi 1 e 4, cod. proc. amm. deve dichiararsi il difetto di competenza territoriale del Tar del Lazio, in favore Tar Emilia Romagna – sede di Bologna, nella cui circoscrizione ha sede lo Sportello unico per l’Immigrazione di Ravenna che ha emanato l’atto presupposto e principale oggetto di gravame, presso il quale il giudizio potrà essere riassunto e dinanzi al quale può proseguire ex art. 15, comma 4, del cod. proc. amm.

    Nel rapporto tra una domanda diretta contro l'atto presupposto principale e una domanda contro un atto meramente consequenziale, la competenza territoriale è determinata con riferimento all'atto principale e all'amministrazione territorialmente competente per esso.

  • art. 15, comma 4, c.p.a.

    Ritenuto, pertanto che, ai sensi dell’art. 13, commi 1 e 4, cod. proc. amm. deve dichiararsi il difetto di competenza territoriale del Tar del Lazio, in favore Tar Emilia Romagna – sede di Bologna, nella cui circoscrizione ha sede lo Sportello unico per l’Immigrazione di Ravenna che ha emanato l’atto presupposto e principale oggetto di gravame, presso il quale il giudizio potrà essere riassunto e dinanzi al quale può proseguire ex art. 15, comma 4, del cod. proc. amm.

    Dichiarata l'incompetenza territoriale, il giudizio può proseguire davanti al giudice indicato come competente mediante riassunzione nel termine di legge.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Considerato che, alla camera di consiglio del 29 settembre 2026, rilevata d’ufficio, ex art. 73, comma 3, cod. proc. amm., la possibile incompetenza territoriale di questo Tar in favore del Tar Emilia Romagna, la causa è stata trattenuta in decisione

    La possibile incompetenza territoriale rilevata d'ufficio è stata sottoposta al contraddittorio delle parti prima della decisione.

Massime di principio

  • Quando sono impugnati congiuntamente un atto presupposto immediatamente lesivo e autonomamente impugnabile e un atto successivo meramente applicativo o consequenziale, la competenza territoriale va individuata con riguardo all'atto presupposto principale; non trova applicazione la regola relativa agli atti presupposti non immediatamente lesivi.
  • Dichiarata l'incompetenza territoriale, il giudice deve indicare il giudice ritenuto competente; il processo può proseguire davanti a quest'ultimo mediante riassunzione nel termine di legge.

Come è indicizzato

MaterieCompetenzaEmersione, decreto flussi e nulla ostaPermesso di soggiorno
RamiProcesso amministrativoImmigrazione e cittadinanza
IstitutiRiparto di giurisdizione

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