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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21241/2025 del 05/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte Suprema ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato la correttezza della valutazione del Tribunale del riesame circa il concorso di Moffa nel sequestro di persona a scopo di estorsione e nelle lesioni, lapplicazione dellaggravante del metodo mafioso e linsussistenza di elementi che giustificassero la revoca o lattenuazione della misura cautelare. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso contestava la misura della custodia cautelare in carcere disposta per sequestro di persona a scopo di estorsione aggravato dal metodo mafioso e il concorso nelle lesioni. Moffa deduceva insufficienza e contraddittorieta della motivazione circa la sua partecipazione allazione criminosa, contestava la qualificazione del fatto come sequestro a scopo di estorsione piuttosto che esercizio arbitrario delle proprie ragioni e negava la sussistenza dellaggravante del metodo mafioso e delle esigenze cautelari. La Corte ha esaminato i fatti alla luce delle immagini videoregistrate, delle dichiarazioni della persona offesa e degli elementi che indicavano la funzione di vedetta, luso del motorino per allontanare o trasportare correi, lavviso della presenza dei carabinieri e i comportamenti di adesione al proposito criminoso (saluto tra Moffa e Rullo, ingresso in casa dopo il pestaggio per aiutare la vittima a vestirsi). Quanto alla qualificazione giuridica, la Corte ha valutato la mancanza di documentazione certa del credito vantato e la gravita della violenza come indizi indiretti del dolo estorsivo.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Riferito quale causa di aggravamento per luso del metodo mafioso e la partecipazione o il vantaggio derivante dallappartenenza o dal ricorso a soggetti di clan, convalida dellaggravante ove emerga che la condotta e le minacce avevano carattere e rilievo tipico della criminalita di stampo mafioso

  • art. 630 cod. pen.

    Norma del reato di sequestro di persona a scopo di estorsione; la Corte ricorda che la distinzione rispetto all'esercizio arbitrario delle proprie ragioni dipende dal dolo specifico finalizzato allottenimento di un profitto ingiusto come prezzo della liberazione

  • art. 393 cod. pen.

    Esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza o minaccia alle persone; la Corte sottolinea che questa fattispecie opera quando la pretesa perseguita sia giuridicamente azionabile, diversamente prevarrà la qualificazione di estorsione

  • art. 605 cod. pen.

    Richiamato dal Pubblico Ministero in sede di discussione per una possibile riqualificazione; la Corte non ha ritenuto sufficiente la richiesta di riqualificazione, mantenendo la valutazione in termini di sequestro a scopo di estorsione

Massime di principio

  • La mera presenza sul luogo del reato non basta a configurare il concorso: occorre dimostrare coscienza e volontà dellazione criminosa e un contributo positivo, sia materiale sia morale.
  • Comportamenti quali funzione di vedetta, avvertire i correi della presenza delle forze dellordine, mettere a disposizione mezzi per gli spostamenti o agevolare lallontanamento costituiscono indizi rilevanti di concorso.
  • La qualificazione tra sequestro a scopo di estorsione ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni si decide in base al dolo specifico: se la pretesa e il credito rivendicati non sono giuridicamente azionabili, la condotta tende a essere qualificata come estorsione.
  • Lintensita della violenza e la gravita delle minacce possono essere utilizzate come elementi indiziari indiretti per inferire il dolo estorsivo quando manchi prova diretta della finalita estorsiva.
  • Laggravante del metodo mafioso puo essere riconosciuta anche sulla base della notorieta e del ruolo di soggetti collegati a clan, nonché delle minacce allusive di stampo mafioso e delladesione dimostrata dagli altri partecipanti.
  • In presenza di precedenti per fatti gravi e di condotte violente, sussistono solide esigenze cautelari a giustificazione della custodia in carcere, salvo elementi specifici di attenuazione documentati dalla difesa.

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