Cassazione Penale, Sentenza n. 15090/2025 del 16/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Conflitto negativo di competenza relativo alle istanze dell'amministratore giudiziario Dr. Mottura in ordine alla custodia, gestione e amministrazione di beni sottoposti a sequestro preventivo emesso il 18/05/2012 ai sensi dell'art. 12-sexies D.L. n. 306/1992 nel procedimento n. 2743/2012 R.g.n.r. Il Tribunale di Latina aveva dichiarato la propria incompetenza ritenendo applicabile la disciplina successivamente modificata (art. 104-bis/disp. att. cod. proc. pen. introdotta dalla legge 17/10/2017 n.161) e sostenendo che il giudice che procede fosse competente; il GIP ha eccepito l'impossibilità di applicare retroattivamente la nuova norma (principio tempus regit actum) e ha sostenuto la competenza del giudice che ha emesso il provvedimento ablativo, rimettendo la questione alla Corte di Cassazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato ammissibile il conflitto e lo ha risolto affermando la competenza del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina (ossia del giudice che ha emesso il sequestro del 2012). La Corte ha richiamato la giurisprudenza di legittimità secondo cui, per sequestri disposti ai sensi dell'art. 12-sexies D.L. 306/1992 (come nel caso di reato di cui all'art. 73 D.P.R. 309/1990), spettano al giudice che ha emesso il provvedimento anche i provvedimenti relativi a gestione e amministrazione dei beni, e ha ritenuto applicabile tale disciplina al caso anteriore alla modifica normativa del 2017 attraverso il richiamo all'art. 85-bis D.P.R. 309/1990 e alla formulazione del comma 4-bis dell'art. 12-sexies vigente all'epoca del sequestro. Conseguentemente la competenza è stata attribuita al GIP.
Norme richiamate
art. 12-sexies D.L. n. 306 del 1992 (conv. L. 356/1992)
Per i sequestri disposti ai sensi di questa norma, la competenza per adottare provvedimenti in tema di custodia, gestione e amministrazione dei beni è attribuita al giudice che ha disposto il sequestro; il comma 4-bis richiamato nella formulazione vigente all'epoca del sequestro individua tale competenza nel giudice che ha emesso il provvedimento.
art. 104-bis (e art. 104 comma 1-ter) disp. att. cod. proc. pen. (modificata dalla legge 17/10/2017 n.161)
La modifica normativa del 2017 ha inciso sulla competenza in materia di misure patrimoniali, ma la Corte ha valutato la questione intertemporale; nel caso in esame ha ritenuto prevalente la disciplina speciale e la giurisprudenza anteriore che attribuisce competenza al giudice che ha emesso il sequestro per i casi previsti dall'art. 12-sexies, escludendo l'applicazione retroattiva della nuova interpretazione che sposterebbe la competenza al giudice che procede.
art. 85-bis D.P.R. n. 309 del 1990
La norma, nella sua formulazione e nei richiami introdotti dal d.lgs. n. 21/2018, giustifica l'applicazione della disciplina della confisca e degli effetti collegati ai reati previsti dal D.P.R. 309/1990 e consente di ricondurre i provvedimenti di gestione/amministrazione al giudice che ha emesso il sequestro nel caso di specie.
art. 73 D.P.R. n. 309 del 1990
Il reato per cui si procede rientra nell'elenco dei reati per i quali era ammesso il sequestro ex art. 12-sexies, quindi si applicano le specifiche regole di competenza connesse a tale tipologia di misure.
artt. 279 e 590 cod. proc. pen. e art. 91 disp. att. cod. proc. pen.
Richiamate come disciplina generale in materia di misure cautelari secondo la quale, in linea di principio, la competenza per decisioni connesse alle misure spetta al giudice che procede; la Corte però ha evidenziato che per i sequestri ex art. 12-sexies trova applicazione la disciplina speciale che assegna competenza al giudice che ha disposto il sequestro.
artt. 28, comma 1, lett. b), 30 e 31 cod. proc. pen.
Norme procedurali che consentono la rimessione alla Corte di Cassazione per la risoluzione del conflitto di competenza e la conseguente comunicazione dell'esito ai giudici coinvolti; la Corte le ha richiamate per dichiarare l'ammissibilità e disporre le comunicazioni.
Massime di principio
- Se il sequestro è stato disposto ai sensi dell'art. 12-sexies D.L. 306/1992, la competenza a decidere su custodia, gestione e amministrazione dei beni tende a rimanere in capo al giudice che ha emesso il provvedimento ablativo.
- La modifica normativa successiva (es. art. 104-bis disp. att. introdotto nel 2017) non vale automaticamente a trasferire la competenza quando il sequestro è anteriore: va valutata la questione intertemporale e l'esistenza di disposizioni speciali che individuano competenze diverse.
- La regola generale che attribuisce al giudice che procede la competenza sulle misure cautelari (artt. 279, 590 c.p.p.) può essere derogata dalla disciplina speciale riferita a specifiche fattispecie di sequestro (come l'art. 12-sexies).
- In caso di contrasto tra più giudici che rifiutano di decidere, il conflitto è ammissibile e va risolto dalla Corte di Cassazione per evitare la stasi del procedimento.
- In situazioni analoghe occorre verificare: (i) la normativa specifica applicabile al tipo di sequestro, (ii) la data di emissione del sequestro rispetto a modifiche legislative successive e (iii) la giurisprudenza di legittimità, perché l'interpretazione consolidata può determinare la competenza anche per atti collegati successivi.
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