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Circolare

Circolare numero 276 del 3-12-1993

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare chiarisce che l’obbligo di versamento del contributo di maternità per gli enti pubblici creditizi trasformati in S.p.A. riguarda solo i dipendenti assunti dopo la trasformazione. Pur essendo stata inizialmente prevista l’apertura di una posizione contributiva dedicata, viene consentito in alternativa di effettuare il versamento utilizzando le posizioni già esistenti, per limitare gli adempimenti degli istituti di credito. Il versamento va esposto nel mod. DM10/2 con un apposito rigo in bianco dei quadri B-C, usando il codice P400 e indicando numero dei dipendenti, giornate e retribuzioni imponibili. Le posizioni interessate non devono riportare il codice di autorizzazione 8H.

Versamento del contributo di maternità per dipendenti di enti pubblici creditizi trasformati in S.p.A.

Contributo di maternità per enti pubblici creditizi trasformati in S.p.A.

La circolare interviene per disciplinare in modo più flessibile il versamento del contributo di maternità dovuto dagli enti pubblici creditizi trasformati in società per azioni. Essa precisa, in continuità con quanto già chiarito dalla circolare n. 247 del 3 novembre 1993, che l’obbligo riguarda soltanto i dipendenti assunti dopo la data di trasformazione dell’ente.

Ambito soggettivo dell’obbligo

L’indicazione di fondo è che il contributo di maternità non si applica indistintamente a tutto il personale, ma esclusivamente ai lavoratori assunti successivamente alla trasformazione in S.p.A. Tale precisazione delimita il perimetro dei soggetti per i quali gli istituti di credito devono effettuare il versamento.

Modalità di versamento e semplificazione degli adempimenti

Inizialmente era stata prevista l’apertura di una specifica posizione contributiva per la gestione dei versamenti riferiti ai dipendenti interessati. Tuttavia, a seguito delle difficoltà operative segnalate da alcuni istituti di credito, già titolari di più posizioni contributive e gravati dalla necessità di presentare numerose denunce mensili, viene consentito in alternativa di utilizzare le posizioni già esistenti.

Questa scelta è adottata per contenere gli oneri amministrativi e semplificare gli adempimenti contributivi a carico degli istituti.

Compilazione del modello DM10/2

Per effettuare il versamento del contributo di maternità relativo ai dipendenti in questione, deve essere utilizzato un apposito rigo in bianco dei quadri "B-C" del mod. DM10/2, da contrassegnare con il codice "P400". Nel medesimo rigo devono essere riportati:

  • il numero dei dipendenti;
  • il numero delle giornate;
  • l’ammontare delle retribuzioni imponibili.

Indicazioni finali sulle posizioni contributive

La circolare precisa infine che le posizioni sulle quali vengono versati i contributi per l’indennità economica di maternità non devono essere contrassegnate dal codice di autorizzazione "8H".

Punti principali

Ambito dell'obbligo contributivo

L’obbligo di versare il contributo di maternità sussiste soltanto per i dipendenti assunti successivamente alla data di trasformazione degli enti pubblici creditizi in S.p.A., come già precisato dalla circolare n. 247 del 3 novembre 1993.

Modalità di gestione delle posizioni contributive

In origine era prevista l’apertura di una apposita posizione contributiva per il versamento relativo ai lavoratori interessati. In considerazione delle difficoltà operative rappresentate da alcuni istituti di credito, viene però ammesso che il versamento avvenga anche utilizzando le posizioni contributive già esistenti.

Compilazione del mod. DM10/2

Per il versamento del contributo di maternità deve essere utilizzato un apposito rigo in bianco dei quadri B-C del mod. DM10/2, contrassegnato dal codice "P400". Nel rigo devono essere indicati il numero dei dipendenti, il numero delle giornate e l’ammontare delle retribuzioni imponibili.

Codice di autorizzazione da non utilizzare

Le posizioni sulle quali vengono versati i contributi per l’indennità economica di maternità non devono essere contrassegnate dal codice di autorizzazione "8H".

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